I toscani maledetti: HANDFUL OF HATE – Soulless Abominations
Una delle punte di diamante della prima ondata black metal italiana torna dopo un lungo silenzio. Ed è in forma eccellente.
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Una delle punte di diamante della prima ondata black metal italiana torna dopo un lungo silenzio. Ed è in forma eccellente.
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Una serata con tre pesi massimi del metal estremo, tra groove devastanti, chitarristi in là con gli anni ma ancora entusiasti, e suggestive celebrazioni amarcord.
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Griffar recupera quattro album usciti nel 2025: l’inaspettato ritorno dei Nachtfalke, i Sickle of Dust in pieno stile Summoning, i Vonülfsrëich che ibridano black metal e Oi! e per finire i Vígljós, mascherati da apicoltori.
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Un ascolto che è una sofferenza, non solo per la devozione avuta in gioventù nei confronti del marchio ma anche perché si tratta di un’indigeribile mattonata tra richiami al passato, cazzeggi acidi e chissà cos’altro.
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Dopo gli Algor, un altro gruppo black metal incide una cover del sinistro brano dei Nirvana, ma si limita a un compitino che non rischia troppo.
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