Leonard Lake e Charles Ng, Operazione Miranda

Leonard Lake nasce il 29 ottobre del 1945 a San Francisco, in California. Nel 1951 i suoi genitori si separano e lui viene affidato alla nonna materna insieme al fratello e alla sorella. La sua non è un’infanzia normale: sua nonna è una persona stramba che gira spesso nuda per casa ed abitua i nipoti ad una grottesca promiscuità familiare.

Durante la prima adolescenza, Leonard sviluppa un morboso interesse per il sesso e la pornografia ed ha inoltre uno strano hobby: fotografare sua sorella nuda. Quando sua nonna lo scopre, incredibilmente lo incoraggia a continuare. Anche suo fratello minore, Donald, cresce con dei grossi squilibri mentali. Ha spesso degli spaventosi attacchi d’ira, soprattutto nei confronti della sorella. Leonard offre protezione alla congiunta in cambio di favori sessuali.

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Quando è in giro, il giovane Lake si diverte a catturare degli animali  per poi seviziarli, ucciderli e sciogliere le loro carcasse nell’acido. Insomma: pur non essendo ancora maggiorenne, Leonard è già un terrificante psicopatico. Negli Stati Uniti se sei uno sbarellato è facile che ad un certo punto della vita tu finisca nei Marines. È esattamente ciò che accade anche a Lake, che si arruola nel 1964. Dopo due anni di servizio, gli viene diagnosticato un disturbo schizoide della personalità e viene quindi trasferito nel reparto di psichiatria dell’ospedale militare di Camp Pendleton. Nel 1971 il Corpo dei Marines lo congeda per non meglio specificati “motivi di salute”.

Nel frattempo a San Francisco è scoppiata la moda hippie. Leonard, attratto dalla libertà sessuale di quella corrente, si trasferisce in una comune e si sposa nel 1975, ma viene lasciato poco dopo, perché sua moglie non gradisce il suo nuovo vizietto: girare film pornografici sadomaso con partner occasionali o prostitute. In quegli anni la comunità hippie californiana si incrocia spesso con santoni e sette di vario genere (Charles Manson e la sua Family sono forse l’esempio più rappresentativo in tal senso) e diventa il rifugio ideale di un impressionante numero di reietti, rifiuti umani e deviati mentali di ogni risma. Leonard, manco a dirlo, ce le ha tutte: per diverso tempo fa parte anche di uno strano culto che mischia paganesimo, riti orgiastici, sacrifici animali, apocalisse, negromanzia e droghe. All’interno di questo contesto disturbato, Lake dà libero sfogo a tutte le sue perversioni sessuali e conosce anche la sua seconda moglie, Claralyn Balazs (sposata con il rito della sua setta, il quale prevede, tra le altre cose, la presenza di un caprone tra i due coniugi durante la funzione), che è molto più accondiscendente rispetto alla prima consorte, al punto da comparire in diversi porno da lui girati, ma che ad un tratto  si stanca del temperamento violento di suo marito e decide di divorziare, pur continuando a mantenere con lui un rapporto di amicizia.

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La svolta per Leonard Lake avviene nel 1981, quando conosce, attraverso un annuncio su una rivista di survivalism, il giovane Charles Ng (all’anagrafe Charles Chi-tat Ng), un militare originario di Hong Kong, figlio di un ricco imprenditore cinese. Anche Charles ha avuto un’infanzia non proprio idilliaca: suo padre, un uomo severissimo, ha cercato di plasmarlo ed educarlo con la violenza, rendendolo vittima di ingenti abusi fisici e psicologici, per poi mandarlo all’estero, prima in Inghilterra e dopo negli Stati Uniti, nelle più prestigiose scuole internazionali. Charles, mentalmente provato dalla discutibile educazione ricevuta, diventa ben presto un cleptomane violento e si fa espellere da tutti gli istituti in cui viene spedito dalla sua famiglia. Nel 1979, grazie ad un reclutatore corrotto, Ng falsifica la propria nazionalità e si arruola nei Marines. Dopo anni di furti (anche di armi), indisciplina, carcere militare e processi, viene congedato con disonore nel 1984. A questo punto è libero da ogni distrazione e può fare coppia fissa con Lake, che vuole realizzare un progetto che ha in mente da tempo ed a cui ha dato anche un nome: Operazione Miranda.

