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BEFORE THE DAWN – Rise Of The Phoenix (Nuclear Blast)

5 giugno 2012

Dei finlandesi Before The Dawn si è già detto abbondantemente  nella recensione del precedente Deathstar Rising, uscito appena un anno fa. Questo Rise Of The Phoenix, nei negozi già da un paio di mesi, è il settimo full lenght ed il primo senza alcun apporto di voce pulita. È un po’ un ritorno alle origini, se non stilisticamente almeno concettualmente, dato che i Before The Dawn sono un’estensione della personalità del fondatore Tuomas Saukkonen (chitarrista, cantante e prolifico deus ex machina di, tra gli altri, Dawn Of Solace e Black Sun Aeon), non solo perché  in certi momenti sono diventati praticamente una one-man band, ma soprattutto perché per Saukkonen sono sempre stati un mezzo per esternare la propria personalità.

Come già detto, da qualche tempo a questa parte sono diventati più allegrotti. Nei primi tre-quattro dischi avevano un suono esasperatamente claustrofobico, coi riff in palm muting con le chitarre belle cariche, l’andatura marziale, le liriche disperanti su quanto la vita faccia schifo, eccetera. Il disco che meglio rappresenta tutto ciò è il terzo The Ghost (2006), meraviglioso monolite di odio verso sé stessi con un suono quadratissimo e asfittico, scritto in un momento in cui Saukkonen doveva stare davvero male. The Ghost rappresenta l’apice del suono cupo dei Before The Dawn, senza via di scampo, rabbioso, frustrato, oscuro e martellante; vomitato fuori con stizza e urgenza catartica mai più ripetute. Da lì in poi il suono si è alleggerito, è diventato meno plumbeo, mantenendo però sempre una rotta coerente col passato.

Rise Of The Phoenix è simile al precedente per la predominanza di accordature aperte e atmosfere ariose, e questo anche perché, mancando la voce pulita, l’album è maggiormente impostato sul riffing, e il growl di Saukkonen è decisamente meno disperante della voce di Lars Eric Si (cantante-bassista, già in Winds e Khold, nei BTD dai tempi del suddetto The Ghost). Come esempio molto pratico, l’edizione limitata contiene un rifacimento di Unbreakable, la prima del primo, completamente stravolta e per niente fedele allo spirito dell’originale, come è ovvio che sia se una persona tutto sommato felice si trova a riarrangiare una canzone che esprime solo odio, disperazione e voglia di sparare in faccia alla gente. Giusto per farsi perdonare, sempre nell’edizione limitata si trova anche una traccia dall’introvabile primo demo To Desire (1998): Reflection, splendido pezzo alla Katatonia non risuonato ma semplicemente rimasterizzato; che è la cosa migliore che si possa trovare su un full lenght dei Before The Dawn da un po’ di anni a questa parte.

Entrambi i video Phoenix Rising Pitch-Black Universe rappresentano bene il disco, che è comunque molto omogeneo al suo interno. Il pezzo migliore forse è Throne Of Ice, o anche Closure, ma si tratta di un album senza ha particolari picchi né in alto né in basso. È come se si fossero normalizzati: magari ora a Saukkonen non va poi tanto male, quindi la sua musica è meno angosciante (sempre nei limiti di un finlandese che ha scritto alcuni tra i testi più cupi che siano mai usciti dalla sua nazione) e il suo approccio è diventato meno umorale. Quindi, svanita la magia, Rise Of The Phoenix è un buon disco di quel genere lì, metal estremo finlandese, qualsiasi cosa voglia dire. Bensuonatobenprodotto etc. Potevano decisamente finire peggio. (barg)

4 commenti leave one →
  1. 5 giugno 2012 10:45

    Ho aspettato con ansia e religiosa osservanza questa recensione, ma a te l’ultimo Black Sun Aeon era piaciuto? A me aveva preso parecchio bene.

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    • 5 giugno 2012 13:43

      sì, ma preferivo quelli prima… l’ultimo l’ho sentito molte volte perché volevo recensirlo, poi mi sono reso conto che non sapevo cosa scrivere e buona lì. però è carino, in definitiva.

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      • 5 giugno 2012 17:32

        si va bè alla fine è sempre la solita solfa, c’è poco da scrivere in effetti, ma quanto ci piace però.

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Trackbacks

  1. Una bibita energetica finlandese sponsorizza i BEFORE THE DAWN « Metal Skunk

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