me cojoni! Tornano gli earthtone9

gli earthtone9, e un tizio con la testa molto grande.

La cosa simpatica è che avevo scoperto gli earthtone9 per un motivo veramente stupido, ovvero: la loro etichetta si chiamava Copro Records. A quei tempi ero veramente fissato con il grind e, nello specifico, con la deriva porno/gore/schifezze assortite, avevo da poco scoperto i Meat Shits e quindi, nella mia mente, “Copro” = “merda” = possibile fonte di dischi e gruppi velocissimi e dissonanti a me sconosciuti; erano gli anni novanta, non avevo un computer ed ero soltanto vagamente a conoscenza del fatto che esistesse una cosa chiamata Internet, ma la mia fantasia viaggiava a velocità improbabile. Naturalmente la Copro non c’entrava un cazzo col grindcore, era soltanto un’altra etichetta che si era scelta un nome veramente idiota, però intanto un primo contatto con gli earthtone9 era stato stabilito.
Il primo album, dall’artisticante titolo Lo-Def(inition) Discord, non mi piaceva particolarmente. Anzi, diciamolo: mi faceva quasi schifo al cazzo. Nel 1998 sembrava che i Korn fossero l’unica maniera possibile di suonare pesante, cupo e cattivo, ma io ero cresciuto con il death americano, avevo il grind e l’hardcore e – al limite – il thrash metal, e di quella merda non sapevo che farmene. Alle mie orecchie, gli earthtone9 sembravano il solito ennesimo gruppo pseudonewmetal “contaminato” tutto riffoni ipercompressi, tempi di batteria schizzati, urla stridule da tredicenne pestato a sangue dai bulletti durante la ricreazione e testi da dissociato sull’autobus. Inoltre, erano inglesi – che per quel tipo di musica equivaleva né più né meno a essere un gruppo black metal di Catanzaro. Che cazzo volevano da me? Perché non si limitavano a sbronzarsi al pub e menarsi con gli hooligans della squadra avversaria?
Intanto però il successivo Off Kilter Enhancement, uscito meno di un anno dopo, era molto meglio; la musica era più interessante, i pezzi articolati, sensati, coerenti (quando nel disco precedente invece sembrava che ognuno suonasse per conto proprio), su tutto un alone misterioso e indecifrabile che emergeva in modo spontaneo, per nulla artefatto (nonostante i soliti titoli ignobili pieni di parentesi, numeri e puntini di sospensione). Ma la vera rivelazione fu il terzo album, Arc’tan’gent, il capolavoro. Pubblicato tredici mesi dopo dall’ineffabile Copro, il disco rimane tra le migliori colonne sonore possibili per ‘viaggi’ lisergici, sogni lucidi e stati di alterazione mentale in genere (non per niente era il disco preferito del mio spinelloso amico Riki durante le lunghe sessions a base di tromboni a randella); definitivamente abbandonata ogni velleità di replica di suoni e attitudini non loro, gli earthtone9 versione 2000 viaggiano su una galassia a parte, un universo di suoni liquidi, strutture labirintiche, panorami astrali, cosmiche sventagliate di chitarre, sinuose suggestioni orientaleggianti, irrefrenabili galoppate oniriche tipo cover band metal degli Ozric Tentacles ma senza tutto l’apparato kitsch e composta da alieni. Un grandissimo album anche per chi non ha mai nemmeno considerato l’eventualità di assumere sostanze psicoattive.
Poi la dissoluzione, improvvisa: il batterista Simon Hutchby lascia dopo che l’ennesimo demo è stato rifiutato praticamente da ogni etichetta americana (“orgoglio mortificato“, per dirla alla Session 9), la band implode e il demo viene pubblicato in sordina dalla solita Copro sotto forma di CDEP. Omega esce nel 2002, gli earthtone9 non esistono già più. Io quel disco non l’ho mai ascoltato.
Alcuni di loro continuano tra comparsate (nei pessimi Landmine Spring, wannabe-quicksandiani già dal nome) e tentativi più o meno riusciti di mettere su un altro gruppo serio (Twin Zero, Splint); sembra riuscirci il vocalist Karl Middleton con gli eccellenti Blueprint, sfigatissimo supergruppo post metal che comprende tra gli altri Mark Clayden dei Pitchshifter. Partono a perdifiato con due EP in un anno, immancabilmente sotto Copro, ma dopo il bellissimo esordio a lunga durata Phenomenology si sfaldano per chissà quali ragioni.
È recente la smargiassata da sboroni del quartierino: earthtone9 riformati, lo scorso maggio rilasciano un comunicato-stampa delirante in cui affermano la loro intenzione di tornare a fare concerti, ma solo “una manciata di date, giusto per farvi ricordare quanto eravamo bravi“. Sperando che mantengano la promessa (di limitarsi alla manciata), diamo il bentornato pure a questi zombi che, seppure per un periodo molto breve, bravi lo sono stati davvero.

5 commenti

  • Masticatore di escrementi

    Io Matteo Cortesi me lo immagino come uscito da un fumetto di Pazienza. Ma non uno Zanardi o un Pentothal attenzione, proprio un personaggio a se stante che casomai si è incontrato per puro caso con i suddetti all’università o in un cinemino mentre passavano un Andy Warhol.
    Io mi immagino Matteo Cortesi ai concerti Metal come il classico tizio che sta in terza fila e non scuote nemmeno la testa, sta li impassibile con lo sguardo di ghiaccio, e quando gli arrivano le inevitabili spinte lui le prime tre volte si gira con lo sguardo minaccioso e poi alla quarta tira lo spintone della Morte che per 10 minuti intorno a lui si crea il vuoto. E solo nei momenti noise a manetta, quelli di rumore puro del tipo è esploso un amplificatore allora lui comincia a scapocciare furiosamente.
    Io Matteo Cortesi me lo immagino come uno di quelli che si ubriacano per sbrattare, non altro. Me lo immagino che ascolta gli Earth seduto per terra nella sua stanza al buio con un cannone micidiale e prega per la morte entropica dell’Universo per poi uscire a raccogliere le margheritine nel prato sotto casa.
    Probabilmente sono tutte cazzate, ma io il Cortesi me lo immagino così, e ogni volta, sono anni, anni, anni, anni, che Matteo Cortesi parla bene di un disco, che sia Death Metal o W.E. Withmore io quel disco me lo vado a procurare immediatamente. Perchè non ha mai sbagliato un colpo. È un allucinato allucinante il Cortesi. Il Cortesi è nato drogato. Perchè in lui la droga è intrinseca.

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  • …chiosa: gli ET9 riformati mettono in download il loro best of AGGRATISE. questo, a prescindere dai discorsi che si posson fare su tutto quel che ci sta intorno, è un bel gesto. #diobò.

    http://www.earthtone9.co.uk/

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  • Masticatore di escrementi io credo tu sia il pusher di Matteo Cortesi.Lui è nato drogato ma tu sei nato spacciatore !!!
    w lo spintone della Morte che è una mossa Hokuto che pure io applico nei concerti post apocalittici

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  • grazie Masticatore, il tuo attestato di stima mi ha commosso.

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  • Grande Masticatore!
    Per rimanere in tema Pazienza: io Cortesi me lo immagino in terza fila ma all’Università, proprio come un Fiabeschi che va a fare l’esame di Semiotica su “Apocalippsi Nau”…

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