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Anni prima Leonard legge un romanzo, Il Collezionista di John Fowles, in cui il personaggio principale rapisce la ragazza della quale è invaghito, Miranda,  e la segrega in cantina con l’intento di tenerla con sé per sempre. La donna muore dopo una massacrante detenzione. La storia piace a Lake al punto da fargli decidere di ripetere le gesta del protagonista del libro, ma con delle differenze sostanziali. Leonard crede fermamente nell’avvento imminente di un olocausto nucleare e per questo vuole costruire una sorta di bunker in cui nascondersi al momento opportuno, raccogliendo nel frattempo delle donne da rinchiudere nel rifugio ed utilizzare come schiave, sessuali e non, e nel contempo ripopolare il pianeta. Individua in Charles Ng un perfetto complice ed insieme a lui, dopo aver preso in affitto dai suoi ex suoceri un terreno nella campagna isolata della contea di Calaveras, costruisce il tanto agognato bunker, che ribattezza dungeon (un termine in uso nella cultura bdsm, che si può tradurre letteralmente con “prigione”). Da questo momento in poi comincia la follia vera e propria.

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I due scelgono la preda e la rapiscono per portarla nel loro antro, stuprarla, seviziarla in ogni modo possibile ed infine assassinarla (a volte volutamente, altre volte accidentalmente, a causa degli inenarrabili abusi subiti), per poi rimettersi alla ricerca di un’altra schiava, ricominciando tutto l’iter dall’inizio. Se la donna designata ha una famiglia, per Leonard e Charles non è un problema: sequestrano anche marito ed eventuali figli e li uccidono immediatamente. Subito dopo riservano alla malcapitata il trattamento già descritto. In alcuni casi, addirittura, i parenti della vittima non vengono ammazzati appena catturati, bensì immobilizzati e costretti a guardare la loro congiunta brutalmente torturata, in una spirale di sadismo e perversione oltre ogni limite umano.

Gli omicidi ad un certo punto diventano un vero e proprio modus vivendi dei due squilibrati: basta un contrasto con qualcuno o un semplice bisogno per spingere la coppia criminale ad eliminare fisicamente un essere umano. Finiranno ammazzati Donald, il fratello di Leonard, e Charles Gunnar, amico storico sempre di Lake, oltre ad ignari automobilisti (per rubare loro soldi, auto e documenti) ed anche parenti e conoscenti delle vittime che si erano avvicinati troppo al sadico duo durante le ricerche dei loro affetti scomparsi.

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La cleptomania di Charles Ng metterà fine a questa orgia infernale di sangue e morte. Il 2 giugno del 1985 gli operai di un cantiere chiamano la polizia per denunciare un furto: un uomo asiatico ha rubato dal loro magazzino una morsa da banco del valore di 75 dollari ed è scappato. Gli agenti, giunti sul posto, trovano Lake che cerca di chiudere la questione pagando l’oggetto rubato dal suo compare e gli chiedono i documenti. La patente dice che quell’uomo si chiama Robin Stapley ed ha 26 anni, ma le fattezze della persona ritratta nella foto sono completamente diverse da quelle del soggetto che le forze dell’ordine hanno di fronte, il quale, tra l’altro, in realtà ha quarant’anni portati male. C’è di più: Robin Stapley è originario di San Diego ed è scomparso da settimane. Non finisce qui: l’auto su cui viaggia Lake è intestata a Paul Cosner, anch’egli sparito misteriosamente da tempo. Come se tutto questo non fosse già abbastanza, la polizia trova all’interno del veicolo una pistola su cui è montato un silenziatore. Lake viene arrestato ed identificato in Centrale grazie alle impronte digitali. Poco prima dell’interrogatorio, Leonard chiede un bicchiere d’acqua all’agente di custodia. Non ha sete: gli serve per ingerire delle pillole di cianuro che ha con sé. Finisce in coma praticamente subito e dopo quattro giorni muore. Nella sua abitazione la polizia trova oggetti e documenti appartenenti a delle persone scomparse. Giorni dopo gli inquirenti riescono a scoprire anche il dungeon di Calaveras, all’interno del quale viene ritrovato un vero e proprio arsenale, oltre a strumenti di tortura e, soprattutto, registrazioni  video delle sevizie che il duo ha inflitto alle numerose vittime e svariati resti umani.

