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Il Risveglio della Forza: una difesa d’ufficio

8 gennaio 2016

Non sono un fan di Guerre Stellari nell’accezione classica del termine, più che altro per tutte le sovrastrutture che il concetto di essere un fan di Guerre Stellari implica. Chiaramente ho visto plurime volte tutti i film della saga, da quelli originali (che apprezzo) a quelli della trilogia dei teloni verdi (che lasciamo stare), ma non sono uno che ha le spade laser sopra al letto e neanche uno che pensa che Guerre Stellari sia la cosa più bella mai concepita. Soprattutto, non ho mai compreso il modo in cui i suddetti fan si lascino da decenni prendere in giro da George Lucas, uno dei personaggi più mefitici e detestabili della storia del cinema, che sarebbe capace di togliere la poesia pure a un bambino di tre anni, uno che bisognerebbe rinchiudere in qualche buco umido e inaccessibile per evitargli che possa mettere le mani sul franchise di, che so, La Storia Infinita, The Legend of Zelda o Lo Chiamavano Trinità.

Tutto questo per dire che è paradossale che proprio io mi trovi nella posizione di essere il difensore di Episodio VII, dopo gli insulti di Charles e soprattutto dopo il j’accuse di Cesare nei confronti della mia onorabile persona. Quest’ultimo ci è rimasto male perché io gli ho scritto che il film non mi è dispiaciuto. Io però pensavo di aver sottolineato a sufficienza un concetto: non sono un fan di Guerre Stellari. Sono andato al cinema aspettandomi la classica schifezza disonesta e vigliacca di quelle che solo JJ Abrams è capace di partorire, lui che è stato capace di inventarsi quel gavettone di piscio agli asparagi di Lost, quell’altra telenovela per bimbi speciali di Fringe e quei fumettoni stupidi con il marchio di Star Trek sopra, lui che è riuscito a sputtanare l’unica cosa presentabile che era riuscito a fare – Cloverfield – nei soli dieci secondi finali. JJ Abrams, lo schifo fatto uomo, l’esplicitazione dell’avanzato stato di putrefazione del cinema, una delle prime cose a cui penso quando mi chiedo ma che cazzo è successo al cinema, uno che venderebbe la propria madre al mercato e poi si farebbe adottare per vendere pure quella adottiva. Cesare mio, o mio bel Cesarino, esattamente con che cazzo di aspettative pensavi che andassi al cinema? E a me, pensa!, a differenza tua frega poco anche del lato oscuro, del lato chiaro, della principessina bellicapelli, di Harrison Ford nella parte di Harrison Ford, dell’intenso percorso iniziatico dell’ottimo e magnetico Luke Skywalker che come Enea discende nell’Ade per poi ascendere alla Luce, del maestro Yoda che parla come la caricatura di un vecchio ubriacone del Gennargentu che la sa lunga e ti cerca di insegnare come si sta al mondo tra un bicchiere di mirto e l’altro, delle azzeccatissime linee comiche solitamente affidate a pestilenziali robottini del cazzo o pupazzetti che fanno le faccette buffe eheheh XD che ridere, eccetera. Di Guerre Stellari mi sono sempre piaciuti solo Darth Vader, Chewbacca, e la Morte Nera. Io da bambino volevo essere amico loro e distruggere tutti i suddetti lacrimevoli personaggi sparando con la Morte Nera, dicendo VAFFANCULO TUTTI VOI MORITE BUM BUM BUM AHAHAHAH MUORI NANO VERDE SARDAGNOLO DI MERDA e poi andarcene in giro per la galassia, io Darth Vader e Chewbacca, in cerca di nuove avventure senza più stupidi personaggi da cartone animato americano in mezzo ai piedi.

