Tag Archives: death metal

Rogga Johansson Zar di tutte le Svezie

Ma Rogga Johansson, non dorme mai? È iperattivo come manco Dan Swano negli anni ’90. Il mese scorso è stato pubblicato Garpedans, semplicemente a nome “Rogga Johansson”. E non è manco la sua unica one man band. Da qualche anno ci sono pure i devastanti Humanity Delete, che hanno aggiunto un nuovo tassello a una produzione sterminata che sembra avere l’obiettivo di mostrare al mondo

Continua a leggere

Una volta qui era tutta Svezia

Qualche anno fa era tornato di moda il revival del death svedese primordiale alla Grave. Poi la cosa è un po’ morta per l’impossibilità di competere con Martin Schulman, che, tra Centinex, Demonical e Interment, in tempi recenti ha firmato dischi enormi. Tra i revivalisti che avevano suscitato un minimo di attenzione, c’erano i VAMPIRE, il cui esordio omonimo del 2014,

Continua a leggere

A ‘sto punto facevano prima a riunire i Bolt Thrower: MEMORIAM – For the Fallen

Come ricorderete, la morte del batterista Martin Kearns portò i Bolt Thrower a optare per lo scioglimento definitivo dopo anni di latitanza dalle scene, gettandoci nello sgomento più buio. Sicché il cantante Karl Willetts decise di tirare su un progetto in memoria del caro estinto in compagnia del batterista originale dei Bolt Thrower, Andrew Whale, nel frattempo ritiratosi del tutto dalle

Continua a leggere

Il pig squealing è una cosa importante: BENIGHTED – Necrobreed

Mi sono appena reso conto di aver colpevolmente sottovalutato i Benighted. Del resto, se i francesi sono una presenza così ricorrente nella scaletta dei festival (mai visti dal vivo, però), la curiosità di dar loro un’altra chance sarebbe dovuta venirmi. Quindici anni fa avevo recensito per il Metal Shock cartaceo il loro secondo disco, Psycose. Era un po’ scombinato ma

Continua a leggere

La strada tedesca per la Svezia: REVEL IN FLESH – Emissary of All Plagues

I tedeschi hanno un problema col death metal. Ciò non vuol dire che non riescano a farlo bene, ogni tanto. È che non riescono a prenderlo sul serio. Per una serie di fattori culturali che non sto a sviscerare (anche perché non ne sarei in grado), il metallo tetesco, come quello finlandese, è uno stato della mente, è un’impronta inequivocabile che trascende i

Continua a leggere
« Vecchi articoli Recent Entries »