Tag Archives: dischi di merda

YNGWIE MALMSTEEN – Blue Lightning

Nel lontano 1996 l’allora pingue Malmsteen pubblicò un album dal titolo Inspiration, molto gradevole, in cui riproponeva classici di altre formazioni, soprattutto Deep Purple ma anche Scorpions, Hendrix, Rainbow, Kansas, Rush e U.K., con dietro il mixer il vecchio Chris Tsangarides (anche se poi, come in ogni album di Yngwie, dai crediti sul cd alla produzione risulta pure lui, anche

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Un’altra amara sconfitta per il carro di buoi: AMARANTHE – Helix

Mentre ascoltavo l’ultimo capolavoro degli Amaranthe mi è venuta in mente la lettera che un marinaio ligure del ‘500 scrisse a suo fratello dopo essere stato catturato e reso schiavo dai pirati ottomani ed essere stato rinchiuso nelle galere (bagni) di Algeri: Carissimo fratello, la presente facio per avvisare come sono pervenuto al re de Argero e sono nel bagno

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Nuclearblastati: AMORPHIS – Queen of Time

“Non mi sentirete mai pronunciare una stroncatura nei confronti degli Amorphis.” Prima lezione da apprendere, cari amici: non pronunciate mai, dico MAI, affermazioni definitive tipo questa, perché poi ci fate una pessima figura quando siete costretti a contraddirvi. Però c’è da dire pure che sono quasi dieci anni che gli Amorphis mi vendono questa merda e sono dieci anni che

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Probabilmente il disco (di merda) dell’anno: BARREN EARTH – A Complex of Cages

C’era una volta una band che spaccava i culi a tutti. Era una specie di “supergruppo”, vista la nobile provenienza dei suoi membri, e, per una volta tanto, una definizione del genere non ti scatenava fastidiosi pruriti omicidi e/o violenza incontrollata nei confronti di questa o quella minoranza a caso per scaricare i nervi. Tra i suoi membri fondatori spiccavano

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Un mezzo crimine: DANZIG – Skeletons

Le cover sono una grande e gloriosa tradizione del rock and roll. Esistono fin dai primordi del genere ed è anche tramite esse che il genere ha saputo creare una sorta di memoria e continuità interna lì dove di storia ce n’è comunque ben poca (parliamo sempre di una cosa che ha circa 60 anni). A prescindere da quello che fosse l’effettivo

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