Poi io capisco il tuo discorso che almeno Lucas aveva provato a fare qualcosa di diverso con la seconda trilogia; che ha tentato di dare profondità all’universo di Star Wars, approfondirlo, contestualizzarne l’epica, dargli credibilità e tutte queste belle cose. È vero, mica dico di no. Ma il risultato fa schifo, Cesarì: quei film sono noiosi, inutili, pedanti, autoreferenziali, fatti coi piedi e recitati peggio, con un cast di superstar tutte rigorosamente fuori ruolo, una computer grafica onnipresente che ha l’ovvio risultato di aver fatto invecchiare malissimo i film già a pochi anni dall’uscita, una quantità esorbitante di discorsi noiosissimi intorno a cose di cui non te ne frega un cazzo e pure la blasfemia di presentare un bamboccio indifendibile nei panni del giovane Darth Vader. Almeno Il risveglio della forza è godibile. Certo, è una puttanata, ma che pretendevi? Mica è un film di Scorsese del 1975, immagino che ci si debba accostare con pretese e aspettative diverse. Perché scusa, la trilogia originale era una cosa seria? Con quella sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti, quegli attori cani, quegli insopportabili robottini di merda messi lì solo per vendere i giocattoli ai bambini, quegli errori di continuity addirittura tra un film e l’altro con quella che prima è la fidanzata e poi la sorella, il colpo di scena IO SONO TUO PADRE che persino a dieci anni pensavo che fosse una roba che non avrebbero messo neanche nelle telenovelas che vedeva mia nonna, eccetera? No, non era una cosa seria, ma era godibile: infatti ne stiamo ancora qui a parlare a quarant’anni di distanza nonostante tutta la merda che Lucas è riuscito a rifilarci dopo. Io col Risveglio della forza non è che sono tornato bambino o cose del genere, sia perché con tutta la buona volontà non riuscirei a vedere Star Wars senza pensare a tutto il carico di fuffa accessoria targato George Lucas sia perché da bambino i miei film preferiti erano Grosso guaio a Chinatown e quelli dove la gente faceva a botte. Però nelle due ore di proiezione non mi sono quasi mai annoiato, nonostante tutto.

E d’accordo, tu dici che non hanno voluto aspettare il secondo film per fare l’epico scontro con le spade laser. Ma, se vai a vedere, la trilogia originale non era manco concepita come una trilogia (Lucas semplicemente ha fatto un film, ha avuto successo, e ne ha fatti altri due inventandosi la classica puttanata come suo solito del tipo “Eh ma in realtà volevo fare una trilogia sin dall’inizio”, e come no, la vicenda di Leila fidanzata/Leila sorella del resto è abbastanza esplicativa, proprio LA FACCIA COME IL CULO); e per quanto riguarda la seconda trilogia l’epico scontro è già alla fine del primo film, peraltro con l’impresentabile Darth Maul, che aveva la profondità di un cattivo del wrestling degli anni ottanta e che in quanto a ridicolaggine se la batte con il presente Kylo Ren anche solo per il fatto che crepa in cinque minuti dopo aver fatto lo sborone per tutto il film. Quindi sì, è vero, è tutto molto grottesco, ma non è che non ci fossimo abituati. Tu mi parli di onestà intellettuale e coerenza narrativa nelle trilogie di Lucas: per me non sta né in cielo né in terra. Detto questo, vediamo nel dettaglio qualche aspetto di Episodio VII, nel bene e nel male.

IL CAST

Poteva mai esistere un film di Guerre Stellari con un cast vagamente presentabile? Beh, le tradizioni esistono per essere rispettate, altrimenti che ci stanno a fare. Quindi abbiamo, nell’ordine:
1-la protagonista figa-di-legno che fa il musetto imbronciato e i birignao per tutto il film, la cui scelta dell’attrice mi pare l’impronta più visibile lasciata dalla Disney.
2-il negro buonoTM a fare il coprotagonista, ormai immancabile per non scontentare non solo le varie gilde di Hollywood ma anche le innumerevoli società per i diritti civili (?) puntualmente finanziate dai peggiori squali della finanza. Fermo restando che il concetto alla base dell’istituto del negro buonoTM è razzista fino al midollo, quantomeno avrebbero potuto sceglierne uno un po’ meglio, perché questo mantiene la stessa espressione sia durante una scarica di gastrite sia quando ruba il Millennium Falcon. Le possibilità che questo tizio scompaia totalmente dalla circolazione come Mark Hamill e Hayden Christensen sono date 1 a 100 da tutti i migliori bookmakers britannici.
3-il cattivo più scemo della storia del cinema, interpretato da Fernandello, l’uomo che usciva la gente. A un certo punto dice anche: “Sono dilaniato“. E ci credo, lo costringono a fare il ballerina mentre lui voleva fare l’usciere! Subito dopo uccide il padre, probabilmente perché, appunto, gli ha da sempre tarpato le ali. Seriamente, questo sarebbe stato bene a Dawson’s Creek nel ruolo di quello che viene bullizzato a colpi di asciugamano bagnato negli spogliatoi dopo la partita di football. Solo che in Dawson’s Creek quella parte la faceva Michael Pitt, quindi manco là se lo sarebbero preso. Quando a un certo si toglie la maschera e spunta fuori sto faccione con le orecchie paraboliche si sono sentite le risate in tutto il cinema, e non è uno scherzo.
4-Yayan Ruhian, ovvero il capellone cattivo cazzutissimo di The Raid, che appena è apparso mi sono esaltato come un asino in calore sperando con tutto me stesso fosse lui il vero cattivo del film, e invece muore pochi secondi dopo mangiato da un mostro alieno sul Millennium Falcon. Sic transit gloria mundi.
5-un tizio portoricano o giù di lì la cui parte veniva strombazzata come “il nuovo Han Solo”; peccato che nell’economia del film serva meno di un Bacardi Breezer all’Oktoberfest ed è l’esempio più lampante della sciatteria della sceneggiatura. Il suo personaggio si chiama Poe e fonti ben informate mi dicono sia un gran figo, ma io di Poe conosco solo Edgar Allan Poe, l’aiutante di Magico Vento e Tong Po(e), tutti e tre enormemente più fighi di lui.
6-le vecchie scoregge: Harrison Ford nella parte di Harrison Ford, Gianfranco Funari nella parte di Luke Skywalker e un’irriconoscibile principessina bellicapelli. A proposito di quest’ultima, sono scoppiate varie polemiche circa il fatto che sarebbe invecchiata male: io invece vorrei spezzare una lancia a suo favore, perché per una volta che una tizia di sessant’anni sembra effettivamente una tizia di sessant’anni e non un incubo postindustriale rigonfio di silicone, gomma, gelatina e chissà quale altra immondizia maxillofacciale noi non possiamo che levare i boccali in suo onore e gridare fieramente: principessina bellicapelli, sei una di noi!

