Requiescat in pace, carro di buoi: Alissa White-Gluz annuncia il suo nuovo gruppo (tutto al femminile)

La notizia è clamorosa: Alissa White-Gluz fonda un nuovo gruppo di nome Blue Medusa, probabilmente in riferimento al colore dei suoi capelli. Mecojoni. Da pochissimo abbiamo parlato della nuova cantante degli Arch Enemy, una tizia mai sentita prima (almeno da me, ma a quanto pare era famosa su Youtube – e ribadisco YouTUBE) le cui gallerie fotografiche nelle quali posa scollatissima e scosciatissima con lo sguardo languido e malandrino verso la fotocamera sono in perfetta coerenza con la raison d’etre degli Arch Enemy degli ultimi venticinque anni. Non ricordo il nome della tipa, ma nel caso lo trovate nell’articolo in oggetto insieme alle suddette ammiccanti gallerie fotografiche. A proposito: grazie a queste stesse gallerie fotografiche il presente blog ha avuto un picco di visite mostruoso, così come era accaduto tutte le volte che avevamo messo foto della stessa White-Gluz. Non che ce ne importi più di tanto: noi, per scelta costitutiva, non monetizziamo niente, e, se volessimo farlo, di sicuro non pubblicheremmo enciclopedici speciali a puntate sul rock turco degli anni Settanta né permetteremmo a Griffar di scrivere recensioni su gruppi black metal indonesiani che hanno una decina di follower sulla propria pagina Facebook. Giusto per mettere i puntini sulle i, ecco. Che qua tra determinati soggetti da circo equestre sta cominciando a passare il concetto che certe cose le scriviamo per provocare in modo da avere più visite, mentre poi alla fine questi stessi soggetti le visite ce le regalano cliccando e ricliccando sulle foto discinte della tipa degli Arch Enemy.

Chiusa la parentesi, secondo voi come si presenta il nuovo gruppo dell’ottima massima Alissa White-Gluz? Beh, esattamente così:

Il criterio di scelta dei musicisti pare essere il medesimo usato da Michael Amott quando sceglie le cantanti. Ma qui ormai siamo talmente oltre che Amott in confronto è l’epitome dell’integrità, perché almeno lui si limita alle cantanti, e se deve scegliersi un chitarrista si prende Jeff Loomis, mica la professoressa del corsivo. Il comunicato comincia così:

“I Blue Medusa sono l’evoluzione di tutto ciò che ho costruito per anni”

E non nel senso dell’apertura di un profilo OnlyFans, lo specifico solo per tutti quelli che hanno ripetutamente aperto le sue immagini nei nostri articoli. La fine del comunicato poi è ancora migliore:

“La nostra musica ha assoli infuocati, riff devastanti, vocals brutali, batteria veloce e aggressiva, melodie contemplative e, ciò che per me è più importante, testi molto riflessivi”

Praticamente ASSOLI AL FULMICOTONE, UGOLA AL VETRIOLO E BATTERIA TERREMOTANTE, come diceva Belardi. Peraltro è esattamente quello che dicono tutti i gruppi “estremi” quando parlano dei loro nuovi album, con l’aggiunta dei testi riflessivi che immagino siano incentrati sul veganesimo, il gender pay gap o qualcuno di quegli argomenti che a volte le tipe tirano fuori al primo appuntamento con i poveri maschietti che sono costretti a fare finta di approvare cercando disperatamente di soffocare l’istinto primordiale di rovesciare il tavolo gridando SLAYER! A tal proposito, c’è un’altra dichiarazione della nostra eroina che ritengo molto significativa:

“Ho deliberatamente scelto di comunicare questa notizia durante la Festa della donna perché sono profondamente interessata nel costruire qualcosa di forte per le donne nella musica pesante”

Da questo riferimento io penso che si possa intuire l’argomento dei testi molto riflessivi che impreziosiranno gli assoli al fulmicotone etc delle potentissime Blue Medusa. E cioè

IL PATRIARCATO

e del resto non c’è niente di più benefico per la causa delle donne e contemporaneamente mortale per IL PATRIARCATO di un gruppo tutto al femminile che al 100% farà schifo alle nutrie morte e che si presenta nel modo in cui abbiamo visto. No ma si presentano così perché sono padrone del proprio corpo e fanno quello che gli pare e tu sei invidioso e geloso che loro spaccano più di molti maschietti etc etc. Certo, certo. Soprattutto spaccano, loro. E, ancora più soprattutto, sono padronissime del proprio corpo. Io ricordo sempre che in redazione abbiamo un avvocato penalista che ci impedisce di scrivere pane al pane vino al vino, diciamo così, quindi mi scuserete se vi faccio un occhiolino virtuale per cercare di trasmettervi ciò che è nella mia testa e che proprio non posso scrivere, perché l’Azzeccagarbugli me lo impedirebbe. A questo punto, in onore dei vecchi tempi, mi sarebbe piaciuto concludere il pezzo con una galleria di immagini di Alissa White-Gluz e delle sue amichette, sempre per combattere il patriarcato; ma è tardi e non ho né tempo né voglia, perché purtroppo ormai sono vecchio e stanco. Permettetemi giusto un carissimo saluto dal profondo del cuore a tutti i fenomeni da circo Barnum che commenteranno dicendo che a noi danno fastidio i gruppi metal con voce femminile. (barg)

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