La finestra sul porcile: DUNE

Cesare Carrozzi: Un’occasione sprecata, probabilmente – anzi sicuramente – per il regista sbagliato. Di Denis Villeneuve prima di Dune ho visto Sicario (splendido), Arrival (molto molto bello, per quanto mi riguarda uno dei pochi casi in cui il fim è migliore del racconto da cui è stato tratto) e praticamente nient’altro, dato che per quanto riguarda Blade Runner 2049 ho una sorta di blocco psicologico che mi impedisce anche solo di concepire che possa esistere il seguito di un film unico e che, nella mia testa almeno, unico deve rimanere.

Mi dicono, comunque, che Blade Runner 2049 è bellissimo ma lento come la merda e la cosa, dopo aver visto Dune, non mi stupisce affatto, perché Dune tanto è: bellissimo e lento da morire, con l’aggravante di aver perso minutaggio prezioso a fronte di una sceneggiatura eccessivamente semplificata rispetto al materiale originale che perde, quindi, tantissimo nel confronto col libro, posto che un confronto del genere sarebbe comunque impietoso a prescindere e per forza di cose. Cioè, non ci si può nemmeno riferire a Dune nei termini in cui generalmente si parla della riduzione cinematografica del Signore degli Anelli, ovvero di un lavoro che rispetto all’originale cartaceo si qualifica come un’altra cosa, qua siamo proprio alla banalizzazione dei contenuti e alla spettacolarizzazione del contesto, che ripeto è bellissimo, ma che senza una trama degna non serve ad un cazzo, considerato peraltro che si parla appunto di Dune, cioè di una delle licenze più importanti che esistono in tema fantascientifico. Alla fine sembra di assistere, o meglio ho assistito, ad una sorta di Star Wars senza alienità esotiche girato da un Renzo Piano della macchina da presa, ovvero a qualcosa di bello, stupido e lento al punto da far venire sonno. Ma almeno il vecchio George Lucas Star Wars se lo è scritto e girato da solo, qui sono andati a scomodare Dune per ridurlo ad uno Star Wars “adulto” che di adulto non ha alcunché, tranne la mancanza di alieni e le spade laser, il che di per sé non rappresenta certo maggiore età. Che dire, bravo Villeneuve e bravi tutti.

Charles: Non riesco a ricordare un solo film visto negli ultimi anni durante la cui proiezione non mi sia addormentato. Mediamente riesco a resistere il primo tempo, ma se il film è una palla atomica è possibilissimo anche che me lo dorma tutto. Mi piacerebbe andare al primo spettacolo del pomeriggio come si faceva da piccoli ma non ci riesco mai, quindi di solito arrivo al secondo turno serale che già sono stanco e demotivato. Che poi questo “di solito” ormai risale all’epoca pre-Covid (eh già, era da quel dì che non andavo al cinema) ma vedo che non è cambiato molto nel frattempo, semmai la mia resistenza è peggiorata. Tutto ciò per dire che, nonostante attendessi la visione di questo Dune e sebbene abbia cercato di tenere gli occhi aperti il più possibile, sono riuscito ad addormentarmi nei cinque/dieci minuti finali, quelli in cui esce il fatidico vermone. Dunque, se qualcuno dovesse farmi la domanda “Sì, ma come hanno reso ‘sti vermoni?” sappiate che il mio paradigma resta ancora Carlo Rambaldi. Però non male ‘sto film dai, insomma ci sono dei pro e dei contro (e non ha molto senso fare il paragone con la versione lynchiana perché quelli erano altri tempi, nei film si poteva fare la pubblicità alle Marlboro rosse, le sceneggiature erano piene della N-parola, si potevano usare personaggi sessualmente ambigui senza dover chiedere l’autorizzazione della comunità arcobaleno e non c’era Al Qaida).

