FOLKSTONE: cronache dall’ultimo tour

Stavo scrivendo un pippotto allucinante per arrivare a parlare di questi due concerti di cui mi accingo a raccontarvi una breve cronaca, forse per giustificare il fatto che sono andato a vedere i Folkstone per due volte negli ultimi mesi, forse per convincervi del fatto che io sia nel giusto a pensare che questa banda di bevitori bergamaschi abbia avuto un impatto significativo sulla musica folk, rock e metal, quantomeno in Italia. In effetti questa cosa la penso in quanto, quando i Folkstone hanno cominciato a fare veramente casino con le feste della birra, mi sono ritrovato per puro caso (e fortuna) in mezzo alla calca e ho visto in qualche modo svilupparsi un piccolo ambiente intorno a loro, o che quanto meno è partito anche da loro e da molti altri con cui hanno avuto a che fare, e che ha sicuramente fomentato e invogliato altri gruppi di musicisti e di organizzatori ad uscire allo scoperto e a mettersi in gioco.

A loro però tutto questo importava relativamente: avevano quest’idea di fare musica medievale in chiave metal, che non è una cosa innovativa di per sé ma, forse ingenuamente, vi hanno riversato così tanto del loro vissuto in termini di dolori, paure e passioni, che, invece di essere una mera posa di rievocazione medievale, sono diventati per un breve periodo il gruppo più medievale di tutti, al netto di tecnicismi e delle manie di ricostruzione. Questa emotività è stata in qualche modo colta da molti, tra cui il sottoscritto, in quanto le fragilità di cui parlano alla fine le viviamo un po’ tutti, e quindi siamo tutti qui a strapparci le vesti per l’ultimo viaggio dei Folkstone. Il pippotto l’ho fatto lo stesso alla fine; ora vi racconto come sono andate le cose, e le divido tipo doppio dvd live così iniziate prima da quello che preferite.

Disco 1: Milano, 23/10/2019

Io, la mia dolce metà e l’immancabile amico Varg arriviamo all’Alcatraz abbastanza puntuali. Il palco in uso è quello più piccolo, il locale è già mezzo pieno e noi ci prendiamo la nostra rituale birretta. Essendo sulla carta l’ultimo loro concerto a cui assisterò, il mio preciso intento è di godermela senza stare a fare troppe recriminazioni sulla scaletta. Si canta tutto o quasi, d’altronde se volevamo stare fermi e tristi in una serata uggiosa come questa ce ne stavamo a casa.

Il concerto parte con un paio di brani nuovi e procede senza tregua. Lorenzo parla poco, soprattutto all’inizio, ma i pezzi sono costantemente accompagnati da cori e urla acclamanti da parte del pubblico. Oggi più che mai le strofe delle canzoni assumono i connotati del commiato; loro però sorridono e fanno caciara e ogni pezzo è come un bicchiere di birra bevuto insieme. I Miei Giorni in questo contesto contribuisce un poco a farci salire l’amarezza, ma poi parte subito Nebbie, seguita da Frerì, ed è il tripudio. Il concerto è un continuo alternarsi di esaltazione e nostalgia, la gente fa casino e si agita, i pezzi sono energici e suonati al massimo come sempre ma allo stesso tempo rimandano a un pezzetto di vita che non c’è più. Poi se in repertorio hai canzoni come Frammenti la cosa è proprio dichiarata. I Folkstone hanno sempre cantato della morte e della fine, ovviamente per esorcizzarla e celebrare nel contempo la vita, ma ora che in qualche modo una fine è giunta cantiamo insieme a loro per celebrare la vita che è stata e che si rinnoverà in altro.

Cantiamo per l’ultima volta Anime Dannate, Non Sarò Mai e Con Passo Pesante fino a tirare fuori i polmoni dal petto, vediamo il cerchio chiudersi con Omnia Fert Aetas e l’ultima sorpresa, l’ultimo tuffo al cuore arriva con Luna, cantata però solo da Lorenzo con una chitarra acustica e null’altro. Finisce tutto troppo presto, nonostante le due ore e mezza di concerto. Grazie per il viaggio e grazie per la compagnia, amici Folkstone, sarebbe bello rivedersi un giorno, nella speranza di poterci fare un’altra birretta insieme da qualche parte in giro, anche se il tempo in fondo porta via tutto, magari qualcosa resta.

  1. Diario di un ultimo
  2. I Miei Giorni
  3. Nebbie
  4. Frerì
  5. Escludimi
  6. Frammenti
  7. In Caduta Libera
  8. Astri
  9. La Maggioranza
  10. Terra Santa
  11. Scintilla
  12. Respiro Avido
  13. Le Voci della Sera
  14. Mare Dentro
  15. Il Confine
  16. Folkstone
  17. Mercanti Anonimi
  18. Un’Altra Volta Ancora
  19. Rocce Nere

  • encore:

  1. Nella mia Fossa
  2. Prua Contro il Nulla
  3. Anime Dannate
  4. Non Sarò mai
  5. Con Passo Pesante
  6. Omnia Fert Aetas

  • encore 2:

  1. Luna (acustica)

Disco 2: Druso, Bergamo, 15/12/2019

E infatti. Sembrava strano a tutti, penso, che nell’annunciato ultimo tour non toccassero neanche di striscio la città di Bergamo. Quando ormai il grosso delle date è passato, ecco arrivare l’annuncio prima di una e poi di una seconda data i cui biglietti sono andati esauriti in una manciata di ore. Del locale ha già parlato Barg qui e non mi dilungherò oltre, questa volta però la calca è inferiore visto che nel locale ci si muove abbastanza bene, anzi la gente vola letteralmente da un lato all’altro come da tradizione.

