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The BRUTAL TRUTH and nothing but – Intervista a Dan Lilker (seconda parte)

31 gennaio 2011

Come è nata l’idea dei Brutal Truth? In quegli anni il death metal e il grindcore stavano rivoluzionando il modo di intendere l’heavy metal, qual è stato il momento in cui ti sei detto “ok, voglio suonare questa roba”?

“Credo di essere una di quelle persone alla ricerca costante di nuove sfide musicali. Alla fine degli anni ’80 mi avvicinai al death metal e al grindcore e il thrash, in confronto, iniziò a suonarmi un po’ moscio. Quindi seguii i miei istinti e iniziai a sperimentare, creando nuova musica che fosse più intensa, influenzata dalle prime band della Earache”.

All’epoca ti sentivi più coinvolto nella scena metal o in quella hardcore?

“In quel momento ero, di base, un metallaro ma ero ancora molto influenzato dall’hardcore, magari più da Extreme Noise Terror ed Heresy che da Agnostic Front e D.R.I. (che in quella fase suonavano piuttosto metal, tra l’altro). Penso che fu nel 1990 che decisi consciamente di iniziare un progetto “parallelo” per seguire questa nuova, eccitante direzione musicale. E così… Brutal Fucking Truth”.

Cosa portò I Brutal Truth allo scioglimento? Perché il chitarrista Gurn non ha preso parte alla reunion?

“Abbiamo deciso di non parlare dello scioglimento nei dettagli in quanto fu dovuto a problemi personali tra alcuni membri della band. Ad ogni modo, come puoi notare, Gurn non è più coinvolto. Sarebbe successo comunque, ora è troppo occupato con la sua famiglia e il suo lavoro per prendere parte attivamente alla reunion, è stata la soluzione migliore per tutti. Questo è il massimo che possa dire sullo scioglimento. La reunion inizialmente doveva essere limitata a un concerto di beneficenza per i ragazzi degli Eyehategod, dopo che la loro strumentazione e la loro sala prova furono distrutte durante l’uragano Katrina. Non appena la gente lo seppe venimmo fottutamente bombardati da domande come: “Siete tornati? Farete altri show? Registrerete un altro disco?”. Con tutto questo interesse per la band saremmo stati stupidi a non fare più un cazzo. Sai com’è, durante tutto il periodo nel quale fummo sciolti, dal ’98 al 2006, il resto del mondo ci rivalutò, finalmente comprese quello che avevamo fatto negli anni ’90 e ci incoronò come gli dei del grindcore che, a quanto pare, erano stati un’influenza fottutamente enorme per i gruppi successivi come i Nasum o i Misery Index. Quando uscì fuori che stavamo per partecipare a questo tributo agli Eyehategod la gente uscì pazza…”

(Collateral Damage, certificato dal Guinness dei Primati come il video musicale più corto della storia)

Ok, ora dovremmo iniziare a parlare dei tuoi innumerevoli side-project. Ovviamente non possiamo trattarli tutti. Per te è difficile gestire tutti questi gruppi allo stesso tempo? Come fai a conservare tutta questa energia creativa?

“Amo il metal estremo, tutto qua. Però è impossibile suonare tutti gli stili che offre il genere con una band sola senza che venga meno la loro essenza. Certo, nei Brutal Truth ci sono dei malvagi riff black metal, ma è perché non ci preoccupiamo di come la gente si aspetta che dovremmo suonare, facciamo il cazzo che ci pare, punto. Sicuramente può essere difficile gestire tutti questi gruppi simultaneamente, ma il segreto si chiama PIANIFICAZIONE. L’energia creativa viene da dentro di me, semplice… Considerando tutta l’erba che fumo, di energia ne ho davvero tanta (ride!)”.

Ma riesci a vivere di musica o hai un lavoro regolare?

“Sono ancora costretto a fare un lavoro normale, sarò pure conosciuto nella scena metal ma non è qualcosa che mi aiuta a pagare le bollette. Ovviamente guadagno qualcosa dalla musica, ma non abbastanza da vivere dignitosamente. Ho scelto di suonare esattamente quello che mi piace, non suono per rimorchiare o diventare ricco”.

A proposito, qual è il lavoro più assurdo che hai fatto?

“Per un paio d’anni feci il tassista a New York, a meta’ anni novanta, e sulla mia macchina salivano dei personaggi veramante assurdi. Una volta arrivò un fan dei Nuclear Assault che mi riconobbe, e gli raccontai che stavo suonando in una “black metal band”… Mi chiese se quindi ero l’unico membro bianco! Ovviamente beccavo un sacco di ubriaconi che poi avrebbero vomitato dal finestrino. Ricordi  divertenti”.

Da poco sei tornato da un tour con i Venomous Concept. Come è andata?

“I concerti in Giappone e in Usa hanno spaccato, mi sono divertito un sacco, è una musica molto più facile della merda psicotica che sputiamo con i Brutal Truth! Non saranno il mio gruppo principale ma è troppo fico suonare con Shane e Danny dei Napalm Death!”

