Author Archives: Marco Belardi

DESTROYER 666 – Call Of The Wild

Ho iniziato ad accorgermi del calo della band australiana quando uscì Cold Steel… For an Iron Age. In realtà niente era stato spontaneo e grintoso quanto i loro primi due dischi, e già nel mio prediletto – Phoenix Rising – si iniziava a scorgere qualche brano indiscutibilmente noioso. Insomma, per farla breve l’intensa storia dei Destroyer 666 è finita come temevo: un

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Mietitrebbia agricola sulle palle in tre atti: THERION – Beloved Antichrist

Una storica pubblicità del Cynar recitava: “contro il logorio della vita moderna”. Deve essere della stessa idea Christofer Johnsson, che nell’era della vita fondata sul tragitto casa-lavoro decide di far trascorrere otto anni fra Sitra Ahra ed il nuovo album dei Therion e, intermezzando il tutto con alcuni progetti secondari, se ne ricompare nel 2018 con la mattonata delle mattonate.

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E ora, per cortesia, chiudetela qui. Ancora su Firepower

Firepower dei Judas Priest nasce sotto le peggiori circostanze possibili. Zero fiducia. Perché significherà mancare di rispetto a un nome come il loro, ma dopo Nostradamus e Redeemer Of Souls mi ero davvero rotto i coglioni. Speravo che un tour d’addio potesse realmente rivelarsi tale e che i nostri beniamini intendessero chiudere dignitosamente, e non dopo aver pubblicato una sequela

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Debuttare, fare il botto, non durare un cazzo

Quando Raise Hell e Zyklon sono usciti sul mercato con i rispettivi debutti, ho sentito davvero ribollire il sangue nelle vene. Il problema è che nel giro di due anni era praticamente tutto finito; i primi rimasero un gruppo longevo quanto inconsistente, i secondi divennero una sorta di succursale dei Myrkskog, colpevoli di avere velocemente abbandonato ogni barlume di idea

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