Avere vent’anni: SONIC YOUTH – Murray Street

Personalmente considero Murray Street l’ultimo vero disco “che conta” di una banda così importante come i Sonic Youth. E badate bene che stiamo parlando forse di uno dei dieci gruppi più importanti e che hanno giocato un ruolo cruciale nella evoluzione della musica rock in generale, generando migliaia di entusiasti musicisti o aspiranti tali che hanno dato vita a scene e generi dal più di nicchia al più di successo. Tutte bande ispirate, ma nessuna con la stessa fertilità intellettuale e voglia di superare i confini e le convenzioni che ha fatto dei newyorchesi una pietra miliare della sperimentazione sonora con strumenti elettrificati, ampliando le possibilità in maniera quasi infinita riguardo quello che si potesse fare imbracciando uno strumento a corde, collegandolo ad un amplificatore e cercando nuovi suoni, dissonanze e soluzioni “melodiche” o totalmente opposte al concetto di melodia.

 

Murray Street arriva dopo due dischi altamente sperimentali e si riappropria dello stile del capolavoro Washing Machine del 1995; il contrasto melodia/cacofonia si assesta su un forma-canzone equilibrata e scorrevole, al contrario del precedente NYC Ghosts and Flowers nel quale il furto della strumentazione costrinse la band ad utilizzare vecchi strumenti inutilizzati da anni e spingendo i nostri a sperimentare, alimentando la loro infinita vena creativa.

Murray Street è il terzo album dei Sonic Youth concepito nel proprio studio di registrazione privato, convenientemente situato nel distretto finanziario di Manhattan, il centro del mondo che, proprio nei giorni in cui Thurston Moore e sodali lavoravano sul disco, subiva un colpo al cuore con i fatti dell’Undici Settembre, che ne rallentarono la produzione.

Murray Street è anche il disco in cui il produttore Jim O’Rourke diventa il sesto membro ufficiale dei Sonic Youth, creando un “muro” sonoro ancora più denso.

Ma non è solo quello. È anche l’album al supporto del quale li vidi per la prima volta dal vivo. Una serata che non dimenticherò mai. Uno dei concerti della vita che si tenne allo spazio della Fiera Campionaria di Cagliari, di cui conservo, dopo vent’anni e gelosamente, la maglietta. La Sardegna è quasi sempre snobbata dai grandi nomi e ricordo ancora la sorpresa e il bestemmione tirato in mezzo alla strada quando vidi il cartellone che annunciava la data. Passava una signora di fianco a me che si lamentò pure, ma proprio non riuscii a trattenermi (se mi legge, vorrei chiedere scusa a quella signora). Grandissimo gruppo e grande disco che oggi compie vent’anni. Sembra ieri. (Piero Tola)

One comment

  • andrewoldandwise

    Presente sugli spalti a quel concertone. Se non sbaglio, Ulan Bator come gruppo di apertura. Con me, fra gli altri, una cara amica che ora non c’è più ( ciao Anna). Acustica così così, ma coi SY era difficile distinguere il noise voluto da quello accidentale , almeno dal vivo quella sera. Cmq esibizione indimenticabile

    "Mi piace"

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