Korn – Requiem

Diciott’anni non sono pochi, anzi sono un’infinità. In questo lasso di tempo una persona diventa maggiorenne, ci sono band che nascono, pubblicano un fottìo di dischi, si sciolgono e avviano le proprie carriere soliste. Ai Korn ci sono voluti diciott’anni per pubblicare di nuovo un disco davvero buono e convincente dall’inizio alla fine. Può sembrare un’iperbole, ma in realtà non è così e sono stato anche magnanimo, perché Take a Look in The Mirror, che contiene alcuni dei brani migliori della carriera dei Korn, non è comunque all’altezza dei suoi predecessori.

Dal 2004 in poi il nulla, o quasi. Perché in quasi tutti gli album dei Korn c’è sempre qualche momento degno di nota: in alcuni casi troviamo dei brani notevoli che si perdono in album troppo lunghi o non all’altezza – l’omonimo del 2007 o il precedente The Nothing in altri abbiamo delle idee diverse che sulla carta sarebbero poute essere anche interessanti, ma che si traducono in dischi decisamente non riusciti (The Path of Totality). Negli episodi migliori, lavori che rasentano o raggiungono una sufficienza, ma nulla di memorabile.

R-22008853-1643903129-9175

Requiem è diverso. Attenzione, non stiamo parlando né di un capolavoro né tantomeno di una rivoluzione copernicana, ma di un disco davvero ispirato, sentito e che non sfigurerebbe come successore del già citato Take a Look In The Mirror, pur essendo agli antipodi di quell’album.

Composto durante il lockdown e pesantemente influenzato, anche tematicamente, tanto da quel clima surreale quanto dalla vera e propria degenza da Covid-19 che ha coinvolto diversi membri della band, Requiem è un lavoro cupo, diretto e essenziale sia a livello compositivo che di suoni. Un disco compatto e senza troppe sovrastrutture in cui i nostri lasciano da parte quasi completamente alcune soluzioni più elettroniche, scegliendo un approccio decisamente più rock, ma senza suonare passatisti e nostalgici. Sin dall’ottima doppietta iniziale Forgotten / Let The Dark Do The Rest si intuisce che la band ha virato su territori più classici, ma anche più sentiti, senza rinunciare ad alcune soluzioni melodiche che hanno contraddistinto sia la produzione più recente che dischi come Untouchables (di gran lunga il più sottovalutato della band).

rs-9042-20130116-korn-624x420-1358366536

Il risultato di questa sintesi sono nove brani per 33 minuti scarsi di durata e senza neanche una canzone sottotono, che pur non regalando particolari sorprese – ma parliamo di una band che sta in giro da trent’anni – non possono che essere accolti con particolare entusiasmo.

Ovviamente ci si potrebbe interrogare sulla reale necessità di un disco dei Korn nel 2022, essendo il fenomeno del nu metal morto, sepolto e decomposto, ma personalmente, oltre a trovare tali questioni davvero oziose, credo che i Korn andassero ben al di là di quel genere e che si siano meritatamente guadagnati un posto nella storia del rock.

Quindi bentornati Korn, e magari la prossima volta non aspettiamo tutto questo tempo (L’Azzeccagarbugli).

2 commenti

  • Premettendo che sono la mia band preferita a me non è piaciuto affatto. Per il resto mi trovo d’accordo sulla carriera salvando anche “see you on the other side”, questo sembra un album solista di JD con tutto quel risalto alla voce e la struttura radiofonica delle canzoni, a questo punto era meglio paradigm shift dove almeno si salvavano le prime 4 o il precedente

    "Mi piace"

  • Personalmente, fino a Path of Totality hanno composto figate stratosferiche a parte Untouchable che non l’ho trovato un granché. Poi dal 2005 li ho persi di vista.
    Essendo finito in quarantena e dovendo passare il tempo ho visto l’album completo su yt e ho provato ad ascoltarlo.
    É stato come ritrovare un amico dopo tanto tempo; le vostre vite si sono separate ma lui é ancora lì e trovi il suo modo di parlare, il suo modo di ragionare, il suo essere. In pratica il sound é quello, le canzoni reggono bene; ti viene una gran voglia di scappociare e alla fine c’è pure il gibberish. Promosso.
    A giugno se me ne farà qualcuna dal vivo non mi offendo.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...