PRO

  1. Tutto ciò che riguarda astronavi, mezzi di trasporto, pianeti, palazzi, armi, armature, scenari, etc. è fatto bene, anzi spettacolare proprio. Non c’è nessuna critica da fare qui e se non siete d’accordo potete anna’ dar pizzicagnolo sotto casa, ve fate da’ na fetta de prosciutto e v’aa mettete tra ‘e chiappe.
  2. La scelta del regista o di chi per lui di non infilarsi nel ginepraio della politica (per non parlare della filosofia) di Dune, ma lasciar intuire che questa esista e che sia in qualche modo significativa per i destini degli Atreides, è stata molto scaltra: così facendo il film perde un po’ in “profondità”, “intensità” e “fedeltà” però diventa più godibile e anche più attuale, in linea cioè con quello che oggi la gente si aspetta di vedere al cinema. Scaltra pure perché ‘sto mese per gli americani è quello del ventennale dell’11 settembre e parlare di jihad o tergiversare sugli innumerevoli richiami all’islamismo che Herbert fa nel libro sarebbe stato da kamikaze, appunto. Infatti nel corso del film non ci sono grandi spiegoni (i dialoghi interiori di Paul ridotti al minimo) e la trama è più lineare. Quindi l’obiettivo di semplificare secondo me è stato portato a casa. Poi si potrebbe aprire tutta una diatriba sugli aspetti negativi del fare film in cui la gente possa spegnere il cervello e semplicemente lobotomizzarsi davanti alle astronavi che si sparano addosso o a gente che fa a mazzate, che pare sia l’unico modo concepibile di fare film oggi. Sarei perfettamente d’accordo con voi, ma tant’è amici e non ci possiamo fare un cazzo.
  3. Tolto qui e tolto là, vi chiederete appunto, non è che ne viene fuori l’ennesimo blockbuster sparatutto alla americana? No, cioè sì ma solo in parte, perché qui si è preferito anche concentrarsi sugli aspetti mistico-sacrali senza far pensare a nessuna religione nello specifico, cioè senza sbatterti davanti una croce, una mezza luna o altri simboli, ma rendendo benissimo la figura della Reverenda Madre, insistendo tantissimo sulla giargiaprofezia del Kwisatz Haderach, etc. e quindi tutto il film acquisisce una sorta di aura di solennità che ho trovato, per dire, molto più adeguata al contesto delle pustole del Barone Vladimir Harkonnen o del perizoma di Sting, ma quelli, come detto, erano altri tempi.

CONTRO

  1. “Troppo lungo”. Sarà anche colpa mia che mi addormento al cinema però ora devo recuperare in qualche modo i vermoni e poi aspettare la seconda parte del film sperando di arrivare a fine. Che per un film tratto da un libro la cui trama è un vero bordello ci può stare, però che palle.
  2. Gli attori fanno quasi tutti cacare. Tranne poche eccezioni, tipo il giovane Paul o la sua bonissima madre (la migliore performance attoriale la fa proprio la Ferguson), gli altri sono stati scelti un po’ alla cazzo di cane. Gli Harkonnen non sono più dei luridi e lascivi figli di puttana, bensì dei trogloditi incazzosi guidati da un barone la cui figura, interpretata da un inciccionito Stellan Skarsgård, non lascia grande spazio all’interpretazione e da suo nipote, interpretato da Dave Bautista: e mannaggia la puttana, mannaggia. Due o tre bestemmie te le tira fuori anche Jason Momoa che fa il maestro di spade. E vabbé, non si può avere tutto dalla vita, però Brolin e Bardem sono accettabili, mentre sul Duca Leto non c’è molto da dire: senza infamia e senza lode.
  3. La colonna sonora: dopo Il Gladiatore sono tutte uguali.
  4. La troca fa bene, si sa, ciononostante il concetto di spezia è molto, ma molto edulcorato. Sembra quasi si stia parlando dei chiodi di garofano o, che so, del cumino, del coriandolo e della cannella: stasera cous cous, e voi amici?

