Frattaglie in saldo #78 – hardcore e metallo estremo

Gli SKULLD sono un quintetto romagnolo che mette insieme hardcore e death metal, per lo più quello svedese di The Crown e Entombed. La recensione potrebbe finire qui perché mi pare ovvio che, date le premesse, sia un disco devastante. Lo è a tutti gli effetti, e personalmente lo sto consumando. La band ha fatto anche un gran lavoro sui testi, che girano attorno a esoterismo e sciamanesimo femminile. Ho comprato il cd e all’interno del libretto si trovano pure due righe di spiegazione prima di ogni testo. Notevole. Musicalmente Abyss Calls to Abyss è un disco immediato, melodico, potente, studiato quanto basta, con una registrazione perfetta. Non credo di scrivere spinto da facile entusiasmo (sono ormai settimane che lo ascolto) quando dico che questa è roba da top 10 di fine anno. Se non mi credete ascoltate qui sotto.

Anche nella musica dei norvegesi ROSA FAENSKAP c’è una commistione tra hardcore e metal estremo, in questo caso il black. Il disco, che si chiama Ingenting forblir ed è il secondo della loro carriera, è più che buono. I due stili musicali sono amalgamati bene, il batterista è significativamente bravo e alcune melodie sono apprezzabili. Inoltre, rispetto al lavoro precedente, la band si è incattivita e ha spinto di più sulla parte black metal. E questo è bene.

Rimaniamo in Norvegia per segnalare lo split From Horrid To Worse. Le prime quattro canzoni sono dei FORCEFED HORSEHEAD, che suonano un misto tra death metal, grind e hardcore. Gran tiro, gran riff, gran tutto. Mi sta divertendo un sacco e la traccia Keelhaul mi fa venire voglia di piazzare le casse dello stereo in giardino per zittire il cane abbaione dei vicini. O farlo sgolare del tutto.

Le seconde quattro canzoni sono invece degli SHAVING THE WEREWOLF e il loro genere è un hardcore più acido, che talvolta sconfina nel math (ma quanto era figo il debutto dei Dillinger Escape Plan?) e pure un poco nel black. Anche loro piazzano brani molto ispirati e violenti, da ascoltare sempre rigorosamente a scapito dei vicini e del loro cane.

Andiamo ora in Francia dai pesantissimi GLASSBONE. I ragazzi fanno un brutal death con sfuriate hardcore qua e là. Abbiamo quindi chitarre ribassate, rullante acuto e tanta aggressività. Siamo dalle parti dei Fulci (che infatti partecipano in una traccia) e Sanguisugabogg. L’EP si chiama Ruthless Savagery ed è fatto molto bene. Oltre a delle canzoni niente male, abbiamo una registrazione eccellente e la copertina di Paolo Girardi. Certo, non sarà un lavoro indimenticabile, ma lo si ascolta volentieri e i Glassbone sono comunque da tenere d’occhio per il futuro. (Luca Venturini)

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