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La finestra sul porcile: GREEN BOOK

12 marzo 2019

Mentre la quasi totalità della redazione è impegnata a smerdare Lords Of Chaos (giustamente o meno non saprei dire, pure se così a naso immagino che la produzione del film abbia tirato fuori una discreta merdata), a me che non frega un cazzo né di Lords Of Chaos, né del black metal più in generale (tranne qualche eccezione, ma sono appunto eccezioni, dovute alla qualità intrinseca di certi dischi, tanto evidente da trascendere persino il genere di riferimento), è parso invece d’interesse scrivere di Green Book, film che di black ha giusto uno dei due coprotagonisti e di metal proprio nulla, pellicola che durante l’ultima cerimonia degli Oscar si è portata a casa tre statuette, ovvero quelle di miglior film, miglior sceneggiatura originale e miglior attore non protagonista per Mahershala Ali, l’attore che interpreta Don Shirley, pianista nero realmente esistito scomparso qualche anno fa come è effettivamente esistito anche Tony “Lip” Vallelonga, italo americano di seconda generazione portato sullo schermo da Viggo Mortensen.

Buonissima parte della sceneggiatura è ispirata a fatti davvero accaduti, come la tournée di concerti negli stati nordamericani del sud che Shirley fece durante gli anni Sessanta, con Vallelonga assunto per fargli l’autista, che fa da sfondo alle vicende narrate nella pellicola. Per lo scrivente Green Book è un film bellissimo che di certo non inventa niente, piuttosto si inserisce in quella tradizione di film all’americana girati per il grande pubblico, raccontati da una sceneggiatura asciutta e interpretati divinamente, che ti fanno uscire dalla sala meglio di come ci sei entrato. Intendiamoci, “girati per il grande pubblico“, sempre per quanto mi riguarda, non è un difetto: se un film è fatto per piacere un po’ a tutti e riesce nell’intento vuol dire che è chiaramente fatto bene, almeno nei limiti di una visione che non pretenda di trovarci chissà quali chiavi di lettura oltre quelle esposte.

In questo senso ho letto critiche al film allucinanti e allucinate, fatte con ogni evidenza da gente con la testa su per il culo e per di più in evidente malafede, perché per scrivere certe fesserie, tipo che Green Book sarebbe un film razzista, oppure reazionario, uno deve avere realmente più di un problema di occlusione cerebrale, oltre al pregresso malanimo per motivi di carattere squisitamente ideologico che nulla hanno a che fare con la pellicola per sé ma molto con la sua provenienza, con il pedigree, se vi pare. Non voglio dire che Green Book è assolutamente inattaccabile da ogni punto di vista, qualche difetto ce lo avrà pure per carità, ma tra questi sicuramente non possono figurare certe interpretazioni farlocche da palesi disagiati, perché non ci sono altre interpretazioni possibili del film se non quelle che fornisce il film stesso, proprio per la sua intrinseca natura di prodotto generalista. Non mi pare troppo difficile da capire, dopotutto. Detto questo, consiglio Green Book a tutti: è un film semplice, ma non stupido, girato molto bene, raccontato anche meglio e con attori di qualità eccelsa. Non si può volere di più. E lasciate perdere quella minchia di Lords Of Chaos e già che ci siete pure Vice, magari. (Cesare Carrozzi)

10 commenti leave one →
  1. El Baluba permalink
    12 marzo 2019 10:47

    Visto proprio sabato scorso. Unico rammarico che ho beccato la versione doppiata, e secondo me mi sono perso il 90% della capacità recitativa dei due interpreti, davvero irriconoscibile Viggo Mortensen. Come dice giustamente il buon Carrozzi, un film tipicamente americano che non inventa niente di che, ma che si lascia ben vedere per tutta la sua durata. Forse ho trovato Mahershala Ali un po’ troppo impostato, ma non conoscendo ne’ il personaggio reale, ne’ la vera recitazione dell’attore, potrebbe essere semplicemente una interpretazione del doppiaggio. Aggiungo una nota: ma perchè in Italia continuiamo a doppiare i film?? E’ una cosa che detesto…

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    • 12 marzo 2019 11:36

      Per essere “disponibile” a tutti?! ;)
      In ogni caso, se uno proprio vuole vederlo il lingua originale, c’è. Limitato..ma, c’è!

      Inoltre, non vedo quale sia il problema dei nostri doppiaggi (quando eseguiti bene). Pare siano i migliori… Anzi, ho sentito dire che nei paesi dell’Est “usano” raccontare il film oppure doppiare tutti i personaggi con una voce sola. Vedi te! :)

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      • El Baluba permalink
        12 marzo 2019 13:48

        …ma i sottotitoli sono in italiano mica in cirillico, per questo non vedo la necessità di doppiare. Soprattutto su film che giocano proprio sul linguaggio e la capacità di modulazione vocale dell’attore. Altrimenti io sto vedendo un film con il doppiatore e non con l’attore presente nel cast. Poi, oh fortunatamente nel cinemino sotto casa, una delle tre sale la dedicano ai film in lingua originale…solo che sto giro mi è andata male…

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      • Pesso permalink
        14 marzo 2019 10:21

        Questa storia che i doppiaggi italiano sono i migliori era vera forse 15-20 anni fa. Negli ultimi anni, complice la necessità di far uscire film e serie sempre più a ridosso dell’uscita in lingua originale, la qualità è crollata. E’ comunque vero che anche altri paesi non brillino…io vivo in Spagna e i film doppiati li evito come la peste, ma a volte rimango incastrato e…madre de dios!
        Comunque sticazzi, io li guardo in lingua originale

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    • bonrath permalink
      12 marzo 2019 12:21

      L’ho visto in versione originale e in effetti un pilastro del film e` il contrasto tra l’inglese zoppicante di Tony Lip e l’espressione forbita di Doc Shirley. (L’italiano parlato a tratti invece e` fatto di suoni gutturali privi di senso.)
      Avrei preferito che la storia finisse alla fine del viaggio ma va bene lo stesso, bel film.

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    • 14 marzo 2019 15:30

      Devi anche capire che cinema significa “immagini in movimento”..e, c’è chi preferisce guardare sentendo i dialoghi! Senza stare a leggere, cercando di decifrare in che modo il personaggio voglia dire una qualsiasi cosa: intendo nel contesto. Ecco perché sarebbe meglio chiamare i “nostri” doppiaggi adattamenti!

      Ad ogni modo – quando si ha la scelta – è meglio che uno li guardi come preferisce!
      Io, personalmente, mi trovo “avvantaggiato” quando il film l’ho già visto doppiato. Cosicché, so già come si dipana la storia e, riesco a godermi di più altri aspetti del film…

      Ovviamente, anch’io nei cinema d’essai mi sentivo in un altro mondo. Però, capitava sovente che, alla prima distrazione (per colpa di chi?), uscivo dal mood della lettura e mi perdevo il significato vero & proprio della situazione!

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  2. 12 marzo 2019 11:31

    Il primo è Spike Lee…

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  3. 13 marzo 2019 07:37

    Visto due sabati fa e penso che sia un grandioso film, tratta il razzismo in modo diverso. Davvero bello e ben fatto; chi ha criticato male questo film, beh de gustibus de merdas ma sempre de gustibus.

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