Purtroppo è uscito un singolo dei QUEENS OF THE STONE AGE
Si può tranquillamente affermare che in seguito al 2018 i Queens of the Stone Age abbiano cessato la loro attività sul palco. Il 16 novembre 2018 Josh Homme e soci fecero capolino al carcere di San Quintino, in California, di fronte a ergastolani ancora provati dall’interminabile giorno in cui girarono in loco il videoclip di St. Anger. L’imperdonabile scaletta, di durata fortunatamente breve, non è bastata a scatenare una rivolta carceraria come nei film di Oliver Stone. Da allora un lunghissimo silenzio, segno che le autorità americane si erano prontamente mosse pur d’arginare il problema.
Nel 2020 i Queens of the Stone Age sono saliti sul palco una sola volta, a gennaio, con Johnny Depp in veste di chitarrista su ben tre pezzi. La formazione del 2002 vantava Nick Oliveri, Mark Lanegan e Dave Grohl; dopo il completo disfacimento operato da Josh Homme, sentivamo effettivamente il bisogno di un Johnny Depp lì dentro. Fortuna che Amber Heard ha interrotto tutto prima che prendesse orribilmente forma.
A febbraio 2020 però è stata la Pandemia a interrompere tutto, e questo lo sappiamo.

Josh Homme e compagnia bella non si sono rivisti su un palco salvo un paio di fugaci apparizioni: nel 2021 a Pioneertown, California, con un set di appena due brani, e l’anno seguente all’Hollywood Palladium, ove Josh Homme in coppia col solo Troy Van Leeuwen (quello col ciuffino alla Skolnick che suonava negli A Perfect Circle) ha imbastito una versione rallentata di Go with the Flow. Non ho il coraggio d’andare a sentirla.
È ufficiale, i Queens of the Stone Age – data l’imminenza del nuovo album In Times New Roman – sono tornati a esibirsi con la meritata frequenza: già due le date andate in porto senza che Josh prendesse a calci le fotografe nelle prime file come accaduto alcuni anni orsono. L’uscita del disco mi porta però a pensare che combinerà qualche cazzata pubblicitaria come quella volta che venne fermato in aeroporto con roba strana addosso.
Il primo show dell’anno in corso si è tenuto al Sonic Temple in Ohio, con una scaletta che per fortuna ha ripescato l’irrinunciabile The Lost Art of Keeping a Secret. La seconda volta che li vidi in vita mia non fu previsto niente da Rated R.
Nel secondo show, a Boston lo scorso 28 maggio, sono stati suonati addirittura quindici pezzi fra cui il nuovissimo singolo Emotion Sickness, di cui ora vi parlerò, e Negative Space, per la prima volta dal vivo, anch’essa fresca di composizione e presente nella tracklist di In Times New Roman. Il che mi fa ipotizzare che la sentiremo a breve come secondo estratto.
Veniamo ora al singolo. Vi capita mai di leggere la scaletta di un album in uscita e, in base ai titoli, fantasticare su quali canzoni vi piaceranno e quali no? Io lo faccio all’incirca dal 1995 e non sono ancora andato a dirlo a uno psicologo. Mi sono convinto all’istante che quelle due in grassetto mi sarebbero piaciute; non solo, ma sono riuscito a beccare un singolo confermato e l’ipotetico secondo.

Anche una mente ostinata può avere seri dubbi sulla camicia di merda che si è messa addosso
Al contrario Emotion Sickness fa schifo anche ai miei cani, per quanto si muova in una direzione parzialmente differente da quella adottata in Villains del 2017. Sono trascorsi ben sei anni, e, in sei anni, possono accaderne di cose. Per quanto non voglia ribadire concetti già espressi in occasione dell’unica nostra recensione normale del disco dei Metallica (quello delle stagioni, il che fa molto Vivaldi nonché Jahreszeiten di Nargaroth), è impossibile non fare alcuni doverosi appunti.
L’ottimismo di noi metallari fra il 2020 e il 2021 andava in un unico senso, mentre i Lacuna Coil annunciavano il loro live in streaming. Dicevamo, e lo dicevamo un po’ tutti, che questo tempo morto non occupato da faticose tournée ci avrebbe consegnato grandi album da parte delle grandi band negli anni a seguire. Una cazzata grossolana, perché i Queens of the Stone Age, e ahimé non loro soltanto, ritornano con tutta la calma del mondo a 2023 inoltrato e il primo singolo fa guardacaso cacare come quelli di Villains.

