Absolut puttanate: mp3 che sballano, la polizia non può sparare

Siccome quando si tratta di puttanate gli americani non si fanno mai mancare niente, da qualche tempo si parla sul web (io l’ho saputo da Metal Sucks) di questo fantasmagorico I-doser, un sito internet che vende mp3 in grado, pare, di causare effetti analoghi a quelli delle droghe. In pratica si tratta di drone registrati col sistema binaurale (eppure quel disco dei Pearl Jam non mi era sembrato così sconvolgente), nulla che Matteo Cortesi non ascolti tutti i giorni in cuffia quando porta il cane a spasso sotto i portici di Via Indipendenza. Oltreoceano, però, il fenomeno avrebbe raggiunto proporzioni tali (youtube pullula di filmati che testimonierebbero le terrificanti conseguenze dell’esposizione a questi malefici suoni) da attrarre – me cojoni! – addirittura l’attenzione delle forze di polizia. Nei dettagli, l’Oklahoma Bureau of Narcotics and Dangerous Drugs ha manifestato il timore che i ragazzini possano passare dal succedaneo sonoro (i brani disponibili sul sito simulerebbero ciascuno gli effetti di una droga diversa, c’è il pezzo da sballo di coca, quello da sballo di fumo e così via) all’originale, in una riedizione digitale del vecchio tormentone secondo cui se ti fai le canne poi passi alle pere.

In una scuola di Mustang, Kansas, gli insegnanti sono invece arrivati al punto di sequestrare gli iPod agli alunni per evitare che indulgano nell’insana abitudine che i media a stelle e strisce hanno battezzato i-dosing. Ora, pure a voler prendere sul serio la cosa, che è un’ottima candidata al podio di stronzata dell’anno, il quadro che ne esce fuori è piuttosto deprimente. I-doser spaccia (ops) infatti i suoi “prodotti” come “alternativa legale” alle droghe tradizionali. Punto primo: se io potessi ottenere le stesse allucinazioni ascoltando la registrazione di una lavatrice a pieno carico piuttosto che leccando un francobollo di Lsd, la sostanza non cambierebbe, perché se mentre sto guidando vedo comunque Mosè che separa le acque del Mar Rosso invece della strada il botto lo faccio uguale. Punto secondo: a prescindere da quella che possa essere la mia opinione sugli stupefacenti, il pischello che si fa il trombone in piazza con gli amici attraversa comunque un rito di passaggio, per quanto stupido, interagisce, ride, magari riesce pure a trovare il coraggio di baciare la ragazzetta. Stare soli sul proprio letto con dei drone in cuffia nel tentativo di spaccarsi, beh, è davvero da coglionazzi sfigati.

E, ad ogni modo, se l’i-dosing simulerebbe gli effetti delle droghe, non possiamo tacere che ben dieci anni prima, nel nostro paese, c’era chi già aveva elaborato suoni in grado, teoricamente, di far dare di matto alla gente.

E’ sempre la stessa storia: noi italiani inventiamo le cose e poi quei maledetti yankee ce le copiano e ci fanno i soldi. (Ciccio Russo)

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