MURDERDOLLS – Women & Children Last (Roadrunner)

Le bambole assassine sono tornate, ancora più assetate di sangue di prima…
Correva l’anno 1998 quando Wednesday 13 diede vita alla creatura Murderdolls insieme al roboante Joey Jordison. Un’accoppiata senza dubbio vincente in partenza, visto che dalla mente dei due scaturì un disco (“Beyond the Valley of the Murderdolls”, 2002), che si rivelò un vero e proprio masterpiece per gli amanti dell’horror punk metal più truculento. Ed era infatti con grande ansia che aspettavo il ritorno sulle scene del combo americano e devo ammettere che il seguito di “Valley” spacca veramente il culo.
Il trademark “Wednesday 13” si riconosce da subito ma il tutto è condito, questa volta, da una potenza e rabbia sonora da far rabbrividire e allo stesso tempo muovere l’anima. I riff di chitarra che macina Joey Jordison trasudano potenza e sangue come non mai nei dischi di Mr. Poole, e le note sono taglienti come lame affilate.

Dopo un’intro abbastanza inutile si parte in quarta con l’ottima accoppiata “Chapel Of Blood”/“Bored ‘Til Death” dove malvagità e potenza la fanno da padrona. “Drug Me To Hell” è semplicemente fantastica, con il suo sapore vagamente sleazy, e “Nowhere” si dimostra vero esempio di come il punk metal deve essere suonato. Si arriva cosi a “Summertime Suicide”, primo vero pezzo “spensierato” del platter, in vecchio stile Murderdolls, che sicuramente diventerà una hit in sede live. Anche la successiva “Death Valley Superstars” si fa apprezzare per rabbia e decisione metallica, come la seguente “My Dark Place Alone”, dove il riff principale di scuola Slipknot si incastra a perfezione con la voce di Wednesday. Altro pezzo memorabile è la seguente “Blood Stained Valentine”, dove horror, punk, metal e glam sembrano essersi dati appuntamento per ricordarci che Mr. Poole è ancora una volta il leader indiscusso di questo genere musicale. “Rock n Roll Is All I Got” ritorna sulle coordinate dei primi Murderdolls. Ancora una volta un grandissimo pezzo a metà strada tra il metal ed il punk più scanzonato, ma carnivoro e feroce come sempre.

Il disco si chiude col botto con “Hello, Goodbye, Die”, altro inno spaccaossa con un refrain irresistibile e che ci fa ben sperare per un futuro disco dei Murderdolls in tempi più brevi. Perché otto anni sono stati veramente tanti per aspettare un nuovo platter abrasivo, veloce ed assassino come questo “Women And Children Last”. (Luca “Acey” Arioli)

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