MISFITS – The Devil’s Rain (Misfits records)

I Misfits mark III non sono una cosa che ha molto senso. Anzi si può dire tranquillamente che siano una cazzata, detto questo potrebbero pure essere una cazzata che funziona. I Misfits mark II per esempio lo erano stati, anche aldilà di qualsiasi (ir)ragionevole aspettativa. Quindi premesso che la Danzig-era è l’unica che si possa forgiare a pieno titolo del Crimson Ghost, il periodo con Michael Graves, pur essendo un’altra cosa, è stato comunque sorprendente, riuscendo a farci desiderare di ascoltare quei brani accanto ai classici (per lungo tempo pensavo di essere da solo su questa posizione, poi ho conosciuto un sacco di gente che ha fatto outing – e non sto parlando di farlocchi qualsiasi abbagliati dalle zucche stregate ma di gente che ascolta i Lightning Bolt). Questo il presupposto che mi aveva fatto credere che anche una seconda resurrezione fosse possibile.  Possibile nonostante questa formazione (che oramai gira da circa dieci anni) sia una delle peggiori live band della storia (visti ben tre volte) e Dez Cadena sia oltremodo imbarazzante (non si trucca da zombi, è uno zombi). Però sai com’è, sul disco, con i trucchi e i macchinari tutto è possibile… “The Devil’s Rain” non è manco malaccio, abbonda dei cori che uno si aspetta ma è privo di qualche hook veramente memorabile e alcuni brani sono davvero la fiera del già sentito. La voce di Only manca di teatralità e quindi anche i pezzi più melodici ne escono fuori appiattiti. L’occasionale recupero di toni e registri leggermente più cupi e gotici invece è una scelta che funziona abbastanza come anche le ovvie incursioni in ambito rockabilly. Il problema vero sono pezzi tipo “Twilight Of The Dead” dove purtroppo siamo molto più vicini alla sigla di un cartone animato che non al punk-rock. Occhei che oggi dai Misfits vogliamo solo le buffonate però (rimanendo in ambito sci-fi) qui manca la sospensione dell’incredulità, i teschietti non possono sostituire in tutto e per tutto una sana e sanguinolenta brutalità. Una manciata (6/7) di brani validi dopo un silenzio quasi decennale sono un po’ pochi per un album che ha comunque il difetto di essere troppo lungo, il disco si ascolta e a tratti diverte, ma dubito che crescerà. Poi si sa, ai dolcetti di halloween è sempre difficile dire di no. (Stefano Greco)

Dato che su youtube non c’è un video di “Sleepwalkin” che a mio avviso è la migliore dell’album, in alternativa vi beccate un vero classico (che non fa mai male).

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