Category Archives: Recensioni

Altri dieci dischi dell’anno scorso che ho recuperato durante la reclusione

VENOM PRISON – Samsara Uno dei migliori dischi deathcore degli ultimi anni. E no, non storcete subito il naso perché ho scritto “deathcore”, perdio, qua Suicide Silence e simile lordura non c’entrano nulla. C’entra più certo post-hc relapsiano di matrice metal alla Burnt By The Sun. Questi brutaloni gallesi, guidati da una frontwoman russa incazzata come un’ape, hanno il tiro

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Si cambia registro, non si muove una virgola: PARADISE LOST – Obsidian

I Paradise Lost una cosa l’hanno senz’altro capita: il giochino del ritorno alle origini, alla lunga, stanca. Tra Host e gli album seguenti potrebbero aver dedotto l’esatto contrario, ovvero che evolversi va bene, ma deve essere funzionale alla qualità dei dischi, altrimenti ti si ritorce contro in un attimo. Sei quello di One Second, e subito dopo sei quello di

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Kebabbari, questo è per voi: AETERNAM – Al Qassam

Checché se ne dica, qui a Metal Skunk siamo uomini di mondo e, nonostante possa non sembrare, restiamo sempre aggiornati sulle vicende che coinvolgono questa pazza sfera che ruota nel cosmo, ignara degli orrori transdimensionali che vi abitano e che, un giorno, si risveglieranno reclamando il loro legittimo ruolo di dominio. La vicenda di Silvia Romano non ha lasciato indifferente

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VADER – Solitude in Madness

Erano anni, non mesi ma anni, che non mi cagavo di striscio i Vader. L’ultimo disco dei polacchi che mi piacque parecchio fu Impressions in Blood, uscito nell’ormai lontano 2006. I successivi provai ad ascoltarli ma mi lasciarono addosso un senso di generale indifferenza: sparati a tremila, blast beat e sfuriate di doppia cassa ovunque e riff tirati all’inverosimile. Non

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Due modi opposti di pensare il thrash metal: HAVOK e WARBRINGER

A inizio millennio il thrash metal quasi m’insospettì nell’intraprendere la via del ritorno alle origini. La strada da percorrere era ancora molto lunga, ripida e piena d’ostacoli, ma il processo era ben avviato. Avevo per le mani un disco di questi giovincelli spagnoli, i Legen Beltza, e pensai che qualcuno si stesse finalmente occupando del thrash senza passare per le

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