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We don’t need more bands, we need more terrorists

13 luglio 2017

Così rispondeva Euronymous quando qualcuno gli diceva che avrebbe voluto iniziare a suonare black metal. Sembra una frase concepita apposta per i Nargaroth.

Noi, qui, siamo vecchi, ma non così tanto da aver vissuto in prima persona il nascere del movimento, distante da noi anche geograficamente, quindi sappiamo solo di riflesso cosa significasse realmente. Essendo figli della seconda ondata ci è toccato di subire anche tantissima spazzatura ma abbiamo saputo sopravvivere ad essa grazie a massicce dosi di ironia. A volte ce la siamo pure fatta piacere quella spazzatura, attenzione; quindi agli occhi di Euronymous saremmo tutti considerati nientemeno che dei poser. Per esempio, per quanto il disco sia brutto anche se non completamente inutile come si dice (tipo a me una The Day Burzum Killed Mayhem piace e anche una Seven Tears Are Flowing to the River ha il suo perché) e mettendo da parte il personaggio da operetta, a me, quando ascolto Black Metal Ist Krieg, sale ancora il veleno, tiro su le cornine e le faccio le faccine brutte. Che ci volete fare, non ho più vent’anni ma mi piacerebbe averli ogni tanto. Il soggetto, quando si faceva chiamare Kanwulf, mi stava anche simpatico. Dai, come fa a non starti simpatico uno che ti scrive Possessed by Black Fucking Metal, che era da pisciarsi sotto, o quando chiedeva il test di conoscenza del black metal a chi voleva comprare i suoi dischi, o quando raccontava tutte quelle balle su presunte vecchissime demo? Si potrà opinare che uno così abbia contribuito a rovinare la ‘scena’ e a farla diventare una buffonata. Giusto, allora iscriviamoci ai terroristi e nel frattempo che mandiamo avanti le pratiche, diciamo pure due parole su Era of Threnody.

Fino a Semper Fidelis il buon Wagner si era distinto per aver inciso pezzi bruttissimi o brutti, quasi sempre registrati una chiavica, ma anche per qualcosa di carino (Der Leiermann e Hate Song mi garbavano, a differenza di Semper Fi che resta una cazzata). Ha cambiato nickname, Ash, si è dato un tono, una ripulita. Poi ha iniziato a parlare di sentimenti, di cuore/amore e cose del genere che manco Blasco Rossi. Si può dire si sia rincoglionito? Beh, no, lo è sempre stato. Ha fatto pure un disco alla Dauði Baldrs in ritardo sui tempi di appena 15 anni. Credo sia stato uno tra i personaggi più odiati e bistrattati della scena metal e il merito è tutto suo, povero figlio. E se dei Nargaroth sul glorioso Metal Skunk non se ne era mai parlato prima ci sarà un motivo. Dunque, perché farlo ora? Perché quest’anno mi fa talmente tutto schifo che sono riuscito a rivalutare pure René Wagner, pensa un po’ come stiamo messi male. Era of Threnody mi si rende interessante primo perché è una cosa che veramente non ti aspetti da lui, poi perché è più personale, finalmente suonato, registrato e prodotto bene, e perché si discosta da quella patetica e incessante rincorsa a Burzum, tipica di Wagner ma anche di moltissimi suoi colleghi giovani e meno giovani, che sta diventando, ancora nel 2017, una cosa che sarebbe proprio ora di compiere qualche gesto ardito. Ad ogni modo ragazzuoli, non sperate che adesso vi faccia l’elogio di Era of Threnody; se vi incuriosisce la cosa dategli un ascolto e fatemi sapere, altrimenti inviateci il modulo d’iscrizione compilato che ci pensiamo noi a girarlo a chi di competenza. (Charles)

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