Volevamo essere i Blood Incantation: HAXPROCESS – Beyond What Eyes Can See
Dopo un esordio notevole, al secondo disco questo giovane gruppo death americano finisce per assomigliare un po’ troppo alla band di Denver.
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Dopo un esordio notevole, al secondo disco questo giovane gruppo death americano finisce per assomigliare un po’ troppo alla band di Denver.
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Il solido ritorno degli Heaven Shall Burn, il death misto a post-punk dei Floating, quello influenzato dai Meshuggah dei Thorn e due band italo-finlandesi a tema preistorico, Clactonian e Sunken Monolith.
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All’epoca non parlammo di questo album della band di Atlanta. Ma da lì bisogna partire per provare a tirare le somme e domandarsi cosa rimanga dopo l’uscita del loro membro più carismatico.
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Metalcore con influenze stoner, death metal e persino doom. Al quarto album la band inglese smette di evolversi e un po’ spiace. Però le canzoni ci sono eccome.
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Uno degli ultimi colpi di coda del death metal tradizionale prima del grande riflusso. Un classico da riscoprire da un gruppo che non si sarebbe mai più riavvicinato a questi livelli.
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