ALCEST: alla fine è solo un discorso di ascisse e ordinate

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Si sapeva. Alla fine gli Alcest hanno compiuto l’insano gesto. Dicevano che lo avrebbero fatto e l’hanno fatto. Il nuovo disco, inizialmente annunciato in uscita a marzo di quest’anno, è pronto solo ora e sarà acquistabile nei negozi superstiti™ il 17 gennaio prossimo. Si chiamerà Shelter e con molta probabilità a nessuno di noi verrà voglia di comprarlo e recensirlo. Rispetto al singolo che ci viene anticipato non c’è niente di diverso da quello che dovevamo aspettarci: si completa il passaggio dal blackgaze allo shoegaze tout court. Il pezzo, in fin dei conti, non è manco male, catchy, pure troppo, e vi si riconosce, vagamente, la loro cifra stilistica. Il video, invece, è semplicemente ridicolo, roba da gente con gli occhiali allo stadio terminale, ma quello dell’immagine è un altro discorso. Musicalmente parlando, Neige ha messo totalmente da parte qualsivoglia interferenza metallara cosicché chiunque abbia fino ad ora affermato che gli Alcest non siano mai stati un gruppo metal può finalmente sentirsi libero di dire ve l’avevo detto, anche se non capisco con ciò cosa si voglia significare. Per me hanno scritto alcuni tra i più bei pezzi degli ultimi dieci anni e, sinceramente, rispetto al fatto che hanno deciso di darsi all’ippica non posso provare, arrivati a questo punto, che indifferenza. Inoltre, non mi va di scrivere un coccodrillo sulla parabola musicale anche perché, se dovessimo rappresentare la loro carriera su un piano cartesiano, forse sarebbe più appropriato tracciare una retta discendente da sinistra verso destra. 

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e adesso ci manca solo la foto di Neige che regge la Torre di Pisa

Rispetto alle intenzioni di Neige, che ne so, è troppo facile dire che ha sentito odore di soldi. A me al concerto non mi era sembrato uno stronzo qualsiasi. Anzi, ricordo benissimo quanto restammo positivamente impressionati dall’attitudine black metal che tirò fuori sul palco e, successivamente, quanto fosse rilassato e disponibile con i fan dopo lo spettacolo, tipo che rimase mezz’ora lì fuori con 5° centigradi a scambiare chiacchiere con chiunque in modo molto amichevole e senza tirarsela minimamente, a confutazione di ciò che pensavamo del personaggio in sé. Dal poco che ho visto e sentito, ripeto, non mi è parso uno stronzo e se adesso vuole fare shoegaze, dream pop o il cavolo che gli pare, facesse pure. È stato coerente con sé stesso alla fine. E poi c’è gente che si è fatta la villa con piscina ma non ha scritto Souvenirs D’un Autre Monde. Quindi accogliamo la notizia, forse con un po’ di rammarico, evitando di rovesciargli addosso le solite secchiate di merda. Gli hipsters ci ringrazieranno. (Charles)

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