Il racket delle edizioni limitate black metal

È ben vero che la gente normale non sa cosa si perde a non essere metallari, però è anche vero che ci sono dei metallari che adorano comportarsi come dei mentecatti o agire come degli svantaggiati. Il perché non lo so e non riesco ad immaginarmelo, ma, per darvi un’idea, vale la pena raccontare una storiella.

Scenario: un forum frequentato prevalentemente da blacksters.

Tempo: pochi giorni fa.

Allora, dovete sapere che tra i personaggi più odiati nel mondo black metal al giorno d’oggi ci sono i flippers.  Chi sono costoro? Sono quei tipi che, basandosi sulle mode del momento e quindi sull’interesse che generano i dischi che rientrano in queste mode, comprano più copie di edizioni limitate per poi rivenderle, qualche tempo dopo, a prezzi idioti su Discogs o Ebay o altri siti similari per collezionisti o simil-tali. Questi tizi si iscrivono alle newsletter di etichette che usano produrre vinili in pochissime copie, e, appena gli arriva la notizia del disco in uscita (il che solitamente avviene a notte fonda, sa il cazzo perché), mandano sold-out il pezzo in cinque minuti e poi cominciano a lucrare sulla rivendita di questi dischi, che già alla fonte sono tutto tranne che economici ma questi stronzi moltiplicano il prezzo per 5, 6, anche 10 volte fino a raggiungere e superare il migliaio di euro a pezzo. E trovano pure i fessi che glieli comprano, roba da pazzi.

Certo, una delle prime cause di questa malabitudine sono label tipo Goatowarex e similari, che pubblicano dischi di gente anche famosa in edizione limitata a 66, 88, 100 copie in vinile colorato da combinazioni improbabili, ci mettono l’immancabile OBI strip (fastidiosissima… ma a che diamine serve, poi? Io ho qualche pezzo con ’sto arnese sul lato sinistro del disco e lo tolgo sempre mettendolo all’interno della copertina) con i caratteri in giapponese o cinese, qualche altra vaccata di gadget inutile e, godendo anche della loro fama, piazzano dischi praticamente inesistenti sul mercato del collezionismo fine a sé stesso a gente cui non frega assolutamente nulla della musica contenuta sul disco, ma a cui basta possedere il pezzo perché prima o poi varrà chissà quanti soldi, roba da diventarci ricchi. O almeno questo è quello che sperano.

Orbene, ora ci vuole un esempio e questo mi sembra il più appropriato, nonché recente. Però è bene che sappiate che di situazioni del genere ce ne sono a decine ogni anno, perché di label che producono kvlt-elite-black-metal ce ne sono almeno una decina. Non so se siete al corrente dell’esistenza di un progetto pagan/NS/black metal tedesco di nome Der Tod und Die Landsknechte. Ci suona dentro Wolf aka Roland Mobus, il fratello del tipo degli Absurd che qualche casino in vita sua l’ha combinato e si è anche sparato un po’ di gattabuia. Musicalmente non sono malaccio, niente di mai sentito ma la loro figura la fanno, suonano pagan/epic black abbastanza scarno con dei riff interessanti; roba tipo Heldentum, Wolfsburg, ultimi Moonblood, cose di questo tipo. Hanno già fatto un EP l’anno scorso che si trovava senza casini in CD su Bandcamp prima che i modaioli (hipster) di cui sopra si accorgessero che questa band è potenzialmente molto kvlt e prima che tutti quanti si mettessero a cercare la versione in vinile, sai mai che si potesse poi rivenderlo a 500 euro su discogs (per carità, lì è già blocked for sale da secoli, ma qualche posto dove rivenderlo lo avranno trovato di sicuro).

Adesso è appena uscito un secondo EP per Blasphemous Terror Records, e questi  tipi non è che ne abbiano stampati pochi: 444 normali e 105 in edizione speciale. Occhio che, per un vinile che si suppone underground, 550 copie circa sono un cifrone. Apriti cielo, il disco è comunque andato sold-out in men che non si dica e avreste dovuto vedere i messaggi stridenti tipo checca isterica sul tono “Oh-dio-non-riesco-a-trovare-il-vinile, sono-rimasto-senza-vinile, non-posso-vivere-senza-questo-vinile, vi-prego-aiutatemi-a-trovare -il-vinile”, robe così.

Io, nella mia stratificata superficiale ignoranza ed ingenuità, mi sono limitato a chiedere perché diamine se non riuscite a trovare il vinile non vi comprate il cd che si trova facilmente, costa meno e ha pure le spese di spedizione molto più basse. La musica che c’è sopra è ben la stessa, no? Giammai, esiste solo il vinile, il CD è roba da vecchi (da vecchi? Ma veramente o è uno scherzo?), solo i wimps si comprano i CD oramai, anzi praticamente oramai nessuno ha più in casa un lettore cd a meno che tu non sia un antidiluviano buono solo per schiantare di coronavirus vista la tua vetustà.

E così mi trovo a riflettere: il vinile era dato per morto e stramorto, ed ora è di gran moda. Anzi, è LA moda. Bello che sia ritornato in auge, ma, di lì a farne una malattia, di acqua sotto i ponti ne passa parecchia; anche perché i CD esistono ancora e stanno bene, coprono molto di più il panorama del black (ma di qualunque altra musica, se solo pensiamo a tutti i rivoli nei quali lo stesso heavy metal è diviso) perché non tutte le etichette si possono permettere spese importanti come stampare un’edizione in vinile per limitata che sia. Se il titolo che pubblichi non è parte dell’hype del momento (oggi è il NS black metal, ma tra due/tre anni chi lo sa?) il rischio di trovartelo in parte o del tutto invenduto è concreto, e finisce che la tua label ci lascia le penne. Inoltre stanno tornando alla grande anche le cassette, anche perché se le comperi su Bandcamp hai anche la versione in digitale e questa è una bella comodità. Allora perché menarsela così tanto se non si riesce a trovare una versione in vinile piuttosto che un’altra o in difetto della qualunque comprare un supporto diverso? Ma non è la musica che conta?

