Tag Archives: Thrash metal

ANNIHILATOR – For The Demented

Associazioni umanitarie finanziate dalla storica Roadrunner vigilano lungo coste del Maine e di Washington – al nord degli Stati Uniti – per accogliere i gommoni in arrivo dal Canada pieni di musicisti buttati fuori da Jeff Waters. E’ difficile sostenere il suo ritmo, dato che For The Demented ci consegna una line-up rivoluzionata per due quarti, dopo che nel passaggio fra Feast e Suicide

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Frühstück ist fertig: i figli di Pasquale Ametrano e il nuovo disco dei Tankard

Non so se vi è mai capitato di avere contatti con italiani di seconda o terza generazione nati all’estero. Se avete, che so, un prozio trasferitosi a Dusseldorf o a Broccolino nel ’49 e ne andate ogni tanto a trovare i discendenti, ‘ste faccende le conoscerete meglio di me. Per quel poco che mi è parso di capire, il discorso,

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ARTHEMIS – Blood-Fury-Domination

Erano almeno una decina d’anni che non ascoltavo qualcosa di nuovo degli Arthemis. Mi ero fermato a Back From The Heat, album che pure mi era piaciucchiato ma un po’ meno dei due precedenti, The Damned Ship e Golden Dawn, di inizio anni duemila. Per la verità non c’è una motivazione sostanziale al fatto che ad un certo momento abbia smesso di seguirli, anche perché proponevano un power metal

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WARBRINGER – Woe to the Vanquished

I vecchi nostalgici incarogniti del primo death svedese o, che so, di doom possono contare, per sollazzarsi, su almeno due generazioni di gruppi cloni filologicamente perfetti, alcuni dei quali pure notevoli. Il metallo battente alla vecchia, per qualche complessa e insondabile ragione, non è più stato riprodotto in maniera fedele dopo il grande riflusso degli anni ’90. Nel decennio successivo, lasciando

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OVERKILL – The Grinding Wheel

Avevo sperato almeno in qualcosa di meglio di White Devil Armory ma siamo più o meno sugli stessi, comunque non disprezzabili, livelli. Dopo due botte mostruose come Ironbound e The Electric Age, probabilmente le cose migliori incise dai newyorchesi dai tempi di W.F.O., se non di Horrorscope, era lecito. Gli ultimi anni ci hanno regalato un’inattesa trafila di disconi incisi da ultracinquantenni

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