Alla ricerca del proprio Lebensraum: DEATH IN ROME – V2

Ormai è troppo tempo che giriamo intorno a questa idea malsana di un festivalino targato Metal Skunk. Nel mio mondo ideale ci ritroviamo in una location in stile medioevale, tipo un castello mezzo diroccato come quello di Rocca Calascio, col gotha dei gruppi power epic italiani, qualche crucco di un certo livello e per chiudere i Manilla Road, mettiamo la pinta di birra a 3 euro, salsicce e arrosticini a sfrigolare copiosi sulle braci e rosti di patate a sfare, volumi a cannone e sfondarsi tutti in allegria fino al giorno dopo, ché ci devono venire a recuperare con le ruspe. Ma purtroppo una location del genere costerebbe tantissimo e/o andrebbe contro tutte le norme sulla sicurezza, con gente sfatta, me compreso, che vola di sotto e cazzi vari. Che poi io non ci vorrei manco guadagnare con questa cosa, sarei pure disposto a rimetterci personalmente, basta che viene fuori una cosa talmente carica di UBERHAIL che i presenti, da vecchi intorno al fuoco, racconteranno ai nipotini di come quella volta i tizi di Metal Skunk finirono tutti in galera dopo aver organizzato l’unico festival della loro vita. Qualcuno qua dentro, invece, la vorrebbe buttare sullo stoner/sludge/doom. E insomma, l’unico problema è che in Italia adesso abbiamo una proposta di livello talmente alto che faremmo fatica a mettere tutta questa gente in un posto solo. Comunque HAIL a sfare anche qui (anche se io propendo sempre per il power epic e il rosti di patate). Il problema vero è che, noi del blog, siamo talmente tanto distribuiti sul territorio italiano ed europeo che la Reuters ci fa ‘na pippa e che già vedersi tutti insieme è diventata un’impresa, figurati mettere due neuroni a fattor comune per realizzare questo epico progetto di conquista del Valhalla (il cui seggio più alto, poi, ci spetterebbe di diritto). Alla fine, temo, che non se ne farà niente perché siamo fondamentalmente dei debosciati. Però una alternativa più concreta ci sarebbe. 

Il nostro amichevole putsch di quartiere potrebbe partire dal Quagliaro, piccolo Hofbrauhaus a misura di civis romanus, invitando tra gli ospiti d’onore proprio i Death In Rome. Ve la immaginate la scena? Le note apocalittiche di It’s a Sin si diffondono nell’aria mentre le quaglie corazzate della Luftstreitkräfte der Quarticciolo si lanciano in picchiata sui vostri piatti facendoli esplodere; i ritmi marziali della Lambada incedono al passo dell’oca mentre la gente ingolla tonnellate di carbonara; una Style che si insinua come un Unterseeboot in mezzo ai pezzi di trippa al sugo che galleggiano nella vostra ciotola; i tamburi di Warm Machine che arrivano insieme all’amaro abruzzese e al conto e vi ricordano che la soluzione finale è vicina. Boh, non dico il Valhalla, ma un vicoletto a Prenestino a noi intitolato ce lo meriteremmo pure, secondo me. Insomma, combattenti di terra, di mare e dell’aria, è uscito il nuovo album di cover dei Death In Rome e, manco ve lo sto a dire, è una cosa da avere a tutti i costi. Fate vostro V2 e preparatevi ad essere annichiliti da un panzertruppen di brani pop rifatti alla guisa più opportuna, nonché preparatevi alla coscrizione obbligatoria se ci decidiamo veramente di organizzare ‘sta cosa. (Charles)

8 commenti

Rispondi a weareblind Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...