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In giro con i TODAY IS THE DAY nell’autoradio

7 marzo 2013

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Ti chiedono di scrivere due righe sui Today Is The Day e ti verrebbe voglia di mollare, in realtà. Perché non è che in un post spieghi e risolvi tutte le tensioni musicali e liriche che hanno percorso la bestia figlia di Steve Austin. Ci sarebbe da dire tanto, a partire dalla creatività di un tizio che s’è dato alla musica (e che tipo di musica, poi) quando probabilmente nel suo destino ci poteva essere benissimo un futuro da chimico, matematico, esperto di media o chissà che altro. E’ un po’ come spiegare l’atteggiamento tremendamente produttivo di chi è in fondo afflitto dalla malattia dell’attenzione, dell’introspezione lucida, di chi è capace di afferrare le realtà a colpo d’occhio dentro uno squarcio rivelatore del presente. Perché Steve Austin è un po’ quel tipo. Ipersensibile, emotivo, creativo. E oggi ci viene pure con un nuovo singolo.

Sarò sincero: le vicende post-Sadness Will Prevail (parliamo di tanti anni fa, ormai) mi hanno interessato relativamente. Ormai abbandonata la schizofrenia professionista di coloro i quali ad un genere come il noise dedicano anima e corpo e non tollerano certo esperienze appena tangenziali come la mia, mantengo un giudizio tutto sommato bonario sugli ultimi -facciamo- due o tre dischi. Del tipo che chiaramente dei capitali Supernova e Willpower non resta molto, e che della deviazione rock quasi detroitiana che aveva allineato quei dischi alle produzioni figlie di Amphetamine Reptile (label che diede proprio il battesimo al primo full lenght dei Today Is The Day), una volta giunti su Relapse è rimasto ben poco. L’era Relapse ha coinciso perlopiù con uno sviluppo del suono in senso più metal. Però, oggi che tutti fanno a botte per arrogarsi il diritto a una paternità (spuria) del suono postcore o come cavolo si chiama, ecco, diciamo solo che nei primi Novanta Austin già c’era. 

Veniamo al singolo. Una botta tutto sommato rockeggiante, che forse un po’ spezza l’oscurità metallica dell’ultimo Pain Is A Warnig. Trascinante e tutto sommato alla lunga bruttino, come tutti i singoli di questo mondo. Il lancio ufficiale del disco (di cui non si sa ancora il nome) avverrà però solo in estate. Come al solito, produrrà lo stesso Steve.

Il video, lanciato via Metal Injection, è di quelli che piacciono ai fan dei Converge. E fa male agli occhi.

Ciao.

2 commenti leave one →
  1. Certain Death permalink
    7 marzo 2013 14:17

    Volevo solo dire che Sadness Will Prevail è l’ultima traccia di una compilation che si chiama Stare Male Vol.2 e che il volume 2 non è né il primo né l’ultimo di questo tipo di compilation.

    Mi piace

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