Category Archives: Avere vent’anni

Avere vent’anni: CHILDREN OF BODOM – Something Wild

Alexi Laiho m’ha sempre dato un po’ fastidio, tra rimmel, trucchi e quell’immagine a metà tra il depresso/punk/glam/salcazzo che, più che donare fascino a ‘sto soggettone, dà proprio l’impressione che sia un coglione senza ritorno; impressione poi confermatami dal matrimonio, durato un paio d’anni, con quel discreto barile svociato di Kimberly Goss, tastierista per un periodo dei Dimmu Borgir, con la quale ha inciso ben

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Avere vent’anni: BROKEN HOPE – Loathing

Ricordo come se fosse ieri l’uscita del disgustoso Loathing. Dopo l’altrettanto disgustoso Repulsive Conception, uscito due anni prima, ci si aspettava un ulteriore salto di qualità dai Broken Hope, et voilà. Laddove Repulsive… era ultra-complicato, ipertecnico, e soprattutto lunghissimo, le cose si semplificarono (per modo di dire) in questo quarto full degli statunitensi. È un disco che va dritto al punto. Il

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Avere vent’anni: SUMMONING – Dol Guldur

Dol Guldur è il terzo disco dei Summoning, quello con l’infame compito di succedere al capolavoro Minas Morgul. Di quest’ultimo riprende praticamente tutto, tanto da costituirne quasi una continuazione; già l’album successivo, Stronghold, vedrà un cambio stilistico repentino, di cui parleremo più diffusamente tra un paio d’anni. Siamo dunque sulla scia di Minas Morgul: i mezzi tecnici sono più o

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