Charles Ng nel frattempo è fuggito in Canada. Sarà la sua cleptomania a metterlo nei guai ancora una volta: nel luglio del 1985 ferisce con un colpo di pistola una guardia giurata che tenta di bloccarlo mentre ruba una scatoletta di tonno. Viene condannato a quattro anni. Dopo un’estenuante battaglia legale, viene estradato nel 1991. Il processo viene osteggiato in tutti i modi dall’imputato tramite ricorsi, innumerevoli cambi di avvocato e cause legali contro lo Stato della California: comincerà ufficialmente nel 1998, ben sette anni dopo. Ng a quel punto sceglie di difendersi da solo. La sua strategia è scontata: dà tutte le colpe maggiori al defunto Lake, autodefinendosi un esecutore marginale condizionato e spaventato dalla personalità dominante e psicotica di Leonard. Le VHS ritrovate nel dungeon però parlano chiaro: nel febbraio del 1999 Charles Ng viene ritenuto colpevole di undici omicidi su dodici e condannato quindi alla pena capitale. Attualmente si trova nel braccio della morte del carcere di San Quintino.

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Con uno dei due serial killer sotto terra e l’altro in attesa di esecuzione, il caso sembra chiuso definitivamente. E invece no: i punti oscuri di questa vicenda sono molti.

La strana setta di cui faceva parte Lake è stata trattata solo marginalmente. C’è chi dice che i sacrifici compiuti dai membri del culto in questione non fossero solo animali, ma anche e soprattutto umani. Molti giornalisti investigativi che hanno approfondito il caso sostengono che Leonard avesse cominciato ad uccidere proprio quando era membro della sopracitata setta, protetta e coperta perché al suo interno vi erano personaggi importanti. Secondo questa versione, Lake, già mentalmente instabile, sarebbe stato plagiato in qualche modo durante il servizio militare e poi utilizzato per fare il lavoro sporco da una sorta di elite desiderosa di soddisfare le più ripugnanti perversioni senza correre troppi rischi. Sono delle ipotesi in un certo senso complottiste, certo, ma lo strano suicidio di Leonard, degno di un film di 007, fa comunque pensare. Leggendo gli atti del processo, si nota che gli omicidi accertati siano appunto dodici, ma si ipotizza che in realtà possano essere addirittura trentacinque: diverse ossa umane ritrovate nel bunker non appartenevano alle vittime accertate, ma a persone mai identificate.

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Come già detto, il terreno sul quale i due squinternati edificarono il dungeon era di proprietà della famiglia della seconda moglie di Leonard, Claralyn Balazs, detta Cricket. La donna compare in molti dei video ritrovati dalla polizia, sia da sola che insieme ad alcune delle ragazze/schiave poi uccise, nonostante in quel periodo non stesse più insieme a Lake da anni. Incredibilmente però le conseguenze per la Balazs furono leggerissime: scontò solo pochi mesi di carcere e poi scomparve per sempre da questa turpe storia. Alcuni addetti ai lavori hanno poi dichiarato che le VHS portate in tribunale fossero forse la metà di quelle effettivamente trovate nel dungeon: quelle in cui comparivano altri personaggi furono fatte sparire immediatamente e tra l’altro, dopo la condanna di Charles Ng, pure i video forniti al giudice come prove dei reati finirono distrutti. Sarà vero? Anche in questo caso è impossibile stabilirlo, ma lascia interdetti il trattamento blando riservato a Claralyn, soprattutto in un Paese come gli Stati Uniti, in cui finisci in galera, magari per mesi, addirittura per vagabondaggio o per guida in stato di ebbrezza.  Forse la mano leggera usata per la donna fu la contropartita da lei ottenuta in cambio di un parziale silenzio?

