Aspettando l’Apocalisse: GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR – G_D’s Pee At State’s End

Il post-rock è sempre stato per me un genere che si confà alla fine, quella definitiva, globale, assoluta. Avete presente il finale di The Wall dei Pink Floyd (soprattutto nella sua versione live)? Quando il muro è completato e, dopo la conclusione del processo, crolla tutto in una vera e propria apocalisse interiore, lasciando la band sul palco, senza scenografia, in mezzo le macerie ad intonare Outside the Wall? Ecco, per me il post rock è sempre stata la colonna sonora ideale di quei momenti lì, una musica da ascoltare tra le macerie, siano esse personali, sociali, reali. Non importa.

Oggi siamo tutti in mezzo alle macerie, per le ragioni più disparate (che di certo non mi metterò ad illustrare), con l’aggravante di navigare a vista e senza un reale piano per il futuro, e non può esistere un momento più appropriato per pubblicare un disco dei Godspeed You! Black Emperor. I Canadesi lo sanno benissimo ed abbracciano questo concetto di “fine” che permea, per la sua intera durata, il loro ultimo album e che diventa l’architrave di un nuovo manifesto politico nel tipico stile della band: toni netti, quasi da ultimatum.

G_D’s Pee AT STATE’S END! è stato infatti preceduto da un comunicato che potete leggere sulla pagina bandcamp del gruppo (sul quale sono presenti i link dei negozi dai quali è possibile acquistare la versione in vinile – un 12″ e un 10″- del disco, estremamente consigliata) e che fa da ideale accompagnamento e “legenda” all’ascolto del disco, come già avvenuto in passato. La band parte dall’attualità, evidenziando come questo album sia “stato composto prevalentemente “on the road”, quando la strada era ancora un posto ed è stato registrato con le mascherine e distanziamento molto più in là, all’inizio della seconda ondata. Era autunno e il sole al tramonto era incredibilmente grande e arancione abbiamo tentato di evocare un’idea più luminosa, mentre eravamo piegati sotto vari stati di disagio, preoccupazione e meraviglia”.

Un contrasto tra disagio e sprazzi di luce che emerge in modo, come sempre superbo, nelle quattro composizioni del disco (anche se sui canali di streaming vengono indicate otto tracce, si tratta di due macro-composizioni e due brani più brevi) e che conferma, ormai ultroneamente, la classe cristallina di una band che non ha mai sbagliato niente e che da quando è ritornata sulle scene, ha pubblicato solo lavori di altissimo livello.

G_D’s Pee AT STATE’S END! non fa eccezione e se la proposta dei GY!BE è ormai codificata, non si può far altro che restare a bocca aperta di fronte ai segmenti più armonici di First of The Last Glaciers e di ASHES TO SEA or NEARER TO THE, capaci di gettare una luce anche negli angoli più bui della nostra mente, come accadeva in Lift Your Skinny Fists Like Antennas to Heaven. Si tratta, però, di momenti che si inseriscono in un mood estremamente cupo, ancor di più di quello dello straordinario Luciferian Towers e che evocano un nervosismo e una rabbia pronta ad esplodere tra muri di distorsione e trasmissioni radio che tornano per tutta la durata del disco e che si diffondono tra le macerie di un mondo che per la band è arrivato al capolinea. Perché, come scrivono i Canadesi, “questo disco parla di tutti noi che aspettiamo la fine. Tutte le attuali forme di governo hanno fallito. Questo disco parla di tutti noi che aspettiamo un inizio che si fondi sulle seguenti richieste: svuotare le prigioni, togliere il potere alla polizia per darlo ai quartieri vessati, mettere fine alle guerre infinite e a tutte le altre forme di imperialismo, tassare i ricchi finché non si impoveriscono”.

E seppure, come sempre, i dischi dei Godspeed You! Black Emperor sono strumentali, questa rabbia, questa voglia di rivalsa emerge fuori in modo netto dai solchi di Job’s Lament e la tensione crescente ed insopportabile permea per tutta la sua durata la breve ed intensa Fire at Static Valley. Quando si giunge al termine del disco, come al solito frastornati e con un ronzio nelle orecchie e le ultime “concilianti” note di OUR SIDE HAS TO WIN (for D.H.) si dipanano nell’aria, non si può fare a meno di fermarsi a riflettere e, chiudendo gli occhi, lasciarsi trasportare, ancora una volta, dalle dissonanti sinfonie che da quasi 30 anni i Godspeed You! Black Emperor continuano a riuscire a comporre. (L’Azzeccagarbugli)

These are death-times and our side has to win. We’ll see  you on the road once the numbers fall. xoxoxox god’s pee”.

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