Author Archives: Marco Belardi

Avere vent’anni: MERCYFUL FATE – Dead Again

Mi dispiace un sacco di dover parlare male dei Mercyful Fate, perché sono uno di quei gruppi heavy metal dall’approccio estremo a cui mi sono affezionato veramente tanto, e che seppero uscire da canoni che il genere aveva indirizzato su binari molto severi. Quantomeno negli anni Ottanta, quelli dell’estetica e dell’esaltazione totale dei cliché. King Diamond era avanti rispetto ad

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I nuovi standard: KATAKLYSM – Meditations

Avete presente il giochino dei pro e dei contro? Se lo si facesse coi Kataklysm l’elenco penderebbe sicuramente dalla seconda parte, ma per certi aspetti devo comunque essere riconoscente verso i canadesi: un po’ perché intervistai Maurizio Iacono ai tempi di Shadows & Dust e fu una delle chiacchierate telefoniche più piacevoli che io ricordi, e un po’ perché, senza fare

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La finestra sul porcile: Jurassic World – Il regno distrutto

Chissà se, quasi una trentina d’anni fa, Michael Crichton avrebbe potuto lontanamente immaginare tutto questo. Il motivo che mi porta tuttora al cinema ogni volta che esce un qualcosa che è intitolato “Jurassic“, Asylum esclusa, è che all’età di dieci anni mi è capitato per la prima volta di emozionarmi con un film che successivamente avrei riguardato a oltranza. Un

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ANGELUS APATRIDA – Cabaret de la Guillotine

Ricordo che il giorno esatto in cui uscirono i Municipal Waste in molti sbroccarono di brutto: furono istantaneamente classificati come la migliore thrash metal band uscita dopo il Duemila, e ognuno di noi aveva il dovere morale di ascoltarli per forza. Personalmente mi ci sono impegnato a fondo, e credo che Waste ‘em All fosse un discreto toccasana per gli appassionati dei

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