Category Archives: From the dark past

Avere vent’anni: VIRGIN STEELE – The House of Atreus: act I

Che cosa devo dirvi di House of Atreus I, seriamente? Come si può cominciare una recensione del genere? Immenso capolavoro, disco della madonna, sublime prova di maestria compositiva, pietra miliare del cazzoduro, tutte definizioni perfette ma che ti vergogni di aver pensato nella tua meschina piccolezza, mentre in sottofondo la voce di DeFeis declama il triste fato della stirpe degli

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Avere vent’anni: SEPTIC FLESH – Revolution DNA

Zoon è stato il precursore, Sin/Pecado l’inizio, The Singles 86>98 le tavole della legge; Revolution DNA è la fine. Le escursioni nel gothic rock, i plagi ai Depeche Mode, provare a cantare invece che grugnire, sondare territori new wave, industrial, synthpop, suoni più soft nella speranza di sfondare nel circuito mainstream: dal primo gennaio 2000 il metal tornerà a essere

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Avere vent’anni: AGATHODAIMON – Higher Art of Rebellion

Marco Belardi: Il trend del black metal melodico, o se volete pure sinfonico, in realtà non è mai esistito. Fu una cosa molto circoscritta, se ci pensate bene. C’erano due gruppi, uno capitanato da Shagrath e Silenoz, e l’altro da Dani Filth, che complessivamente tirarono fuori qualcosa come cinque o sei ottimi dischi. Se poi sono usciti anche Catamenia, Anorexia

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Avere vent’anni: METALLICA – S&M

Cesare Carrozzi: Quando un lavoro, che nelle premesse doveva essere epocale, finisce per misurare un valore totale inferiore (e di molto) alla somma dei suoi singoli componenti, vuol dire che qualcuno andrebbe appeso per la palle. Nel caso di S&M questo qualcuno risponde ai nomi di Michael Kamen e, ovviamente, Lars Ulrich: il primo per aver arrangiato delle parti d’orchestra

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