Avere vent’anni: NOVEMBRE – Materia
Un disco complesso e stratificato che segna la conclusione ideale di un percorso evolutivo e riesce a far convivere tutte le diverse anime mostrate sino a quel momento dal gruppo.
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Un disco complesso e stratificato che segna la conclusione ideale di un percorso evolutivo e riesce a far convivere tutte le diverse anime mostrate sino a quel momento dal gruppo.
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L’ultimo disco con Anneke van Giersbergen alla voce conferma la linea evolutiva del gruppo olandese, ormai sempre più vicino al sottofondo per i coffee shop dei quartieri-bene di Amsterdam. In un certo senso è comunque meglio di Souvenirs.
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Il primo dei Cannibal Corpse senza Owen, il primo dei Venom in versione Cronos & Friends, Rage, Impaled Nazarene, Queensryche, Dark Lunacy, Theatre of Tragedy e altri ventennali.
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Uno dei dischi meno considerati del duo austriaco ma solo perché ogni volta si finisce per mettere Land of the Dead a ripetizione.
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Un album freddo, ostico e connotato da un approccio pesantissimo, tanto nelle strutture che nei suoni. Ancora oggi il lavoro più aspro degli svedesi.
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