Category Archives: Avere vent’anni

Avere vent’anni: NUNSLAUGHTER – Hell’s Unholy Fire

Troppi pochi album rimangono legati a doppia mandata a un preciso momento della tua vita. Facile dirvi che il giorno in cui un amico di Scandicci mise su Battery, niente sarebbe rimasto uguale a prima. Troppo facile. Preferisco giocare un po’ più difficile: il Capodanno del 2001. Dopo aver festeggiato quello del Duemila in piazza, in una notte gelida, trangugiando litri

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Avere vent’anni: NOCTE OBDUCTA – Taverne – In Schatten Schäbiger Spelunken

Trainspotting: Sulla inspiegabile sottovalutazione dei Nocte Obducta dirà tutto Michele qui sotto e non c’è molto altro da aggiungere: rimane davvero un mistero come la band di Francoforte non sia riuscita a raggiungere una fama mondiale, nonostante sia non solo uno dei gruppi (o forse il gruppo) black metal migliore mai uscito dalla Germania, ma anche una fucina di sperimentazioni

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Avere vent’anni: NICKELBACK – The State

Per ogni fan del grunge cresciuto a suon di Badmotorfinger e Dirt, la psicologia motivazionale fu l’unico sistema adottabile affinché si potesse semplicemente andare avanti. Non c’era da superare la morte del biondo dei Nirvana: c’era, in compenso, da fronteggiare l’arrivo, il radicarsi e il dilagare della terminologia “post-grunge”. La quale, nel giro di poco tempo, da binomio serpeggiante sulle

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Avere vent’anni: BRODEQUIN – Instruments of Torture

Luca Bonetta: Fermi tutti: prima di cominciare questa breve disamina vi invito a recuperare il report del Netherlands Deathfest 2017 al quale presenziammo io e il buon Ciccio e nel quale erano presenti, per l’appunto, i Brodequin, autori di una delle migliori performance di quella tre giorni infernale (in tutti i sensi). Detto questo, passiamo a quella che voglio far

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