Avere vent’anni: TSATTHOGGUA – Hosanna Bizarre

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Dopo aver lanciato stelle come Dark Tranquillity, Marduk, Rotting Christ e Immortal, la francese Osmose abbracciò una svolta reazionaria che, dati i tempi, non ebbe grandi risultati commerciali ma la lanciò per sempre nel pantheon delle etichette preferite mie e di tanti altri amanti del metal estremo più truculento ed esagitato. Tra l’etilica intransigenza speed di Gehennah e Bewitched, la ferocia death di Angel Corpse e Swordmaster e il delirio crust punk di Driller Killer e The Rocking Dildos (nei quali militava lo stesso Hervé, il boss della Osmose, insieme a Mika Luttinen degli Impaled Nazarene, anch’essi parte della scuderia transalpina), ogni tanto saltava fuori pure la scheggia impazzita, come i Master’s Hammer. O, pur nei loro limiti, i tedeschi Tsatthoggua (spero di non dovervi spiegare dove hanno preso il nome).

Hosanna Bizarre è un macello stralunato e anarcoide che cavalca con discreto anticipo derive del black metal norvegese che diventeranno poco dopo di tendenza, ovvero il recupero del thrash (qua e là vengono in mente i Dødheimsgard), il suono gelido e nichilista alla Mysticum e, perché no, l’immaginario a base di sadomasochismo e zoccole che verrà fatto proprio dai Carpathian Forest dell’era post-Nordavind. Heirs of fire inizia con canti rituali, accompagnati da percussioni, di non so quale tribù indigena non norsk arisk. In 2000 V Kum ci sono i synth orrorifici, in Niemals geboren spicca un immotivato stacco panteriano e qua e là sbucano clean vocals paganeggianti alla Arcturus, altra variazione sul tema tutt’altro che scontata per i tempi. I miei pezzi preferiti sono, ovviamente, quelli di maggiore sbrocco, come la title-track e l’allucinata Seventh Solitude, giocata su un giro di tastiera che riproduce senza alcuna vergogna il riff di Jesus’ Tod. L’approccio è quello sgangherato e cruento di un thriller italiano anni ’70 di media fattura: la sceneggiatura non sarà perfetta ma gli attori sono in parte, scorre parecchio sangue e ci sono alcune idee di regia davvero malsane.

Hosanna Bizarre, riascoltato oggi, funziona e diverte addirittura più di allora, quando, tra un capolavoro del nome storico di turno e l’altro, certe chicche underground rischiavano di sfuggire al radar. Pubblicheranno solo un altro album, il più ordinario e quadrato Trans Cunt Whip (alè), dopo il quale scomparvero nel nulla. Peccato, avevano molta più stoffa di tanti gregari che poi si attaccheranno al carrozzone del black psicotico ed evoluto. (Ciccio Russo)

P.S. Cogliamo l’occasione di ricordare a tutti i lettori che si sono recati al Fosch Fest e in questo momento ci leggono dai loro smart phone che è sempre valido fino a domani sera il grande concorso estivo ‘FATTI UNA FOTO COL BARGONE‘, unico rappresentante di Metal Skunk al festival bergamasco. Quindi dategli la caccia come se fosse un Pokemon, scovatelo, bloccatelo, scatenate la vostra fantasia e fatevi una foto con lui! Roberto cercherà di mimetizzarsi tra il pubblico ma solo allo scopo di rendere più arduo il compito di voi piccoli Sherlock Holmes. Poi godetevi il concerto e, una volta tornati a casa, inviateci le foto sulla nostra pagina Facebook! La migliore, che verrà scelta a totale discrezione della redazione sulla base di criteri del tutto insensati, sarà premiata con un simpatico omaggio.

bargonaz

 HAVE YOU SEEN THIS MAN?

 

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