10 commenti

  • Cazzo mi fidavo di voi due … m’avete lasciato il dubbio .. un mi aveva convinto a stare a casa .. l’altro m’ha fatto pensare
    che una chanche.. certo che se gli attori fan cacare …

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  • Ma chi ha scritto sta recensione ?
    “Dune è lento”
    “Di Blade Runner esiste solo il primo”

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    • Dune il libro è si lento, lentissimo e ingarbugliatissimo. Ma viene scritto in un altra era perciò glielo si perdona al caro Herbert. e Blade runner si esiste solo il primo, il secondo è una cagata, bellissima ed impacchettata ad arte ma sempre una cagata ahimè.

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  • Ma chi ha scritto sta recensione ?
    “Dune è lento”
    “Di Blade Runner esiste solo il primo”

    Vi meritate i film del MCU.

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  • Mi affido a voi perchè non avete la puzza sotto al naso, soprattutto quando si parla di cinema. Dato il mio stile di vita attuale aspetterò fino a quando raiplay lo metterà. Per ora è come se l’avessi visto. Un tempo remoto riuscivo a vederne tanti, altra passione maturata assieme alla musica, e alla lettura. Poi ho smesso di vederne e scriverne dopo aver rivisto e studiato duecento volte Antonioni, Hitchcock,Truffaut, Bergman, da lì non se ne esce, sono il massimo; e pure dopo che la figa della compagnia (bellissima, alta, occhi azzurri,ricca “un pozzo senza fondo”) mi disse che “Il Gladiatore” (per restare in tema) era piaciuto al suo papà e io non potevo criticarne le inesattezze storico-culturali.
    Meno male che c’è Metalskunk che porta avanti il testimone

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    • Hai la mia stima ..sincero .. però c’è anche chi ha la puzza sotto il naso e guarda solo film “colti” ..
      l’obbiettività non è di questo mondo ..
      “c’è più amore per le proprie idee che per la verità”
      (Mala , pianeta dell’universo che non conta un cazzo 2021)

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  • Da fan dei libri resto curiosissimo.
    Però che cazzo di regista, l’unico film suo che ho visto è Blade Runner 2000 e qualcosa e l’ho trocato una rottura di coglioni mostruosa. Qua magari conoscendo meglio l’ambientazione lo reggo meglio.

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  • Non vorrei spostare troppo il topic, ma solo a me Blade Runner 2049 è piaciuto?
    Per carità, non è la stessa cosa del primo, sa comunque di operazione commerciale, manca qualcosa, ma perdio è veramente bello dal punto di vista estetico e realizzativo. E la storia non è nemmeno così buttata li come temevo.

    Detto questo di Dune, sono uno delle poche cariatidi rimaste che non aveva letto il libro e sto rimediando or ora.
    Considerando che questo film copre la metà del libro, ho tempo…

    L’aspettativa rimane altissima.

    Mancherebbe un bel film su Hyperion (sempre per spostare il topic)…

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  • ho visto Dune al cinema, per fortuna in lingua originale, mentre ieri ho rivisto anche quello di Lynch, finalmente in lingua originale, e devo dare pienamente ragione a Charles. Quello di Villleneuve è fantastico dal punto di vista visivo, ma è veramente carente su tutto il resto, mentre il film di Lynch vince su tutto il resto, sebbene al momento dell’arrivo di Paul nei Fremen, il film scade parecchio, liquidando il resto in poche scene e rimane un mistero la presenza di Sting, secondo me messa giusto a fare un po’ di colore nel film. Avendo letto i primi tre romanzi del ciclo di Dune nemmeno tanti anni fa, capisco che la sua complessità poteva essere indigesta allo spettatore medio, ma francamente almeno sui dialoghi e caratterizzazione dei personaggi si poteva fare decisamente di meglio, capendo quindi poichè molti ignorantoni lo collegavano a Star Wars. Cmq andrò certamente a vedere anche le seconda parte.

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