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Avere 20 anni: THE SMASHING PUMPKINS – Adore

28 giugno 2018

Io gli Smashing Pumpkins non me li sono mai goduti in diretta. Machina uscì nel 2000, avevo 13 anni. Ricordo il video di The everlasting gaze, quella insopportabile voce a citofono, l’ennesima bassista fregna. I dischi della pseudo-reunion non credo nessuno li abbia mai ascoltati, a parte gli americani e chi si trova a doverli recensire per dovere di cronaca. Però Mellon Collie lo divoravamo tutti. Era da quel disco che si partiva e poi si andava irrimediabilmente a ritroso. Io avevo questa fascinazione per Rotten Apples in realtà, il best of che come secondo disco aveva tutta una serie di rarità e b-side, alcune delle quali meravigliose (almeno questo era il mio giudizio quando avevo 15 anni). È assurdo a ripensarci, ma Mellon Collie lo ascoltavamo tutti. Piaceva a tutti. Cosa pazzesca se analizzi il disco, un mattone grosso, doppio, insensato, che sparava da tutte le parti senza continuità. Suonato da un’accozzaglia di gente che andava dalla bassista fregna a un giapponese coi capelli lunghi e quel pelato con la voce di merda che se fosse cresciuto in una qualsiasi scuola al Sud sarebbe durato venti minuti prima di suicidarsi o diventare un secchione di merda con la laurea in Economia Aziendale, 110 e lode, bacio accademico, impiegato in banca, pantaloni ascellari, sfigato che non vede la fregna neanche a pagarla. E però il disco per qualche assurdo motivo funziona e lui si scopava Courtney Love. Io avevo un amico di Cosenza che si diplomò al liceo classico col massimo dei voti, il sindaco gli diede pure un premio, entrò all’università con una borsa di studio, poi è finito in galera per tentata rapina a un Ufficio Postale. La Calabria è fatta così.

Adore non mi interessava minimamente perché il singolo non mi piaceva e non ci suonava il batterista, Jimmy Chamberlin, un musicista mostruoso, tra i miei preferiti in assoluto, uscito dal gruppo a causa dell’eroina (stima per lui).

Poi (il nome è inventato, la chiamerò:) Martina lo ha comprato e me lo ha prestato. Avrei dovuto masterizzarlo e ridarglielo, roba di un pomeriggio, sono passati anni, non glielo ridarò mai. Io e Martina abitavamo a uno sputo di distanza, eppure ci conoscemmo in Irlanda, per un viaggio studi. Era opportuno che imparassimo l’inglese, imparammo a fumare. Mi piaceva una sua amica e Martina organizzò per farci fidanzare. Mi diceva cosa dirle, come comportarmi, che fiori regalarle.

La prima cosa che ricordo di Adore è il libretto. Lo avevo già spizzato quando me lo prestò, e non vedevo l’ora di tornare a casa. C’è questa foto della bassista fregna, in bianco e nero, che le si vedono le tettine con tanto di capezzoli. Torno a casa e mi ci faccio un bel pippone.

ci si accontentava con poco

La seconda cosa è che il disco mi piacque molto. Rispetto a Mellon Collie lo spettro si riduce tantissimo, e restano la malinconia, le atmosfere cupe, in aggiunta un po’ di elettronichina. I testi in bocca a chiunque altro sarebbero stati l’apoteosi dell’imbarazzante eppure lo sfigato riesce a dargli una credibilità e una irrespirabilità notevoli. Una volta, un sabato sera, lo ascoltavamo in macchina. Lo avevo portato con me perché dovevo ridarlo a Martina, che mi rompeva veramente il cazzo che glielo dovevo ridare, erano passati mesi. Guidava un nostro amico più grande, noi eravamo tutti minorenni, lui si scopava una nostra compagna di classe. Faceva un freddo cane, un freddo definitivo, il vento gelido incanalato dagli Appennini innevati.  Quindi lui guidava e lato passeggero c’era la fidanzata, Serena. Dietro io e Alessandro. Il tizio parcheggia vicino al pub, spegne la macchina e il parabrezza posteriore esplode verso l’esterno frantumandosi in un miliardo di pezzettini senza alcun motivo apparente. Non dimenticherò mai la reazione del tizio. Il vetro esplode verso l’esterno, io e Alessandro ci giriamo basiti indietro, ci rigiriamo in avanti, lui si volta, guarda i risultati dell’inspiegabile esplosione, e si limita a un semplice e rassegnato ‘Ma porca Mado**a’. Raffinatezza, disinvoltura, capacità di sintesi, accettazione arrendevole della dura realtà come presupposto per la sopravvivenza . Riaccende la macchina e dice che va riportata a casa da suo padre. Quindi insomma a Martina il cd non glielo diedi indietro.

