Una per Sir Christopher Lee (aka non è mai troppo tardi)

Cristopher Lee in battaglia

Uno che sa cosa si perderebbe a non essere metallaro

Da queste parti Christopher Lee non ha bisogno di presentazioni, vuoi per le comparsate in alcuni dischi (vedi Rhapsody), vuoi perché chi apprezza l’immaginario metal sicuramente l’ha incontrato, che recitasse Saruman nei film di Jackson ispirati al mondo di Tolkien, Dracula (interpretato una dozzina di volte, credo sia record assoluto) o l’inquietante Lord Summerisle di The Wicker Man. Quello che invece a molti – me compreso – era sfuggito è che l’attore aveva tirato su una band di nome Charlemagne in cui canta. A quanto pare, il duro rock sinfonico del primo disco non era stato giudicato metal dalla comunità del noto sito Metal Archives, che però si è ricreduta dopo l’ascolto di estratti dell’album The Omens of Death. Un loro comunicato trionfante qualche tempo fa riportava quanto segue : “Oggi, con l’uscita del secondo disco dei Charlemagne nel giorno del suo 91esimo compleanno, Sir Christopher Lee è stato aggiunto a Metal Archives. Figo, eh? E’ sempre stato un peccato che il primo lavoro non fosse realmente metal nonostante l’immaginario (…). Ovviamente alcuni di noi sono usciti di testa quando hanno ascoltato i samples del secondo disco pochi giorni fa, indiscutibilmente heavy/power metal.“. Ora, come forse sapete, queste sonorità non sono la mia tazza di té, ma non credo sia necessaria una competenza stratosferica in ambito heavy/power per capire che l’unica cosa che fa uscire di testa, ascoltando i samples promozionali, è sì la voce di Lee ma non in senso positivo.

Diciamo che sembra di ascoltare un bancarellaro che cerca di vendere stracci in un mercato delle pulci catapultato in mezzo a una battaglia medioevale. Ma poco importa, veramente, sono qui solo per lodare un attore senza tempo che segue le sue passioni all’età di 91 anni e che comunque al nostro genere forse non poco aveva già dato (non so se l’ha detto solo per compiacerlo, ma il suo Dracula è citato come influenza anche da Tony Iommi). Uno che a 91 anni ancora si mette in testa corone di cartone per declamare frasi come “I shed the blood of a saxon man“, quando quei pochi di noi che ci arrivano se sono fortunati sono in una casa di riposo. Ok, forse una percentuale di questi potrà ribadire che dice frasi con più senso e che una corona di cartone in testa non se la mette per decenza, e da una parte non potrei dargli torto. Ma non posso esimermi dal lodare uno che alla sua veneranda età ha capito a fondo la lezione del grande Luca Arioli, ovvero che la gente non sa cosa si perde a non essere metallari. (Fabrizio “Doom” Socci)

3 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...