Cioè, è bello che la gente dopo anni piuttosto bui torni a comprarsi il disco reale e non soltanto i file digitali, rigirarsi tra le mani un pezzo che ti è appena arrivato per posta per me continua ad essere emozionante, ma se il supporto che la contiene diventa più importante della musica in sé, che senso ha? È oltre il feticismo, ed anche oltre il buon senso.

Poi gli dici in faccia la verità (cioè che questa ricerca isterica per il vinile è solo per ingrossare le fila dei flippers impestati che vi ho presentato poco fa, e di conseguenza cercare di far fessi quelli che non hanno fatto a tempo a prendere l’obbligatorio, imprescindibile vinile rivendendolo a peso d’oro) e questi s’incazzano pure, e vai di insulti. Ma si può?

Anche questi sono i metallari nell’anno del signore 2020, e mi chiedo… ma non è che siamo messi male pure noi? (Griffar)

16 commenti

  • https://radar.discogs.com/?utm_source=advertising&utm_medium=house&utm_campaign=Limited_Edition_Radar_2020

    Pare che il fenomeno sia molto più esteso di quel che si pensi. Personalmente non me ne frega un cazzo dei vinili. Ce ne ho qualcuno, anche di grande valore ma chissene fotte. Il mio formato è il cd, per ovvie ragioni anagrafiche. Mi piace andarmi a scovare anche delle rarità (un po’ di tempo fa ho preso Embalmed existence dei Resurrection, prima della ristampa attuale con annesse bestemmie postume; nonché Prophecies of a dying world dei Revenant, sempre su cd) ma non spenderei mai cifre esorbitanti solo per feticizzare un prodotto.
    Se ne deduce che sono uno..? Com’è che si dice? Ah, wimp. Ne prendo atto.

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  • Che Dio benedica Spotify. Da quando esiste ascolto molta più musica e fa anche bene all’underground visto che non c’è + bisogno di produrla fisicamente.

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  • E’ così in qualsiasi ambito del collezionismo, non solo musicale certamente. Del resto, finchè troveranno dei coglioni pronti a pagare qualsiasi cifra per roba nella maggior parte dei casi insulsa, fanno anche bene a piantarglielo nel culo.

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  • la cosa non mi risulta nuova, ricordo che quando ero più ggiovane, c’era la gara a chi aveva la prima edizione, perchè se non avevi quella non eri trve. Ora vedo che la cosa si è espansa al formato. Una volta rosicavo un pochettino, poichè essendo studente i fondi erano limitati, ed a parte qualche pescata di culo a pochi euro in qualche distro, ora che un filo di disponibilità ci sarebbe pure, non me ne frega un cazzo…se il disco mi piace, lo compro in cd…

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  • Una volta avevo la discografia dei Celtic Frost, degli Slayer e poco altro, andato tutto perso o rotto durante i seimila traslochi fatti. Il resto tutto in cassette registrate con i piedi. Immagino che i vinili dei Celtic qualcosa avrebbero potuto valere.

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  • io al netto della moda mi son sempre chiesto se ci fosse un senso tecnico/qualitativo a pubblicare in vinile musica concepita digitalmente e registrata altrettanto.

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  • *sarebbero potuti* no *avrebbero potuto* ! Capra, capra,capra !

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  • Vinili preistoria, e meno male. E il cd pure. Io totalmente dematerializzato.

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  • Metallaro scettico

    Alla mia epoca (oltre 20 anni fa mannaggiallamadonna) la scena neofolk eccelleva nel tirar fuori il massimo profitto da ogni scatarrata artistica. Musicalmente aveva già dato molto o quasi tutto. Ora scopro che l’NSBM è l’hype del momento e che il suddetto comportamento si ripete. La mamma dei cretini è sempre incinta.

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  • Siamo sicuri che non siano i gruppi stessi a rivenderseli? Io personalmente compro sia cd che vinili ma non spenderei mai cifre folli per delle edizioni limitate. Comunque per me l’unico motivo per prendere i vinili è che hanno un suono più dinamico, purtroppo le versioni in cd sono compresse in maniera esagerata

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  • Come mai su Discogs la vendita è bloccata? Se è per questioni di speculazione non sono certo l’unico caso.

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    • Non è solo per i soldi, è che propongono nei testi tematiche piuttosto estreme. Una volta sarebbe importato a pochi/nessuno, oggi le cose sono cambiate. Fatto sta che oggi un disco come questo su discogs non te lo puoi comprare, così se davvero lo desideri te lo paghi millemila volte più caro altrove. Boh, io ‘ste cose non le capisco.

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  • Andrew Old and Wise

    Corsi e ricorsi. Dopo tanti anni che ne ero sprovvisto mi hanno regalato un giradischi, ma, ops, i vinili costano molto più dei cd. Ero rimasto fermo al contrario. Per fortuna ho una buona collezione. Cmq il vinile suona meglio solo se hai un ottimo impianto e, probabilmente, se la registrazione è analogica, almeno credo. Certo è che non ci sarebbero gli speculatori se non ci fossero i fessi.

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