La sfortuna è che Josh Homme è la distorsione impersonificata, e in un periodo a cavallo fra Lullaby to Paralize ed Era Vulgaris ha cominciato a maturare l’idea di resettare. Poi si è dedicato agli anni Ottanta e alla sperimentazione nell’ultimo bell’album prodotto dalla sua band. Infine si è ridotto a scimmiottare gente come i Franz Ferdinand e tutta quella merdaccia ballabile che passano alla radio, diventando, da distorsione impersonificata, una celebre gif animata in cui fa il verso a Elvis Presley oppure a uno scemo che si è appena iscritto a salsa per chiavare le quarantenni.
La fortuna è che l’album novizio non l’ha prodotto Mark Ronson, il quale stravolse tutto con quei suoni ripuliti e quella compressione sull’inesistente batteria. Al contrario, è stato prodotto a Burbank, presso uno studio di registrazione di proprietà di Josh Homme, e agli Shangri-La di Rick Rubin, situati a Malibù.
Il suono batte senza alcuna difficoltà quello di Villains in quanto privilegia di gran lunga le dinamiche degli strumenti e la profondità della sezione ritmica. Mixato da Mark Rankin, come accade da ben tre album, In Times New Roman uscirà il sedici giugno prossimo e non vi dirò né l’etichetta né tutti i titoli delle canzoni, una delle quali però è stata chiamata Straight Jacket Fitting come in un qualunque annuncio su Vinted.
Vi dirò due cose: che un carissimo amico al telefono con me ha tentato di difendere il primo singolo in virtù del “bridge alla Beatles molto carino” – è in fissa con i Toto da venticinque anni, pertanto non attendibile – e che su Metal Skunk nessuno vuole prendersi la briga di scriverne la recensione.
Per educazione, e soltanto per quella, sulla nostra chat Telegram solitamente adoperata per ragionare dei vini costosi che comperano l’Azzeccagarbugli e Charles, ho domandato se ci fossero scribacchini interessati al titolo. Al che sono scappati tutti. È scappato perfino Lorenzo Centini, uno che ascolta cinque dischi al giorno e recensisce cinque al giorno, ma non quello dei Queens of the Stone Age (e fattele due domande, ndbarg). E sapete perché? Per prevenzione.
Ce la metterò tutta. (Marco Belardi)

ma soprattutto: che cazzo di titolo è in times new roman? l’incubo dei grafici? e il prossimo come lo chiamano? comic sans strike again? comunque per me un bel chissene giacchè non mi son mai piaciuti.
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Il prossimo si chiamerà “Comic Sans Souci” o qualche puttanata pure peggiore.
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Ma tu nn stai bene….riciclati!!
Una delle più grandi rock band live e non, detto anche da piccole persone come Dave Grohl!
Ma almeno sai di chi stai scrivendo? Hai almeno l’ulmità di documentarti prima di scrivere certe stupidaggini?
Le cose son 2 … o sei un bimbo minchia o non hai capito manco chi sono i QOTSA.
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Visti dal vivo nel tour per SFTD. Una bomba. Ciò detto e controfirmato, questo titolo mo sembra un puerile gioco di parole che non fa onore alla loro storia. Spero che il disco ribalti le mie aspettative, comunque.
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Boh?!…Non comprendo tutta questa accidia verso tale band.A me è quasi sempre piaciuta,nonostante le mie
preferenze principali volgano altrove.
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Genio, josh homme ha appena divorziato e i fogli che era costretto a continuare a firmare erano scritti “in times new roman…” Prima di aprire quella fogna ragiona, anche perché a criticare la storia del rock siamo bravi tutti, ma poi chi cazzo si ricorda di te? Josh homme resterà nella storia te é gia tanto se i tuoi ti fanno gli auguri di compleanno
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Clown
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Gruppo estremamente sopravvalutato.
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Voglio le recensioni di Enforcer e Devil Driver
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Ma tu sei ubriaco…..commenti da clown…..come la recensione scritta….brutta bestia l’invidia
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I Queens sono una band con delle idee. Nel 2023 non sono rimaste tante band con idee.
Poi se volgiamo giocare a freccette accomodatevi ma sparare merda non è una cosa interessante ai miei occhi.
PS a me non piacciono particolarmente
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Immobilizzatore del maiale.
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Dire che con il tempo abbia modificato il suono ok.
Dire che ogni singolo degli ultimi 3 album sia una mmerda no.
Apprezzo il tono criticosissimo della recensione.
Anche io nostalgicamente ascolto le prime desert session,e sentire lanegan con loro ancora mi fa male,quel dolore necessario.
Hai citato i franz ferdinand.
Per onestà allora cita bowie
Cita i cure
Cita joy division
Saluti.
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Deduco che tu non sia un vero critico, ma solo un ragazzino piagnone che offende (e non esagero) il lavoro, qualunque esso sia, di chi gli sta sulle palle, a prescindere da tutto.
