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UNANIMATED – In The Forest Of The Dreaming Dead (No Fashion, 1993)

27 novembre 2011

[questa è la prima parte di uno speciale sugli Unanimated diviso in tre parti, una per ogni disco]

Ricordo ancora il primo ascolto di questa band svedese. Era il loro secondo full length Ancient God of Evil, ed era un periodo in cui ero letteralmente in fissa con il black metal. Era proprio quel loro essere a metà strada tra quelli che allora erano i miei generi preferiti, ovverosia il black e il death metal, che me li faceva apprezzare particolarmente. Forse un po’ più vicini a quest’ultimo filone rispetto ai connazionali Dissection, gli Unanimated hanno però sempre avuto quella vena melodica che li allontanava nettamente dai colleghi death-metallari tout court à la Dismember, per intenderci. Pur essendo di Stoccolma, gli Unanimated hanno infatti sempre preferito un approccio più “stile-Goteborg”, che si consoliderà con l’album della loro piena maturità, ovvero il già citato Ancient God of Evil.

In The Forest of The Dreaming Dead è un debutto che colpisce. Sarà perché la band, formata nel 1988, ha dovuto aspettare la bellezza di cinque anni per pubblicarlo, affinando e sgrezzando laddove era necessario. Il talento era però già intuibile all’ascolto del precedente demo Fire Storm (1991), su cui erano presenti ben cinque dei dieci pezzi contenuti su In The Forest…  (la traccia numero undici è infatti una inutile cover di Buried Alive dei Venom). Magari non sarà al livello di Skydancer dei Dark Tranquillity (targato sempre 1993), però non risulta mai banale ed è perfino abbastanza innovativo, parlando di quell’epoca. Non mi viene da citare un pezzo in particolare che spicchi su tutti gli altri, poiché la proposta risulta sempre coerente in termini di qualità e impatto, con un album estremamente godibile e senza punti deboli che fa inoltre spiccare un’indiscutibile perizia tecnica, seppur non portata alle estreme conseguenze come negli At The Gates.

Personalmente preferisco di gran lunga ascoltare roba tipo questa che smazzarmi le menate melodeath dell’ultimo quindicennio. Quindi se vi piace il vecchio suono di una volta e sbavate per At The Gates, Liers in Wait e Dissection, guardate su Ebay, e magari potrete farlo vostro per poco grazie alla sempre attenta Regain Rec. che l’ha ristampato nel 2008, dato che la vecchia stampa della No Fashion stava raggiungendo prezzi esorbitanti. Troverete inoltre, sempre nella versione più recente, le cinque tracce di Fire Storm incluse come bonus tracks. Buon ascolto! (Piero Tola)

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