Avere vent’anni: XASTHUR – Nocturnal Poisoning

Personaggio strano, Scott aka Malefic, l’uomo da solo al comando di Xasthur, band che è entrata volente o nolente nella storia del black metal. Mi ricordo di quando scriveva sul forum della FullMoon, mai una parola fuori posto e soprattutto mai nessun proclama tipo “andiamo a far saltare per aria il mondo” o baggianate del genere… Di solito pubblicava concetti tipici di un uomo maturo e riflessivo, che dava un peso concreto alle sue parole e le dispensava in modo moderato, per così dire. Solo successivamente avrebbe estremizzato la sua amarezza, prima di sparire del tutto intorno al 2010 o giù di lì. So di un suo progetto ambient, denominato proprio Nocturnal Poisoning (a ribadire quanto sia legato a questo disco), del quale non ho mai ascoltato nulla ma, per quanto ne so, Malefic con il black metal ha chiuso per sempre con Portal of Sorrow, del 2010. Da allora non ho mai più ascoltato nulla di suo.

Prima di Nocturnal Poisoning, almeno qui in Italia, gli Xasthur li conosceva nessuno. Posso provarlo: contattai Malefic io stesso per comprare i suoi album precedenti. Mi rispose “ok, mandami tot per Paypal e mandami il tuo indirizzo, spedisco anche domani, grazie per il supporto”. Parliamo di cd o cd-r che adesso valgono soldoni nel mercato dell’usato, tipo gli split con Orosius e Acid Enema o la prima versione di A Gate through Bloodstained Mirrors, all’epoca ancora considerato una demo (uscito in cd-r tra l’altro e non in cassetta) ma di fatto il vero disco di debutto, dati i 72 minuti di durata. Arrivò tutto in tempi quasi da record, l’hype mondiale non era ancora dilagato. Forse si chiese pure come mai un pinco-palla qualunque gli scrivesse da tanto lontano per comprargli dei dischi che fino a cinque minuti prima non riusciva a vendere se non con una considerevole difficoltà. Ricordo anche che ne parlammo su un forum defunto da un pezzo, prima Riccardo (si faceva chiamare Ossario, il merito è tutto suo) e poi io. Altri provarono a comprare i dischi vecchi ma erano già sold out. Potenza di internet, fu proprio in questo periodo che vent’anni fa il mondo cominciò a cambiare.

xasthur_nocturnal_poisoning

Scott è stato uno dei personaggi più criticati di tutti i tempi nel giro del black metal. Specialmente a casa sua (gli Stati Uniti) non gli hanno mai perdonato non so bene che cosa: forse l’essere una specie di icona del depressive black metal nei suoi dischi e contemporaneamente essere fin troppo gentile nei confronti dei fan, nei forum e persino con la stampa (rilasciava pure interviste, orrore e vituperio!), alla quale cercava di spiegare con precisione il suo punto di vista e le motivazioni di tutta l’infelicità e l’oscurità che sprigiona la sua musica. Forse era stizzosa invidia per uno che ha scritto un disco della madonna, destinato a rimanere per sempre nella storia del black metal. Non lo so. Il problema è che il blackster ortodosso, quello che o sei evil o necro o true o sailcazzo oppure sei un poser, tende ad individualizzare sé stesso nel/nei tipo/i che suonano nei gruppi per i quali stravede. Vorrebbe che loro si comportassero come lui si sogna di agire se non avesse la certezza che poi – se non si comporta bene – la nonna non gli prepara più i dolcetti della domenica e gli mette sotto chiave la bacheca dei CD. La sua vita immaginaria si identifica in quella del Malefic di turno e ne rimane profondamente deluso quando poi si accorge che il suo idolo di assoluta perversione in realtà è solo un cristo qualunque che usa la musica come valvola di sfogo per esternare un malessere che viceversa non avrebbe mai potuto affiorare. Cazzo, ma ci pensate a Robin Williams? Chi mai avrebbe detto che si sarebbe tolto la vita? Un attore impareggiabile, un giullare, i suoi demoni interiori hanno avuto il sopravvento. Abbiamo preteso troppo pensando che vivesse una vita felice? A ripensarci c’è da impazzire.

Per Malefic non è stato così, eppure se ascolti Nocturnal Poisoning pensi che se esiste un disco composto da uno che da lì a tre ore si farà saltare le cervella è proprio questo; un muro sonoro… no, in italiano non rende: un wall of sound pesantissimo, melodie di chitarra uniche seppur sepolte da strati e strati di cenere nera, spesso accompagnate da arpeggi acustici, da tastiere stranianti, ossessive, angoscianti, da vocals tremende, tristissime, provenienti da abissi dell’anima che altro non anelano che al tragico finale autolesionistico. Lui lo ha sempre ammesso di ispirarsi tanto al black metal classico quanto al funeral doom di eccellenze come Thergothon, cosa ci sarebbe di strano, dunque? Nocturnal Poisoning è stato il suo apice: come mi è già capitato più volte di scrivere, ci sono dischi che ti vengono così, per congiunzione astrale o particolari situazioni creative, e poi, anche se di talento ne hai da vendere, non riesci più a ripetere nello stesso identico modo. Stephen King non ha scritto IT per tutta la vita. Però IT lo ha scritto lui, e tutto il mondo gliene rende merito. Scott non ha composto più la musica che potete ascoltare in Nocturnal Poisoning, ne ha scritta altra di molto (anche MOLTO) bella, ma questo disco è un’altra cosa, e tutto il mondo gliene renda merito. (Griffar)

3 commenti

  • Di lui ho ascoltato solo subliminal genocide, metterò questo in playlist, il personaggio, per i motivi che hai spiegato in recensione mi affascina parecchio

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  • Scoprii gli Xasthur per caso scaricando la demo di A Gate… su DC++ millenni fa e mi innamorai di quel suono sporco, decadente e spesso con gli strumenti non accordati l’uni con gli altri. Ci andai pesantemente in fissa e mi comprai quasi tutto quello fatto fino a Detective Epitaph. Disco stupendo questo, ma i miei preferiti rimangono Suicide in Dark Serenity (Ep incredibile) e Funeral of Being (che presi sia in CD che in vinile per una bonus track con la cover dei compianti Forgotten Woods). Ora li riascolto molto raramente perché difficilmente riesco a spararmeli da solo di notte e con il giusto mood.

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  • Griffar Grazie, da quando ho risolto i problemi con l’accesso posso commentare di nuovo, e ringraziarti. Del Black in tutte le sue sfumature mi affascina la profondità, la furia e l’esasperazione senza fine, l’impatto estetico, e la consapevolezza dei titoli e dei monicker, specie quando sono a due o tre parole azzeccate accostate. E’ un mondo che frequento da poco, ma passati i quaranta mi sento di capire meglio di quando ne avevo venti. E ne scopro sempre più grazie ai tuoi post

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