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Che articolo di merda, che spreco di risorse
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Non li amo e non li odio..come purtroppo fai tu e non capisco tutto il tuo rancore…mitica songfor the deat con marco lanegang..
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Kyuss perché? Perchéeee???
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Vai a comprarti una bici elettrica valà..
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Pingback: Unfortunately Queens of the Stone Age | single has been released - OiCanadian
Merdallari…… !!!!!
Cit m.p.
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Di dovrebbero fare recensioni sulle recensioni perché qua di merda c’è la tua.Ora che hai sparato la cazzata del giorno torna a farti le seghe sui gruppi merdallari che sono 40 anni che fanno sempre le stesse canzoni.
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Sei un coglione, mi domando come un ritardato del genere possa permettersi di fare delle recensioni ad un gruppo che ha fatto e sta facendo tuttora la storia.
Fai cacare te
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Ma perché denigrare così gratuitamente un artista geniale come Josh Homme? Ma chi permette di pubblicare sti articoli? Andate a recensire le band italiane sopravvalutate e lasciate perdere i Queens of the Stone Age se non capite nulla.. ah, il singolo è semplicemente no dei più bei riffa scritti in questo triste periodo musicale!
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I gusti non sono discutibili …
La parola è libera …
Ma trovo che l’eleganza dell’essere possa sempre distinguere i livelli dell’evoluzione umana.
Ciò che ho letto sa di frustrazione.
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Prevenuti per fare una recensione? E ,se la si fa, per solo un singolo liquidato con un “fa cacare”? A proposito di musica veramente seria,sto ancora aspettando il report sul concerto degli Spasm al Traffic.
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Anche noi lo stiamo ancora aspettando. Se incontrate il Masticatore per strada, colpitelo con un grosso randello.
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Bella recensione di Merda… Un vero professionista….. Che tristezza
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Bella recensione professionale e seria davvero da premio
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Ma che è sta cloaca di sito?scritto da uno che ha la proprietà di linguaggio di un minorato mentale e lo spirito critico di un bimbominkia,probabile target di questi “componimenti”
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Minchia ma da dove viene sta torma di fanboy deliranti?!??!?
Ho dovuto guardare due volte se stavo su metal skunk o una fanzine di bimbiminkia del cazzo che devono difendere i loro eroi…sono basito!!!!
Mi sono sbellicato dalle risate a vedere sti commenti ma che cazzo quanti anni avete 10? spero vivamente sia ‘na trollata della redazione per farsi un po’ di pubblicità ahhaahahhahaah
p.s. il pezzo fa veramente cacare, più che altro, inutile come la merda…anzi no quella serve a qualcosa in realtà.
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Confermo che esistono. Quando sono andato a vederli l’ultima volta il pubblico era diviso fra gente ammutolita che aspettava invano che facessero Avon, e gente impazzita per la roba che fanno adesso. Si sono ricostruiti un pubblico a furia di girare incessantemente in radio, e non c’entra molto con chi li seguiva prima. Homme lo seguo da and circus leaves the town, e nei commenti mi hanno dato del “bimbominchia” 😂😂😂😂
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Sarò io ma personalmente non risco più ad ascoltare nulla almeno dal lullabies… e il Sig. Homme era uno dei miei idoli. Si è evidentemente perso il senso delle parole rock’n’roll, non c’è altra spiegazione.
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Era tutto già stato scritto qui:
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il pezzo è stratosferico e josh pour homme è un genio assoluto, non c’è dubbio. io se fossi stato in lui lo avrei donato ai maneskin.
l’album sarà sicuramente il migliore degli ultimi settant’anni, quasi meglio dell’ultimo dei metallica.
ma quel che conta veramente è
blog di donne belleeeeeee
ah, ma siam vecchi, i figli piccoli, tanti figli piccoli, i capelli cadono e le panze crescono, lavori prestigiosi, famiglie da mantenere, il cane il gatto io e teee.
blog. di. donne. belle.
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Bella carrellata di disadattati nei commenti… E io che pensavo che i Tool e i Dream Theater fossero quelli con i fanboy più agguerriti.
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Visti al Pinkpop in Belgio pochi giorni fa. Un live enorme. 1h e 10 che trovate su youtube ripresi dalla tv olandese in diretta, pazzeschi. Tutt’altro che finiti e cotti. I gusti sono una cosa e capisco che magari per metallari puri forse risultano non essere più gradevoli ma forse dovresti farti due domande sul tono con cui getti giudizi quantomeno frettolosi e trancianti (per essere buoni ed educati). Il secondo singolo in perfetto stile Bowie “Carnavoyeur” è meraviglioso e anche dal vivo è stato grandioso. Tutt’altro che cotti e finiti.
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Ma Homme ti ha chiavato i gatti?
Altrimenti una recensione così del cazzo non si spiega.
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