“sanguini come Kylo Ren quando l’ho posseduta”

ROBOTTINI E PUPAZZETTI

Per quanto mi riguarda, il più grande neo di Episodio VII sta nella riesumazione di quell’odiosissimo robottino giallo il cui repertorio comico sembra preso dagli scarti di un ipotetico fratello scemo di Woody Allen dopo una lobotomia. Il robottino nuovo invece tutto sommato è innocuo e la sua presenza non mi ha provocato alcun tipo di fastidio, ed è la prima volta che succede in un film di Guerre Stellari che un robottino non mi provoca l’orchite. Altro punto a favore del film è che, dopo l’ubriacatura di improbabili personaggi alieni in CGI della trilogia dei teloni verdi, qui ce n’è pochissimi. E con mio grande giubilo è tornato anche Chewbacca, che nel prossimo episodio spero si impadronisca di una gigantesca astronave malvagia e distrugga tutto e tutti bestemmiando il calendario gregoriano e diventando così il vero protagonista della trilogia.

SOTTOTESTO POLITICO

Mentre scrivevo sottotesto politico cercavo di trattenere le risate, ma tant’è. Il concetto sarebbe che il lato oscuro rappresenterebbe lo Stato totalitario, mentre il lato chiaro rappresenterebbe la repubblica democratica che combatte per i diritti, la libertà, la giustizia, il TTIP e lo sfruttamento dell’esercito industriale di riserva; come se lo Stato totalitario ora si manifestasse con adunanze oceaniche di gente in divisa che sbatte i tacchi e non, la butto lì, tramite una subdola e capillare macchina propagandistica che rincoglionisce la gente a forza di film, libri e manifestazioni para-artistiche varie usate contemporaneamente come oppio, lavaggio del cervello e vaselina. Mannaggia, mannaggia. E questa cosa, Cesare, è uno dei motivi per cui non mi riesco ad affezionare a Guerre Stellari.

CLIFFHANGER

Dicesi cliffhanger il gancio che ti tiene sospeso per lasciare le aspettative alte per il prossimo film. È una cosa che proviene dalle serie tv e che ovviamente, dato il continuo appiattimento verso il basso di ogni forma pseudoartistica e il succitato stato avanzato di decomposizione del cinema, si è trasferito anche in quest’ultimo. Innanzitutto il negro buonoTM: è morto? Non è morto? Frega un cazzo a nessuno? Dalla risposta a quest’ultima domanda, cercata tramite sondaggi sui social network e roba del genere (rendiamoci conto), il prossimo film avrà un altro COPROtagonista, oppure no.
L’altro gancio è l’identità del supercattivone. Ha le stesse cicatrici che aveva Darth Vader quando Luke gli toglie la maschera. Ovviamente ciò può non significare nulla, perché JJ Abrams è uno che con Lost è andato avanti sei anni a piazzare indizi apparentemente imprescindibili che poi non volevano significare un cazzo di niente. Quindi il mio consiglio ai fan è di non scervellarsi perché non ne vale veramente la pena.
E poi: la protagonista è chiaramente figlia di qualcuno. È figlia di Luke? È figlia di Leila? È figlia di emigrante? È figlia di preta pura? La risposta nella prossima puntata.

