Avere vent’anni: DEW-SCENTED – Impact
Negli anni dell’esplosione del death/thrash di marca svedese, i Dew-Scented, da buoni crucchi, suonavano più grezzi e quadrati. Per il resto, è il solito trionfo del tupatupa.
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Negli anni dell’esplosione del death/thrash di marca svedese, i Dew-Scented, da buoni crucchi, suonavano più grezzi e quadrati. Per il resto, è il solito trionfo del tupatupa.
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Dopo un esordio all’insegna della NWOBHM e del canone maideniano, il secondo album dei tedeschi strizza l’occhio al gothic rock. Per Belardi, sono il prossimo gruppo da tenere d’occhio.
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Autori negli anni ’80 di due piccoli classici del thrash tedesco, i bavaresi si sono riformati nel 2002 e da allora non ne hanno più azzeccata una.
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Il mostro si vede di continuo, poca tensione e troppi jumpscare, abuso di CGI. Nulla più di un filmetto passabile per ingannare il tempo in attesa del Nosferatu di Eggers.
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Sperimentazione, cattiveria, melodia, atmosfera, personalità. Nel ritorno di questa cult band della scena proto-death americana c’è tutto. Ma la voce, come dire, non è per tutti i gusti. Miao!
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