R.I.P. Bernard Haitink [1929 – 2021]

Bernard Haitink era uno dei grandi maestri del XX secolo. Nacque nel 1929 e durante gli anni Trenta fu “un ragazzo pigro”, per sua stessa ammissione. Cresciuto in una famiglia di non musicisti, iniziò presto a suonare il violino, sopravvisse all’occupazione nazista studiando più sotto i banchi che sopra, dato il continuo suonare di sirene che mettevano in guardia i cittadini di Amsterdam dai raid aerei della Luftwaffe, e infine si diplomò come direttore d’orchestra. Nel 1956 la svolta, dopo che gli venne chiesto di sostituire Carlo Maria Giulini, indisposto, alla direzione del Requiem di Cherubini, offerta che da olandese atipico Haitink inizialmente rifiutò in virtù della sua grande modestia, pur conoscendo l’opera in questione a menadito ed essendo già “navigato” nella sua direzione.

Sul podio della gloriosa orchestra del Concertgebouw prima, e della London Philarmonic dopo, seguirono quasi solo trionfi, per un artista che rifletteva il suo grande amore per i compositori e gli artisti con una trasparenza di interpretazione unica, che lasciava parlare lo spartito e la musica come concepiti dai loro creatori, raggiungendo un livello di purezza inadulterata dal quale era impossibile non farsi rapire.

Quando ascolto la sua versione dell’opera integrale sinfonica di Tchaikovky, già ricchissima di emozioni, sfumature e umori, sono sempre convinto di ascoltare la musica più bella del mondo, che scorre con una semplicità e bellezza disarmante, senza la mano pesante di un qualche “direttore superstar”, intellettualmente convinto di essere pari se non superiore al compositore originale, e che sente la necessità di intervenire con indiscrezione per esaltare le proprie visioni a discapito del significato originale delle opere. Haitink dimostra che il mondo non è stato reso un posto migliore solo da giganti come Klemperer o Karajan, con il loro genio che però, spesso e volentieri, si bilanciava ad un ego smisurato. Semplicemente la ricetta di Haitink era diversa, ed egli fu un potente ed elegante mezzo di trasmissione inalterata di opere immortali. (Piero Tola)

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