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Mai più senza: la birra black metal

27 gennaio 2011

E direi che ci voleva proprio, dopo il vino dei Satyricon. Il merito della cosa va ad una fabbrica di birra texana, la Jester King Craft Brewery. Magari sono gli stessi texani che cercavano un batterista monobraccio, che ne sai. Voglio dire, sei un metallaro che passa le sue giornate in una fabbrica di birra, sei anche giustificato se te ne esci con idee del genere.

Insomma: la birra ha quattro nomi diversi. Quello che è finito sull’etichetta è Black Metal Imperial Stout, ma loro ne indicano altri tre: Suds of Nothern Darkness, Iron Sword e El Martillo del Muerte. Immagino che i creatori di questa cosa abbiano passato mesi a discutere quale nome fosse il migliore, e che poi abbia vinto il più didascalico, diciamo. Io però sarei stato proprio curioso di assistere alle discussioni; fondamentalmente si sta parlando di metallari texani alcolizzati che cercano di convincere il proprio interlocutore che El Martillo del Muerte è di sicuro il miglior nome da dare a una birra black metal, qualsiasi cosa voglia dire. 

Ma poi in cosa si differenzia una birra black metal da una birra normale? Innanzitutto dal sapore piuttosto tamarro: arrosto, cioccolato, caffè, malto bruciato e un retrogusto di pelle. Inoltre gli alcolizzati di cui sopra la definiscono crudele e punitiva (cruel and punishing), e  si dicono anche sicuri che i Kreator pensassero alla suddetta bevanda mentre, durante il tour di Extreme Aggression, scrivevano Impossible Brutality. Questi stavano sotto a un treno pure mentre scrivevano sta cosa però, e non solo perché Impossible Brutality è un pezzo di cinque anni fa e la birra sta uscendo adesso, ma anche perché tra Extreme Aggression e Impossible Brutality passano tipo quindici anni, ora non so i fatti loro ma non credo che Petrozza negli anni ’80 si sia portato avanti col lavoro fino ad oggi, tipo quando a scuola ci anticipavamo i compiti. Io non l’ho mai fatto (anticiparmi i compiti), ma vabbè, avete capito. Rock’n’roll. (barg)

6 commenti leave one →
  1. Arkady permalink
    27 gennaio 2011 12:57

    Io ci provo da quando ho 25 anni a smettere di essere metallaro,dico davvero,ma sinceramente:come si fa??come si può abbandonare una filosofia di vita cosi,poi quando vedi queste cose…no no proprio non ce la faccio!!!grazie trainspotting per ricordarmelo sempre!!!

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  2. lukasbrunner permalink
    27 gennaio 2011 15:13

    Proprio vero: la gente non sa cosa si perde a non essere metallari! Stasera però, per me, Lambrusco e Malnàtt.

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  3. AndrewD permalink
    27 gennaio 2011 16:54

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  4. certaindeath permalink
    27 gennaio 2011 22:34

    Fosse per me l’avrei chiamata : ” Grim and Frostbitten”

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  5. masterpaskua permalink
    1 febbraio 2011 10:15

    anch’io come arkady sono metallaro da un pacco di tempo e non c’é la faccio a smettere di esserlo….bisognerebbe creare una comunità di disintossicazione!
    Secondo me, una birra metalla potrebbe essere una sottomarca della Du Demon dell’ Hardis….da porre, ovviamente, vicino alle scatolette di Tonno Athena!

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  1. IL VINO DEI MOTORHEAD (e dei Maiden) « Metal Shock

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