Skunk Jukebox: Napalm in the morning
Io e Nunzio abbiamo già deciso che Utilitarian, quattordicesimo album in studio dei Napalm Death, sarà il disco dell’anno a prescindere, quindi utilizzeremo ogni pretesto possibile per parlarne prima, durante e dopo l’uscita, prevista per il 27 febbraio. Se già non stavate più nella pelle, scuoiati vivi dai riff di Quarantined, presentata dal vivo qualche tempo fa, e di Legacy Was Yesterday, pubblicata lo scorso aprile sul vinile flexi uscito in allegato a Decibel, datevi il colpo di grazia con questa Leper Colony, che potete ascoltare in streaming su BrooklynVegan cliccando qui. Che mazzata, eh? A impressionare dei Napalm, oltre alla furia inesausta, è la spaventosa continuità. Questi non sbaglierebbero un disco nemmeno se ci si mettessero d’impegno.
Passiamo a un’altra band alla quale voglio parecchio bene, vuoi per la provenienza geografica, vuoi per l’attitudine, vuoi perché non c’è nulla di più divertente della faccia di una tizia appena conosciuta che sta smanettando col tuo iPod e scopre che ascolti un gruppo che si chiama Goatwhore. La volta scorsa vi avevamo fatto sentire un nuovo brano in versione live, adesso vi beccate un’anteprima del loro imminente quinto full length, preannunciato dal solito tanfo di ascella, piscio e capra morta:
Blood For The Master uscirà a San Valentino. Se non sapevate cosa regalare alla vostra dolce metà io un’idea ve l’ho data.
E manteniamo elevato il livello di marciume con la title-track del nuovo full degli Asphyx, il secondo dal ritorno sulle scene dopo Death… The Brutal Way, che non mi era dispiaciuto affatto. Per tutto il pippone di prammatica sulla loro reunion e su quanto siano stati uno dei gruppi più imprescindibili della storia del death metal europeo vi rimando alla recensione del live. Dite quello che volete, ma quando sento Martin Van Drunen che scatarra e QUESTO suono di chitarra mi commuovo. Deathammer sarà nei negozi di dischi superstiti a fine febbraio. Al mixer un certo signor Dan Swanö.
Chiudiamo come abbiamo aperto, nel segno del grind, e spariamoci questo nuovo pezzo dei Buffalo Grillz, un’anticipazione del successore di Grind Canyon, battezzato, con un colpo di genio situazionista, Manzo Criminale. Io quando ho saputo il titolo ho riso tipo per sei ore ma in questo settore Giannone e compari sembrano dotati di una notevole creatività. Per cui, dopo Grind Sasso e Grind Gala, ecco a voi Forrest Grind! Arimortis.


Queste sono le cose belle della vita. Ciccio saresti così gentile da consigliarmi uno o più dischi dei Goatwhore, con un nome così suggestivo non posso non ascoltarli.
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Comincia da ‘Carving out the eyes of god’
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Grazie mille, mi toccherà studiare linguistica con questo disco di sottofondo, che gioia.
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l’alfabeto IPA, quanti ricordi.
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gran brutti ricordi immagino.
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a dire la verità ho ottimi ricordi, al contrario del famigerato Lingue d’Europa!
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ahahah proprio ieri mi son rivisto Apocalypse Now..
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cazzo gli asphyx. anni fa mi ero convinto che avrei sconvolto il mondo metal fondando un gruppo che avrebbe unito death e doom, i miei sottogeneri preferiti.
poi ho scoperto gli asphyx e gli obituary, e allora vaffanculo
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