Tag Archives: Opeth

Avere vent’anni: OPETH – My Arms, Your Hearse

Marco Belardi: My Arms, Your Hearse è l’album degli Opeth che segna – per la prima volta, ma sfortunatamente non l’ultima – un punto di rottura enorme nei confronti del precedente lavoro in studio. È radicalmente diverso da Morningrise non solo perché nasconde la forte componente folk degli esordi, ma soprattutto per il fatto che Akerfeldt dovette mettere un punto, e

Continua a leggere

Probabilmente il disco (di merda) dell’anno: BARREN EARTH – A Complex of Cages

C’era una volta una band che spaccava i culi a tutti. Era una specie di “supergruppo”, vista la nobile provenienza dei suoi membri, e, per una volta tanto, una definizione del genere non ti scatenava fastidiosi pruriti omicidi e/o violenza incontrollata nei confronti di questa o quella minoranza a caso per scaricare i nervi. Tra i suoi membri fondatori spiccavano

Continua a leggere

Il super-gruppo (di WhatsApp): SOEN – Lykaia

Agli albori della loro carriera i Soen avevano creato un’eccitazione assurda. Almeno per quanto riguarda il sottoscritto: un bassista metallaro che di Steve Di Giorgio si sarebbe ascoltato qualsiasi cosa, anche le bestemmie dei messaggi vocali inviati nel gruppo WhatsApp per organizzare le partite di calcetto. In realtà WhatsApp non esisteva, ma MySpace non aveva un piede nella fossa e i

Continua a leggere

Pipponi: OPETH – Sorceress

Per un breve periodo gli Opeth rientravano tra i gruppi preferiti di molti metallari. Poi c’è stato un lungo periodo nel quale piacevano perlopiù alle lolitas col piercing al labbro, agli emo-froci di Piazza del Popolo, ai giovani fan degli ultimi Metallica e, in generale, a gente che non ci capiva un cazzo di musica, men che meno di metal, ma che si spacciava

Continua a leggere
« Vecchi articoli Recent Entries »