Category Archives: Avere vent’anni

Avere vent’anni: DARK TRANQUILLITY – Projector

Marco Belardi: Quando uscì Projector eravamo tutti impegnati a studiare, annotare e successivamente smerdare il nome dei gruppi che ritenevamo si fossero in qualche modo sputtanati. Non era una questione puramente mainstream bensì un fenomeno a 360° capace di inglobare superstar come i Metallica e nomi più di nicchia come i comunque celebrati Paradise Lost. Quelli di One Second e Host, naturalmente. Con i

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Avere vent’anni: CRANIUM – Speed Metal Sentence

Il mio compagno di classe aveva un totale di due magliette e altrettante felpe con cui affrontare l’intero anno scolastico, e l’unico tratto in comune di questi indumenti si individuava nella totale fede metallica. Ricordo benissimo che una di queste maglie ritraeva la copertina di Kings of Metal, seguita da quella di Divine Intervention, e infine c’era una t-shirt ritraente

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Avere vent’anni: STORMLORD – Supreme Art of War

Degli Stormlord, all’interno della variegata e piuttosto squallida “scena” metal italiana e soprattutto romana di 15-20 anni fa, si è sempre detto tutto e il contrario di tutto: a chi piacevano (e piacciono tuttora) un botto, chi non li ha mai sopportati, chi li ha definiti sottovalutati, chi raccomandati e via dicendo. Senza dubbio il fatto che il cantante e

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Avere vent’anni: KATATONIA – Tonight’s Decision

Edoardo Giardina: Se il passaggio dalle sonorità di Brave Murder Day a quelle di Discouraged Ones fu repentino e inaspettato, Tonight’s Decision è invece un tassello che col senno di poi si incastra alla perfezione nel posticino che è andato ad occupare nella discografia dei Katatonia. Mantiene infatti la vena e l’ispirazione gotica del suo predecessore, ma ne modifica l’impalcatura

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Avere vent’anni: STEELHOUSE LANE – Slaves of the New World

Slaves of the New World esce, inosservato e all’apparenza anodino, preannunciato da una copertina psichedelica da romanzaccio cyberpunk, nel canicolare agosto 1999: città svuotate, tutti in vacanza, radioline sintonizzate su tutt’altre frequenze. Nessuno sforzo promozionale, i quattro gatti che avevano comprato il precedente Metallic Blue – uscito meno di dodici mesi prima – comprano anche questo, la band si scioglie

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