La serata parte sempre con i pezzi dell’ultimo disco, cioè Diario di un ultimo e I miei giorni, ma c’è una grossa differenza: questa è davvero l’ultima sera. Loro sono tutti visibilmente emozionati, e la scaletta viene eseguita pezzo dopo pezzo con solo delle brevi interruzioni, ma senza le solite presentazioni ai pezzi. Il pubblico risponde bene, anzi benissimo, si agita e fa casino come al solito, forse anche più del solito, e circa metà concerto scorre via in un lampo. L’ossatura della scaletta è quella dell’ultimo tour già sentita un mesetto fa all’Alcatraz, la prima metà in particolare, ma nello svolgimento ci sono delle importanti variazioni. Briganti di montagna per esempio. Lì non l’avevano suonata, ma qui abbiamo la possibilità di sentirla ancora una volta, e ovviamente mi sgolo. Ogni tanto arriva il bassista Maffei a tirare su il morale, benedicendo la folla e incitandola. Devono essere accorsi anche molti loro amici, visto che dal pubblico è un continuo di saluti, che Maurizio Cardullo ricambia sorridente. La seconda variazione importante è Ombre di Silenzio, eseguita solo da Lorenzo e Roberta. È stato il momento più toccante della serata, e in generale il più commovente a cui abbia mai assistito a un loro concerto; è un pezzo che per loro è evidentemente importante e sentitissimo, al punto che alla fine si scusano perché sono in difficoltà e tu vorresti solo salire sul palco e abbracciarli portandogli una birra. Mi sono guardato intorno in quel momento e molti avevano gli occhi umidi, compreso un gruppetto di cattivissimi black metaller vicino a noi. Il vostro Maresciallo invece no, è rimasto impassibile e fiero per potervi fare una dettagliata cronaca degli avvenimenti.

Siamo a metà concerto per riprendersi e riattaccano con Scintilla, che concede un momento di respiro, Anomalus per un ritorno alle origini di musici medioevali, e Respiro Avido. Piccolo inciso: non ricordo di preciso se è stato durante  questa o durante Un’Altra Volta Ancora che ho intravisto un tipo in divisa da thrasher che si lancia con il bicchiere di birra mezzo pieno nel pogo e riesce a bere senza versare neanche una goccia del prezioso liquido. Hail per la tecnica, ragazzi. Quando giunge il momento di Le Voci della Sera Lore cede il passo al pubblico: “Questa la cantate voi”, ed effettivamente così è; lui si aggiunge praticamente solo per l’ultima strofa, e l’unisono non viene neanche male. A questo punto potrebbe chiedere qualunque cosa, e la sua richiesta è di portarlo al bar. Vuoi non accontentarlo? Si lancia sul pubblico sulle note di Rocce Nere, per finire in piedi vittorioso sulla barra del bancone, indicando i compagni sul palco che suonano. Dopo averlo riportato sul palco parte Con Passo Pesante. L’encore non ve lo racconto neanche, ormai avete capito l’antifona. È stato un viaggio bellissimo, esclama Lorenzo emozionatissimo. Lo è stato anche per noi. (Maurizio Diaz)

  1. Diario di un ultimo
  2. I Miei Giorni
  3. Nebbie
  4. Frerì
  5. Escludimi
  6. Frammenti
  7. In Caduta Libera
  8. Briganti di montagna
  9. La Maggiorannza
  10. Elicriso
  11. Terra Santa
  12. Ombre di silenzio (acustica Lore e Roby)
  13. Scintilla
  14. Anomalus
  15. Respiro Avido
  16. Le Voci della Sera
  17. Mercanti Anonimi
  18. Un’Altra Volta Ancora
  19. Rocce Nere
  20. Con passo Pesante encore:
  21. Nella mia Fossa
  22. Prua Contro il Nulla
  23. Anime Dannate
  24. Luna (Acustica Lore)
  25. Omnia fert aetas

4 commenti

  • Visti e rivisti negli anni, vissuti con commozione alla data di Cerea.
    Dei professionisti del palco, come loro davvero pochi.

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  • Dispiace non averli potuti salutare un’ultima volta.
    Sull’importanza che hanno avuto hai già detto tutto tu, aggiungo che per me hanno rappresentato molto anche a livello personsle, e non sono l’unico.

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  • visti una ventina di volte

    è stato un bel viaggio.

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  • Per motivi geografici mi sono perso l’ultimo tour, ma li ho visti 4 o 5 volte in passato e mi sono sempre stradivertito. Gran band, per molti versi unica nel suo genere e con una presenza sul palco fantastica. Spiace concludano la propria esperienza, ma meglio mollare al (quasi) apice che diventare parodia (involontaria) di sè stessi. Il Valhalla li attende

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