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PSYCHOSTICK – Space Vampires vs Zombie Dinosaurs in 3D (Rock Ridge Music)

21 ottobre 2011

Fare gli scemi è un’arte. Gli Psychostick ne sono un esempio: tecnica individuale più che buona, struttura dei pezzi variegata e multiforme, attitudine anarcoide al songwriting e approccio buffonesco. Musicalmente sono una biomassa tra Primus, Faith No More, il Marilyn Manson di Portrait Of An American Family , White Zombie, Green Jelly e crossover primi anni novanta sparso reinterpretato con gusto dell’eccesso zappiano e rinfrescato dal nu metal in certi pezzi, specie nella saturazione delle chitarre. Space Vampires vs Zombie Dinosaurs in 3D è il terzo disco, dopo We Couldn’t Think Of A Title del 2003 e Sandwich di due anni fa. La musica è inscindibile dal testo come nella tradizione dei gruppi demenziali: e così se in Welcome To The Show si sente una ripresa di The Beautiful People di Marilyn Manson, è solo leggendo le liriche che si riesce a contestualizzare la cosa. Così anche per It’s Just A Movie, Stupid, in cui la band dell’Arizona si prende gioco delle persone che scambiano la vita reale per un film hollywoodiani con happy ending; musicalmente ciò diventa un continuo gioco di accelerazioni e decelerazioni quando entra in gioco la vita reale. Il pezzo migliore forse è Because Boobs, un inno a ciò a cui Russ Meyer dedicò la sua vita.

Penso che l’influenza principale alla fine siano i Primus, soprattutto per una certa predominanza delle linee di basso nella struttura compositiva. Gli Psychostick per certi versi ricordano anche dei giganti della musica demenziale americana contemporanea come Jon Lajoie e i Lonely Island, con le ovvie differenze del genere suonato e del coinvolgimento della band nello stesso; per dirla terra terra, è ampiamente probabile che a Jon Lajoie, pur essendo diventato famoso con l’hip hop demenziale, il genere che suona non piaccia per nulla, e che lo trovi solo un mezzo per far ridere. Contrariamente a quanto accade per gli Psychostick, per i quali suonare come una caricatura di Green Jelly e Faith No More vent’anni dopo è anche un tributo agli stessi. 

Fantastico lo pseudodeath di The Root Of All Evil, o anche Sadface :[ , che parla di un problema che tutti sentiamo come nostro e cioè la quantità impressionante di imbecilli tra i nostri contatti facebook che si sentono in dovere di metterci quotidianamente a parte dei propri problemi di cuore e manfrine varie. Sublime la cover di Bodies dei Drowning Pool, qui rinominata Numbers (I Can Only Count To 4), assolutamente identica all’originale a parte per il testo, che parla, appunto, di un tizio che sa contare solo fino a quattro. Qualcuno potrà forse stupirsi dell’inusuale longevità di un gruppo i cui argomenti ruotano fondamentalmente intorno alla birra, all’umorismo da college e pasquinate varie, ma io sinceramente mi stupirei più del fatto che Bjork ha registrato l’ennesimo album e molta gente sarà pure convinta che si tratti di un capolavoro. Noi di MS tra gli Psychostick e Bjork scegliamo i primi. Ma forse è anche per questo che ci leggete, no? (barg)

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