Quindi no, Cesare. Ho moderatamente apprezzato Episodio VII non perché mi ha fatto tornare bambino, ma perché mi ha, semplicemente, preso abbastanza bene. Se ti può consolare, con i fratelli del vero metal con cui sono andato a vedere il film abbiamo organizzato una maratona di Mario Bava per rimetterci in pace con l’idea stessa di cinema. E, a proposito, quella stessa sera il mio essere bambino ha ricevuto un durissimo colpo, perché dopo due ore dalla fine della proiezione ho letto la notizia della morte di Lemmy. Questo mi ha aiutato a mettere le cose nelle giuste proporzioni e infatti ora mi ricorda che è giunta l’ora di mettere la parola fine a questo lungo speciale su Guerre Stellari perché i nostri ventiquattro lettori hanno sopportato fin troppo.

11 commenti leave one →
  1. weareblind permalink
    8 gennaio 2016 11:04

    Dio santo che recensione massima. Secondo me potevi scrivere un “mavacagher” al film e più o meno eravamo lì. Forza che è venerdì e io ho un calo di zuccheri.

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  2. fredrik permalink
    8 gennaio 2016 13:18

    dai però adesso basta sminchiare con sw o parte il bestemmione come il mio nuovo eroe Vito da Taranto. Avete intenzione di recensire i diavolos?

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    • 8 gennaio 2016 13:27

      questa era l’ultima, giuro. l’idea iniziale era non pubblicare niente durante le vacanze natalizie come al solito, questo è stato solo un modo per cazzeggiare tra di noi

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      • fredrik permalink
        8 gennaio 2016 13:49

        si immagino, e ovviamente scherzavo (tranne sui diavolos, veramente fighi nel loro essere retrò, e poi ci suona taneli jarva).
        io credo di essere uno dei pochi che ancora non è andato a vederlo causa…casini vari e adesso che ricomincia il lavoro sarà ben difficile che ci riesca, quindi attenderò qualche mese per farmi un’idea mia.

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  3. Frank Deplano Roots permalink
    8 gennaio 2016 13:36

    Che palle anche quì leggere di gennargentu e sardignoli, pensavo che certe battute fossero morte col bagaglino. Ce n’era davvero bisogno? È pertinente all’argomento meno del mio post. E sì, sono sardo.

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    • 8 gennaio 2016 14:24

      io sono sardo dal lato paterno (il mio cognome ne è testimonianza) e i miei zii mi dicevano sempre che un sardo non si lamenta mai. al massimo ti fa sparire in qualche grotta.

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      • 8 gennaio 2016 17:52

        Io sono cagliaritano e mi sono messo a ridere. Al limite lo accoltellerò nel sonno quando capita.

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      • Frank Deplano Roots permalink
        8 gennaio 2016 19:16

        È la banalità della battuta ad avermi fatto commentare, per la prima volta, su una pagina che mi è sempre sembrata superiore a certi cliché. Si deve poter ridere di tutto, condivido, solo che mi ero abituato ad un diverso stile da voi, da te, Trainspotting. Mi ha deluso, ecco, come Paolo Villaggio, che ha l’unica attenuante di essere un vecchio rincoglionito. Per tutto il resto ti fa un ricamino Ciccio Russo col coltello.

        Pace.

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  4. 8 gennaio 2016 13:42

    In qualche modo Roberto riesce ad ipnotizzarmi e a farmi passare dalla sua. Sempre.
    Fatti trovare da qualche parte al concerto dei Luca Turilli’s Rhapsody a Ciampino che ti offro da bere.

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    • cattivone permalink
      8 gennaio 2016 15:35

      Abbasso Cesare Carrozzi!
      Comunque no, niente, anche io come Bargy non c’avevo grosse aspettative ma il film non m’é piaciuto lo stesso.

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  5. Lorenzo (l'altro) permalink
    8 gennaio 2016 17:26

    ma almeno prima di morire Yayan Ruhian ammazza venti alieni con una mano tenendo una spada laser nell’altra senza usarla? No, perché se è così corro a vederlo.

    P.S. Grosso guaio a Chinatown è IL film

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