Anche questi dettagli, delle semplici congetture, non sono avallati da prove inconfutabili, ma è indiscutibile che la figura di Leonard Lake, nonostante fosse senza alcun dubbio la mente dell’Operazione Miranda, non sia stata sviscerata in sede processuale: molto probabilmente si sarebbe rivelata utile quantomeno per identificare diversi resti umani ritrovati nel dungeon e rimasti senza nome sino ai giorni nostri. La polizia inoltre non riuscì a stabilire l’identità di ben quindici donne che compaiono negli home video girati dai due psicopatici. L’impressione è che gli inquirenti abbiano volutamente fatto sparire totalmente dalla scena il principale colpevole dei misfatti dopo la sua assurda morte (anch’essa lascia molto dubbi), così come la sua ex moglie, concentrando le attenzioni solo ed esclusivamente su Charles Ng, per poi chiudere definitivamente il caso dopo la condanna, nonostante i punti da chiarire fossero ancora molti. Di chi sono i numerosi resti non appartenenti alle vittime filmate? Leonard e Charles hanno agito sempre da soli? Che ruolo aveva la ex di Lake? Esistono altri video? Le “attrici” mai identificate chi sono e che fine hanno fatto? Qualcuno, oltre ai due assassini maniaci e agli inquirenti, ha visionato quei filmati? C’è correlazione tra la setta di cui Lake era seguace e l’Operazione Miranda? Chi erano gli altri adepti del culto seguito da Leonard e cosa avveniva durante i rituali? Ci sono altre vittime oltre alle dodici acclarate e quelle mai identificate? Questi interrogativi non avranno mai risposta.

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Le teorie su questo caso non sono soltanto quelle summenzionate: in verità sono tantissime, alcune anche campate in aria ed a tratti persino risibili. C’è un unico particolare che trova riscontro nella realtà: diversi soggetti americani colpevoli di crimini molto simili a quelli di Ng e Lake (probabilmente in futuro ne parleremo) avevano, esattamente come loro due, un passato nelle forze armate. Alcuni collegano questo denominatore comune alla controversa figura di Michael Aquino, il colonnello dell’esercito americano fondatore del Tempio di Set, un culto iniziatico nato da una costola della Chiesa di Satana di Anton Lavey, al quale vengono affibbiati sequestri sostanzialmente identici, sia come modalità che come finalità, a quelli dei due protagonisti della nostra vicenda, spesso per giunta ai danni di minori e con la presunta collaborazione di personaggi noti ed influenti, soprattutto del mondo dello spettacolo statunitense. Ma questa è davvero un’altra storia. Anzi: diverse altre storie. (Il Messicano)

4 commenti

  • La faccenda degli psicopatici che finiscono nell’ esercito USA è piuttosto ricorrente. Ci sono parecchie storie al riguardo. Spiace constatare che quella società è completamente marcia dal di dentro, nonostante siamo tutti culturalmente influenzati da loro, forse sarebbe opportuno riconsiderare tutto il sistema.

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  • Conoscevo già la loro storia, anche se non ricordo dove ne ho sentito parlare, ma come hai fatto notare, ci sono particolari coincidenze con altre storie simili. Ora mi viene in mente quella del figlio di Sam, di cui c’è un bel documentario su Netflix. Anche li hanno trovato un colpevole, che però non corrispondeva a molte delle testimonianze di alcuni omicidi, e che aveva fatto il Marines per alcuni anni e frequentato una strana setta chiamata i bambini. Sarà complottismo ma cmq sono punti oscuri che fanno riflettere.

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  • Il Messicano scatenato.

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  • Le similitudini con il caso di Marc Dutroux sono impressionanti.

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