Hypnerotomachia progressiva: BEDSORE – Dreaming the Strife for Love
La band romana ha preso il prog italiano anni ’70 e lo ha ibridato con il death metal, miscelando suite e sfuriate blast con naturalezza disarmante.
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La band romana ha preso il prog italiano anni ’70 e lo ha ibridato con il death metal, miscelando suite e sfuriate blast con naturalezza disarmante.
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Una rock opera che, con l’innesto di un’orchestra, segna la prima grande ristrutturazione del suono di una band che aveva sempre cambiato pelle ma mai in maniera così radicale.
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Tutti i riccardoni del mondo sono fomentatissimi per il ritorno di Portnoy. Venturini, tormentato per vent’anni da amici esteti e cultori del bello che tentavano di convertirlo, non ha mai voluto nemmeno sentire una nota di Pull Me Under.
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Progressive metal di scuola americana che incorpora sfumature etniche, strutture jazzistiche e occasionali derive elettroniche. Per riccardoni di stretta osservanza.
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I greci mettono da parte le le sperimentazioni cosmiche e riprendono il loro progressive tinto di black (o viceversa). Ma il ritorno all’antico è solo nella forma.
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