NECRONOMICON – Invictus (Massacre)

Autori di una terrificante tripletta nel giro di tre anni nel corso dei famigerati eighties, ovvero il debutto omonimo, il successivo Apocalyptic Nightmare ed Escalation, ecco tornare tra i vivi i mangiacrauti Necronomicon, teteschi che più teteschi non si può. Già su Escalation avevano un po’ (ma solo un po’) snaturato il loro bestiale suono teutonico, con l’intento di renderlo un tantinello più appetibile grazie all’introduzione di qualche coro e di un certo mosheggiare e riffare exodusiano e overkilleggiante, esattamente come avrebbero fatto poi anche i connazionali Destruction (sempre del Baden-Ruttenberg, per la cronaca) con Cracked Brain. Oggi i nostri sembrano voler urlare ai quattro venti: “Ehi, avete sentito come siamo migliorati? Adesso sappiamo suonare!”. E infatti ci propinano qualche riffino power-heavy in stile crucco qua e là, condito da melodie che proprio non si confanno a questo combo che è sempre stato riconosciuto come il più ignorante tra gli ignoranti (in senso buono, ovviamente). Ogni tanto non disdegnano neanche qualche ritornellino furbetto e facilone, mandando a farsi benedire la bestialità che è sempre stata il loro marchio di fabbrica, e che, diciamolo, faceva pure tenerezza.

Ragazzi, semplicemente non siete tagliati per sta roba! E si sente… Certo, non è che stiamo parlando dello Zecchino d’oro o della Kelly Family ma questo voler pulire e aggiustare il proprio sound con tutte queste bizzarrie moderne (super-compressori e altre cose così), suona vero e autentico come una moneta da tre euro. Li preferivo quando tiravano dritti per la loro strada fottendosene altamente di tutto e tutti. Però ci sarà qualche affezionato thrasher che finora li ha sempre seguiti e che magari ha comprato pure i precedenti Construction of Evil (2004) e Revenge of the Beast (2008), e che sarà ben felice di spendere pure per questo Invictus. Liberissimi di farlo, per me non ne vale certo la pena. Piuttosto andate a cercare la compilation Resurrected, degli americani Dominance, ristampata di recente dalla Divebomb Records e contenente il materiale demo di questa band, risalente alla fine degli anni ottanta-inizio anni novanta. La qualità sonora è buona e loro non hanno mai raccolto quello che avrebbero meritato a causa di sfighe varie. Oppure i techno-thrashers Elisyum (Usa), il cui materiale è stato ristampato nel 2010 sempre dalla Divebomb e che meritano davvero tanto. Ed è giusto per fare due esempi. La roba nuova come questo Invictus non ha lo stesso spirito, sicuramente. Appuntamento all’uscita del nuovo Overkill, dunque. Per constatare almeno quale sia lo stato di salute attuale dei mostri sacri. (Piero Tola)

One comment

  • D’accordo perfettamente, quest’ultimo disco non ha il sound marcio e strafottente che tanto me li ha fatti adorare prima… In quest’ultimo album mi hanno ricordato vagamente l’ultimo degli Onslaught, con la differenza che quello spacca il culo in tutti sensi.

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