TURNED INSIDE OUT: la biografia ufficiale degli OBITUARY

È da poco disponibile per gli acquisti Turned inside out – the official story of Obituary, di David E. Gehlke, edito da Decibel Books e distribuito in Europa da Cult Never Dies. Il libro è la storia ufficiale di questo gruppo, che parte dall’infanzia dei fratelli Tardy in Florida e arriva fino alla nostra epoca. 

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Il libro vanta una prefazione di Max Cavalera, il quale ricorda che nel 1989 i Sepultura stavano incidendo Beneath the Remains e, guarda caso, gli Obituary lavoravano a Slowly we Rot. Scott Burns, che era il produttore di entrambi i gruppi, fece incidere le parti vocali di Cavalera al Morrisound Recordings, e proprio qui iniziò la sua amicizia con i fratelli Tardy, con una gara di motocross e chissà quante feste floridiane, tant’è che poi John cantò anche nel cori di Stronger than Hate, regalando al brano quei versi disumani, al tempo stesso profondi, gutturali e anche stranamente nitidi e intelligibili, a volte.

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Scott Burns, con un’intervistatrice

Il timbro di John Tardy è infatti qualcosa che una volta ascoltato poi non lo si scorda più: anche in lontananza, anche in un bootleg registrato male, anche in coro con altri diciotto cantanti death attorno, John Tardy lo si sente subito. C’è perfino un intero capitolo del libro, il quinto, dedicato alla voce di John, s’intitola Like a beast howling. È una delle voci che ha contribuito a definire lo stile growl e gli Obituary sono stati uno dei principali gruppi che hanno dato vita al death metal moderno, con uno stile compiuto e definitivamente separato dal thrash e dal black delle origini. Perché, se il cantato di John Tardy è l’aspetto più appariscente e più immediatamente percepibile a livello estetico, anche il resto del gruppo ha saputo creare lavori unici sia nella composizione che nella scelta dei suoni.

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Oggi, dopo quarant’anni di metal estremo consolidato in tutto il pianeta, certi dettagli possono sfuggire, ma vi posso assicurare che sentire gli Obituary nel 1989, quando ancora certe strade non erano state battute, era un’esperienza incredibile. Non esisteva una cosa simile in giro. Fra i gruppi a loro vicini per nascita e stile c’erano i Death, i già ricordati Sepultura e i Morbid Angel stavano pubblicando il loro primo disco sempre nell’89. C’era già gente come Napalm Death, Carcass, Terrorizer e altri estremisti, ma nessuno suonava come gli Obituary, o per lo meno nessuno aveva quella voce su quei ritmi e su quei suoni scuri, a volte pesanti e cadenzati, altre volte veloci e potentissimi. Monte Conner, vicepresidente della divisione Artist & Repertoire della Roadrunner, a proposito degli Obituary disse: “Once you become an innovating band, you transcend the genre”. 

monte_0Monte Conner della Roadrunner con due operatori del settore

Dunque Turned inside Out non è solo una pubblicazione per specialisti o appassionati, perché in realtà ci parla di un periodo particolare per il metal, in cui tante cose stavano convergendo insieme per creare nuovi territori musicali che tuttora rappresentano le basi su cui si sono sviluppate generazioni di gruppi estremi e che quindi rappresentano dei classici di riferimento. David Gehlke ha suddiviso i capitoli del libro facendoli coincidere grosso modo con ciascun album pubblicato oppure con qualche evento significativo. Impariamo, per esempio, che i fratelli Tardy andavano ad ascoltare di nascosto le prove dei Nasty Savage, i quali suonavano in un garage vicino a casa loro, e che una partita a frisbee con Ronnie Galletti fu decisiva per decidersi a formare il proprio gruppo. Oppure, al capitolo 15, leggiamo che Donald è un grande appassionato di gatti. 

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Donald Tardy con un felino

Ovviamente, a parte gli aneddoti, ci sono anche i dettagli su musicisti, turnisti, produzione e contesto nel quale ogni disco è stato composto, come ci si aspetta da una pubblicazione come questa. Il libro di cui ho parlato è appena uscito ed è, ovviamente, scritto in inglese. Non escluderei che, presto o tardi, possa essere tradotto in italiano (magari dalla benemerita Tsunami), anche se al momento non si hanno notizie ufficiali in questo senso. (Stefano Mazza)

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