Fatto sta che passano gli anni, finisce il liceo e qualcuno va all’Università. Chi a Roma, chi a L’Aquila, chi su a nord. Adore diventa la scusa per scambiare due chiacchiere con Martina, quando ci incontriamo casualmente al paese nei fine settimana in cui torniamo a casa. La prossima volta ci organizziamo e te lo ridò. Non che ce ne fregasse più un cazzo a nessuno dei due, ma era così, pour parler, per allungare ancora un po’ un’amicizia che pochi mesi prima era tanto importante, te lo ricordi quando la salvia divinorum era legale? La compravamo in erboristeria, che cazzo. Ce ne andavamo tra i campi e la fumavamo. C’erano queste storie che a volte ti prendeva a male e la gente si buttava dai balconi, quindi le regole erano che si fumava uno alla volta e che ce ne andavamo nel nulla, così al massimo sfrociavi contro un albero mentre correvi. Una volta Martina cominciò a ballare strana, praticamente immaginò di stare in un camino a ballare coi puffi. Io ricordo con precisione quando mi ritrovai tagliato a fettine verticali, e andavo indietro nel tempo per trovare i pezzi e ricompormi. Michele una volta invece immaginò di prendere fuoco, si spogliò nudo e tentò di pisciarsi addosso. Poi ha fatto il terremoto a L’Aquila, una trave di cemento si è staccata dal soffitto e ha preso Martina in piena faccia, spappolandogliela; era a letto. È morta sul colpo, a 22 anni.

15 commenti leave one →
  1. Mezman permalink
    28 giugno 2018 11:53

    Masticatore, sei una di quelle persone che tutti, tutti, dovrebbero avere vicino

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  2. Arkady permalink
    28 giugno 2018 11:55

    CAZZO

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  3. Cure_Eclipse permalink
    28 giugno 2018 12:33

    La recensione più adatta che abbia mai letto per questo disco

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  4. andrea-metal permalink
    28 giugno 2018 12:59

    Lo riascoltero con piacere, grazie

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  5. 28 giugno 2018 14:41

    Come la voce di merda di Billy Corgan, inspiegabilmente, funziona su Mellon Collie, nello stesso modo funziona un epitaffio scritto dal Masticatore.
    Quando stirerò le zampe ritieniti prenotato

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  6. Cattivone permalink
    28 giugno 2018 18:03

    La reazione che ho avuto leggendolo è la stessa che ha avuto il tuo amico quando gli si è spaccato il vetro della macchina più o meno.

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  7. 28 giugno 2018 19:58

    uomo fortunato…io ne avevo quaranta, quando l’ho comprato…ed era appena editato…

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  8. 28 giugno 2018 19:59

    parlo di machina, naturalmente….

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  9. 28 giugno 2018 20:03

    e mi dispiace tanto per Martina. Fra l’altro , nome di una delle mie figlie

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  10. giananb permalink
    1 luglio 2018 17:26

    Per aggiungere un’ulteriore nota di grottesco alla recensione, sapevate che Corgan ora è il presidente della NWA, tipo la Federazione americana di wrestling? Sapevatelo.

    Comunque i Pumpkins degli anni 90 erano spaventosi, scrivere un capolavoro dietro l’altro così è più unico che raro.
    Post reunion anche Oceania è un ottimo disco, ma non se l’è filato nessuno.

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    • 1 luglio 2018 17:37

      sapevo, anche se in realtà la NWA in quanto tale in pratica non esiste più dagli anni ottanta. pare che corgan voglia risollevarla, ma nel mercato attuale sinceramente non vedo sbocchi a meno che non si inventi qualcosa di veramente clamoroso.

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  11. giananb permalink
    1 luglio 2018 17:29

    Il nuovo singolo non è male, però cristo se lui è brutto come la morte
    Più che vedere le sue reazioni ai freaks del video, avrei voluto vedere le reazioni dei frreaks a lui

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  12. sergente kabukiman permalink
    3 luglio 2018 15:24

    FINALMENTE.

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