Dato che hai menzionato il tuo amore per l’erba ti tocca una domanda sugli Exit 13. La copertina di Just A Few More Hits è una roba meravigliosa. A chi venne in mente?

“Credo a Bill, gli Exit 13 sono sempre stati la band di Bill e Steve (già membri di Purge e Namanax, nda), non so manco dirti come nacque l’idea, dato che entrai dopo la formazione. Posso dirti che la marijuana ha sempre svolto un ruolo molto significativo nella musica della band… E, più in generale, nel comportamento dei suoi membri!”.

Credi che la marijuana aiuti la tua creatività? Sei coinvolto attivamente in movimenti per la legalizzazione come Chris Barnes o i ragazzi dei Cephalic Carnage?

“Di certo mi aiuta a tirare fuori della roba davvero unica e bizzarra. Sicuramente riuscirei a fare musica anche se non fumassi ma, onestamente, non musica così “fuori”. I Brutal Truth sono così rispettati non solo perche siamo superveloci ma anche perché siamo del tutto originali e quasi impossibili da imitare. Questo perché quando siamo fatti ci viene in mente roba che altrimenti non ci verrebbe in mente, e così portiamo avanti idee che la maggior parte dei musicisti scarterebbe in partenza, se solo fosse in grado di elaborarle. Non partecipo attivamente a campagne per la legalizzazione ma, a giudicare da quanti stati stanno consentendo l’uso medico della marijuana, sembra che il movimento se la cavi bene anche senza il mio aiuto”.

Arriviamo ai tuoi progetti black metal, I Crucifist e gli Hemlock…

“I Crucifist stanno in giro da sei anni e non sono una band puramente black metal, sono un misto di black, death metal old school, un po’ di doom e un po’ di Nwobhm. Ci stiamo per prendere una pausa perché il nostro chitarrista si sta per sposare. Ora sto suonando in una band di black metal ortodosso qua a Rochester chiamata Nokturnal Hellstrom ma siamo in giro solo da pochi mesi, stiamo ancora scrivendo i pezzi. Con gli Hemlock suonai dal ’96 al 2001, facevamo lurido, marcio black metal dalle profondità oscure… Dei sobborghi periferici di New York. Così come I Brutal Truth, siamo stati molto apprezzati dopo lo scioglimento (il nostro batterista si era rotto di suonare la batteria). Chiedi a questi black metaller da camera da letto come I Nachtmystium o i Krieg cosa ne pensano degli Hemlock… Mi piace molto il black metal, sia musicalmente che filosoficamente. Quando ero piccolo in casa mia si ascoltava musica classica, e il black metal mi da le stesse sensazioni, come se fosse musica classica suonata in modo molto intenso, è quasi una droga. E offre una visione del mondo che si attaglia a un cinico ateo come il sottoscritto. Ovviamente non sono satanista, ma non lo è nemmeno la maggior parte delle persone nella scena che fingono di esserlo. Per quanto riguarda il NSBM, non ho tempo per questi idioti, secondo me pervertono i principi originari del genere”.

C’è qualche altro gruppo di cui vuoi parlare? Magari uno che trovi sia stato sottovalutato… Che so, gli Extra Hot Sauce, dove suonavi la batteria…

“No, credo che i miei sforzi siano stati apprezzati e riconosciuti piuttosto bene. Gli Extra Hot Sauce erano giusto un cazzeggio, non sono certo il miglior batterista del mondo ma vengono tirati fuori spesso. Considerando lo sforzo che abbiamo messo in quella band, non posso davvero dire che sia stata sottovalutata”.

Ora stai lavorando al nuovo album dei Brutal Truth, giusto?

“Sì, sono fottutamente immerso nel songwriting. Al momento abbiamo 18 canzoni pronte, quindi abbiamo quasi finito di scrivere. Meglio così, dobbiamo entrare in studio a fine febbraio! Inoltre registreremo la prima parte dell’album dei Nokturnal Hellstorm, i brani sono già tutti scritti. Ci basteranno due giorni in saletta con un 24 tracce, magari scriveremo ancora qualche brano così possiamo iniziare a fare qualche concerto. Questa volta niente corpse paint, mi spiace”.

Ultime parole famose?

“Grazie a te, a chi sta leggendo questo pezzo e a tutti coloro che sostengono l’underground. Senza di voi non potremmo fare quello che facciamo”. (Ciccio Russo)

(Leggi la prima parte dell’intervista)

6 commenti leave one →
  1. nunzio permalink
    31 gennaio 2011 22:08

    Dan Lilker me lo immagino così: il classico zio scapolo che ha sempre avuto problemi con la droga e la legge, che non ha mai lavorato, che conosce tutti gli spacciatori locali, che porterà i capelli lunghi anche quando diraderanno etc…
    Ma senza di lui, il volto del metal HC underground non sarabbe così vario e così autoironico. Tra lui e Shane dei Napalm non saprei davvero chi portare su un isola deserta per jammare sui riff dei Venomous…

    Mi piace

    • sergente kabukiman permalink
      1 febbraio 2011 16:07

      io su un’isola deserta mi porterei quella della copertina dei rotting cock

      Mi piace

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