Author Archives: Marco Belardi

PARADISE LOST – Medusa

Esattamente nell’anno 2000, i Paradise Lost sono stati colpiti dall’effetto Benjamin Button. Band che aveva apparentemente completato ogni processo di maturazione -terminando non proprio in bellezza con Host– i cinque del West Yorkshire – a cui oggi manca all’appello solo Lee Morris – hanno messo la marcia indietro, prima facendo qualche cazzata e infine tornando al meritato splendore. Non sono una delle

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Bastava continuare a fare le cose per bene: QUEENS OF THE STONE AGE – Villains

Per chi scrive, Joshua Homme non è un musicista qualunque. Ha spaccato due paia di casse nella mia vecchia Opel Corsa e un incidente simile non mi era mai capitato in nessun’altra automobile, tranne che ascoltando l’omonimo album dei Kyuss in quelle due distinte occasioni. Avrei dovuto essere un minimo incazzato per essere finito dall’elettrauto due volte con una trasandata automobile del 1993, ma ricordo che la

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Avere vent’anni: BORKNAGAR – The Olden Domain

Ho associato alcuni musicisti alla sfortuna. Non so perché, ma uno dei primi a venirmi in mente è per forza di cose ICS Vortex. E’ entrato nei Dimmu Borgir e dopo aver timbrato il cartellino nell’album del rilancio, Puritanical Euphoric Misanthropia, questi hanno combinato cose che spero di dimenticare in fretta. Ha sostituito Garm negli Arcturus dopo una perla come

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PRONG – Zero Days

Il processo di trasformazione di Tommy Victor in Peavy Wagner si fa sempre più marcato man mano che ci avviciniamo al termine degli anni dieci. Un tempo, i ritmi produttivi dei Prong erano tali e quali a quelli di una band giovane, composta da persone normali e che alternano sessioni di registrazione a tournée che non fossero quella del Black Album.

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